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a cura di: 

Bianca Maria Bassetti

 

 

 

 

 

 

 

ANNO 2007

SOMMARIO NUMERO 455

Federico Saracini, L’Orrore birmano Il regime del Generale Than Shwe in Birmania, accusato dalla comunità internazionale di sistematiche violazione dei diritti umani, ha continuato per tutti gli anni novanta con la sua furia repressiva, inducendo i paesi dell’Unione Europea ad applicare sanzioni economiche e gli Stati Uniti ad imporre l’embargo ma, nonostante tutto, rimane ancora ben saldo al potere. 

Franco Toscani, Il "canto antico" di Umberto Fava Che cosa significa fare letteratura oggi, raccontare storie in un mondo come quello odierno, così distratto e frastornato? Vi è ancora una funzione della letteratura per l’uomo del nostro tempo? Jacopo Mazzantini, Un’identità democratica oltre il socialismo Nella società globalizzata la nascita di una nuova formazione politica nella sinistra deve fare i conti con il passato del 455.jpg (143845 byte) socialismo ma deve andare oltre percorrendo strade nuove che formino non un "nuovo partito" ma un partito "nuovo". Vanni Pettinà, Cuba: le radici del futuro. La nuova strategia politica internazionale verso Cuba ha l’obbligo di passare per il rafforzamento e non per l’emarginazione delle forze democratiche interne, che rappresentano le radici della futura società civile cubana. Washington deve convincersi che la soluzione al problema cubano verrà solo dall’interno dell’isola e mostrare disponibilità ad allentare le sanzioni economiche in cambio di progressive aperture da parte del regime.  Roberto Barzanti, La guerra degli ospedali La ricostruzione tra storia e memoria di una vicenda di politica locale in Toscana negli anni 70 in cui intorno alla costruzione di un ospedale si confrontano, quasi in una "guerra", visioni utopiche e miopie locali  La musica, una rivoluzione del nostro tempo Sezione monotematica a cura di Enzo Brogi, Dino Castrovilli, Severino Saccardi e Simone Siliani I. Un linguaggio universale Severino Saccardi, Una rivoluzione del nostro tempo In tempi a noi prossimi si è prodotta, anche in ambito musicale, una vera e propria "rivoluzione" da cui sono derivate contaminazioni di generi, alfabeti e stili e la rimessa in discussione della distinzione, in un contesto specifico, fra cultura "alta" e cultura "bassa". Individuare strumenti (anche di carattere legislativo) per promuovere la musica è, oggi, una sfida di carattere civile e democratico che va portata avanti anche per ricordare il valore del suo linguaggio universale per promuovere la cultura della convivenza. Walter Veltroni, Il disco del mondo L’arte e in particolare la musica come strumenti per allargare il proprio orizzonte interiore. Il rapporto di empatia con l’artista come scoperta di valori universali e umanamente condivisi. Dino Castrovilli – Fabrizio De Lucia, Finché c’è musica mi tengo su Un excursus sulle capacità terapeutiche della musica incentrate su un percorso capace di andare dalla "muzak" (musica di sottofondo) ad un ascolto benefico e rilassato di suoni e melodie. Neri Pollastri, Il filosofo e la rivoluzione del jazz La musica non solo ci svela molto di noi e del mondo, ma soprattutto ci rimette ludicamente in comunicazione e ci aiuta a tessere nuovi legami con gli altri. Rispetto alla tradizionale visione filosofica della musica come accesso alla trascendenza, fenomeni moderni come il jazz e gli studi etnomusicali ci permettono di focalizzarne anche gli aspetti connessi alle relazioni sociali ed alle diverse identità culturali. Alfredo Jacopozzi, La musica e il sacro Quanto più andiamo ai primordi della storia dell’umanità, tanto più la musica compare non come elemento artistico ma come elemento connesso agli sforzi ostinati tesi a stabilire un contatto con il mondo metafisico. In tali circostanze la musica costituisce un substrato tanto fondamentale da essere praticamente onnipresente: costruendo i propri strumenti musicali, gli uomini sembra che imitino l’opera degli dèi. La musica sembra davvero farci dimorare in quella corrispondenza tra la sonorità cosmica dell’universo e quella pulsazione dell’anima, in un tempo senza tempo, in un tempo originario, un tempo sacro. Cesare Bindi, Della buona musica come "invenzione" Nei secoli il ruolo dell’artista è cambiato da artigiano ad inventore, come è cambiata la produzione, il pubblico e la diffusione della musica. Oltre le molte suggestioni e gli insegnamenti del "secolo corto" e superando la fissità del rimando agli anni settanta, è necessario approdare alla consapevolezza che esiste una sola, vera, musica: quella "buona". Quella che favorisce la comunione con gli esseri umani e ci mette in rapporto con il senso profondo dell’essere.. Mauro Pagani, La musica cibo dell’anima Intervista cura di Daniele Gardenti. Mauro Pagani, polistrumentista che ha suonato con la PFM e ha collaborato con numerosi artisti di primo piano nel panorama italiano, ci mostra le evoluzioni del mondo della musica, il rapporto che questa ha con le nuove generazioni, con le città, con il villaggio globale e con i mutamenti e le esigenze del mercato.  II. Musica "colta", e musica "pop(olare)": una distinzione in discussione Enzo Brogi, Una proposta di legge regionale sulla musica Da un itinerario autobiografico fatto di amore e di promozione della musica popolare alla proposta di una legge regionale in materia Simone Siliani, Musica, senza aggettivi E’ impossibile dividere la musica in categorie rigidamente separate da confini, gusti, generi, tempi; e dall’altro è difficile pensare che la musica del passato, la musica classica o colta che dir si voglia, possa interpretare meno della musica pop le pulsioni del proprio tempo: esiste solo la musica, che ha bisogno di essere trasmessa, amata, concepita, ascoltata tutta Claudio Martini, Perché amare la musica classica E’ importante amare la musica classica, nonostante le difficoltà di educazione e competenza, per il piacere che dà, per le emozioni che suscita, e per l’arricchimento morale e culturale che assicura ad ogni essere umano. In questa direzione, è importante sviluppare anche un’azione di carattere educativo e formativo che contrasti le tendenze omologanti della nostra società, orientate ad appiattire il gusto e poco propizie ad un affinamento della sensibilità estetica e culturale Mario Setti, Alfabeti diversi, non estranei Lo scontro e l’incontro tra modi diversi di fare e percepire la musica. La classica e il pop, due mondi distinti, apparentemente paralleli, che si influenzano e si avvicinano. Francesco Mizzau, Il patrimonio immateriale della musica etnica Le origini di una cultura e la necessità di poterla conservare (grazie alle ricerche e agli studi degli etnomusicologi ed alla nuova consapevolezza sul valore della world music) al di là delle rigide logiche del mercato. Paolo Del Lungo, Béla Bartók: il genio e l’interesse per la musica popolare La capacità di guardare il mondo con occhi nuovi ha da sempre reso grandi servizi all’umanità ed è stato proprio l’interesse nei confronti di un repertorio come quello popolare generalmente ritenuto inferiore rispetto a quello della tradizione colta che ha permesso ad uno dei più grandi geni del Novecento musicale di tracciare una strada nuova per la storia della musica. Corrado Barontini, Come la ricerca sui canti popolari della Maremma prese forma di libro. L’esperienza di una ricerca sui canti popolari della Maremma che ha permesso il recupero di una tradizione orale che, se non studiata e riproposta, rischia di perdersi per sempre. Lucio Niccolai, Profumi arcani: alla riscoperta della musica popolare Note sparse su alcuni passaggi che, negli anni più recenti, hanno condotto alla riscoperta e alla riproposizione del repertorio tradizionale della musica popolare a partire da un motivato percorso personale e di gruppo nell’ambiente amiatino. Luciano Alberti, La mitica voce del figlio del fornaio Un tributo all’uomo, all’artista, al tenore Luciano Pavarotti al di là delle retoriche celebrazioni mediatiche. Giuliano Della Pergola, Luciano Pavarotti, un eroe nazional-popolare Il grande artista appena scomparso appare come il miglior rappresentante di quella tradizione musicale popolare e nazionale che lo ha reso caro all’ Italia e noto in tutto il mondo. III. Mi va di cantare Alessandro Benvenuti, La Banda Improvvisa L’incontro e il sodalizio tra l’attore e la musica, tra Alessandro Benvenuti e i "Loro Ciuffenna... e Noi no?". Paola Turci, Toccare le corde del cuore Intervista a cura di S. Saccardi La musica ha la grandiosa capacità di arrivare a toccare le corde preziose del nostro cuore, che spesso arrivano anche alla nostra coscienza. Non si dovrebbe fare nessuna distinzione (del tipo di quelle fra musica"colta" e musica "popolare") se non quella tra musica brutta e musica bella Mazen Kerbaj, Suonare la guerra Intervista a cura di Leonardo Ferri La guerra vista da un artista può avere dei risvolti inaspettati trasformando la paura in creatività fino ad arrivare a percepire, in tempo di pace, una sorta di "nostalgia" del conflitto. Mazen Kerbaj, giovane musicista e disegnatore libanese che, dalle pagine di un blog, ha disegnato i bombardamenti su Beirut dell’estate del 2006, racconta come la guerra ha influenzato la sua arte. IV: Le fabbriche della musica Luciano Vavolo, Per una scena sensibile Un’esperienza musicale fatta di passione, abbinamento al teatro e ad altri linguaggi espressivi nella ricerca di costruire un percorso musicale parallelo alla parola e alle altre modalità comunicative Giampiero Bigazzi, Le fabbrica della musica, il supermercato dell’ascolto Al confine fra aspetti socio-culturali ed ambito esistenziale, una riflessione sull’evoluzione della dimensione privata dell’ascolto e sulle conseguenze della rivoluzione del supporto magnetico e digitale. Sandra Landi, Musica e scuola: un amore impossibile? Un’analisi sulla cultura musicale, sulla sua scarsa diffusione a livello scolastico, sulla necessità di rafforzare un insegnamento rimasto per lo più fuori dai piani di studio. V. Musica e poesia Stefano Beccastrini, Gli strumenti musicali nella poesia moderna Un primo abbozzo per una ricerca degli echi che la poesia ha dedicato agli strumenti musicali Roberto Mosi, Da quando Modugno cantò Volare Il lungo e controverso rapporto tra poesia e musica esaminato, soprattutto, in relazione all’evoluzione degli ultimi decenni, connotati dagli apporti degli chansonniers francesi, dei folk-singers italiani e della canzone d’autore in Italia.  Maurizio Bassetti, La casa della musica Come si possono intrecciare i due linguaggi della musica e della poesia in un’esperienza personale di carattere non professionale. Paola Del Pasqua, La musica, una generosa macchina del tempo La musica, tra tutte le arti, è quella che maggiormente riesce a evocare sensazioni, immagini, eventi. Le note come portale tra attualità e memoria, come macchina del tempo tra presente e passato.

 

 

SOMMARIO NUMERO 453-454

Marcello Flores, Le Olimpiadi (in Cina) e i diritti umani Le Olimpiadi di Pechino non saranno solo un banco di prova per la Cina in tema dei diritti umani; saranno anche un test fondamentale per capire come il movimento per i diritti umani sarà capace di misurarsi con i problemi del futuro. Chiesa e nuove conoscenze nel mondo contemporaneo, a cura di Alessandro Checcucci. Alessandro Checcucci, Se la Chiesa non ascolta il mondo Esiste una frattura tra Chiesa e mondo della conoscenza che rende difficile il dialogo tra Chiesa e società: la gerarchia cattolica dovrebbe quindi aggiornare la propria cultura e fare anche un bagno d’umiltà nei suoi rapporti453-454 little.jpg (130018 byte) con la società civile, in primo luogo rivitalizzando la collegialità nelle scelte e riscoprendo il valore del "popolo di Dio". Renzo Fanfani, Prete "di confine" Di fronte ai comportamenti morali una risposta "aperta", di comprensione e di liberazione e non di condanna, da parte di un prete che ha vissuto esperienze intense e vive in ambienti popolari Armido Rizzi, Tra profezia e anacronismo: il ritorno della "legge naturale" Di fronte ad un dibattito superficiale pro o contro il riferimento alla "legge naturale", bisogna riscoprire l’etica del messaggio biblico in cui il fondamento del diritto è il "diritto del povero" ed in cui l’etica si fonda sull’amore nei confronti dell’altro. Andrea Bigalli, In attesa di una stagione di fiore e frutto In questa fase storica, la gerarchia cattolica pare orientata a non valutare positivamente la pluralità di orientamenti con cui tradurre i valori evangelici e a seguire invece il modello culturale occidentale, di stampo neoliberista. Si sente bisogno di un diverso approccio che superi chiusure e scelte moralistiche per un attenzione all’uomo concreto.La democrazia del nostro tempo, sezione monotematica a cura di Giuseppe Vettori e Severino Saccardi  I Crisi della politica e nuovo 'spirito costituente' Giuseppe Vettori, Un nuovo spirito costituente La Costituzione italiana e la Carta dei diritti dell’Unione Europea costituiscono le basi per un rinnovamento delle istituzioni nel segno di una buona politica. La centralità della persona, l’idea di eguaglianza e di giustizia sociale, la partecipazione e il dialogo, nonché un incontro tra le tradizioni liberali, socialiste e cattoliche sono alcuni dei valori da cui partire. Maurizio Fioravanti, Alle radici della democrazia costituzionale. La Costituzione italiana, nata nel quadro e nella "famiglia" delle grandi repubbliche europee, è alla base del sistema attuale, un sistema di democrazia pluralistica e sociale insieme, che è durato sessant’anni con vari aggiustamenti ma con una forte identità che ha dato grandi frutti e che oggi va difesa, nella coerenza d’insieme del suo impianto, come un "bene prezioso". Vannino Chiti, L’"idea repubblicana": fra attuazione e modifica della Costituzione italiana

Oggi, ai cittadini italiani, è chiesto il massimo impegno affinché la Carta Repubblicana continui a custodire quelle regole condivise, quei valori che sono a fondamento della libertà e della democrazia. E’ necessario trovare un’intesa sulla nuova legge elettorale, sul superamento del bicameralismo paritario con la Camera delle Autonomie in luogo dell’attuale Senato, sul rafforzamento del ruolo del Presidente del Consiglio attraverso la sfiducia costruttiva, per avere un complesso di riforme costruito insieme dalle forze politiche di maggioranza e di opposizione Dario Nardella, Una nuova legge elettorale per un nuovo Parlamento Nella situazione attuale del nostro Paese, piuttosto che aspettare gli esiti di un referendum elettorale che disegna un sistema assai poco convincente, sarebbe meglio trovare una larga intesa su una riforma combinata del sistema elettorale e del sistema bicamerale, su cui ci sono già orientamenti condivisi Laura Buffoni e Andrea Cardone, Il Partito democratico e il "pluralismo comprensivo" Tenendo conto che nelle società occidentali attuali lo strumento-partito non è più l’unico soggetto depositario degli indirizzi politici fondamentali, ma è uno dei nodi del "reticolo" attraverso cui si dipanano i percorsi formativi della volontà pubblica, il nuovo ruolo che esso può rivestire potrebbe essere quello di interazione con altre realtà presenti nella società, centri per operare una "armoniosa convivenza": su queste premesse si colloca anche la creazione del Partito Democratico. Fabrizio Cafaggi, Le società civili nella costruzione europea

Una trasformazione del sistema europeo che abbandoni il modello della democrazia rappresentativa per adottare quello della democrazia partecipativa, affidando alle società civili importanti funzioni di governo appare estraneo ad una tradizione condivisa e di difficile attuazione. E’ dunque solo dall’integrazione tra questi due modelli che può emergere una nuova architettura, affidando alle società civili europee nuovi spazi di autogoverno ma anche nuove responsabilità. Umberto Tombari, E’ possibile un rapporto "virtuoso" tra finanza e democrazia?

Lo sviluppo economico rende una società più aperta, tollerante e democratica e queste qualità sono a loro volta quelle maggiormente in grado di incoraggiare iniziativa e creatività e quindi nuovo sviluppo economico; per questo un intervento dello Stato per lo sviluppo dei mercati finanziari potrebbe rappresentare un mezzo per migliorare, anche per questa via, lo stato della nostra democrazia. Gregorio Gitti, L’ossimoro apparente: economia e democrazia

Larga parte del dibattito sviluppatosi in sede di intervento statale nell’economia ruota, oggi, intorno alla funzione regolatrice del potere pubblico, nonché alla definizione dei soggetti deputati a svolgere tale compito: si può dire allora che democraticità del mercato significa trasparenza, certezza e stabilità del quadro regolatorio, sottratto alle decisioni talora capricciose del potere politico e consegnato alla (auspicata) neutralità tecnica degli organismi indipendenti. 103 Carlo Marzuoli, Del diritto ad una buona amministrazione pubblica Struttura autonomista della Repubblica, sussidiarietà, partecipazione, pubblicità e trasparenza sono i punti su cui lavorare per una maggiore funzionalità democratica della pubblica amministrazione. Marco Ciancaglini Fecondità e flessibilità della democrazia partecipativa Cos’è la democrazia partecipativa? A quali funzioni risponde? Qual è il suo radicamento costituzionale e quali fonti normative sono chiamate a disciplinarla? E’ difficile definire la democrazia partecipativa data la sua fluidità e innovatività ma si sente l’esigenza di cominciare a fissarne in standard più precisi i procedimenti e i diritti, anche predisponendo tutele giurisdizionali Alessandro Checcucci, Un nuovo approccio alla comprensione delle scelte elettorali Dall’analisi dei risultati elettorali delle elezioni politiche italiane del 2006 emerge un quadro interessante dove la differenza tra elettorato di destra e di sinistra si fa sempre più sfumato e non riconducibile a categorie tradizionali Gian Antonio Stella, Una "casta" insaziabile, Intervista a cura di Roberto Mosi Un breve scambio di battute con Gian Antonio Stella (autore, con Sergio Rizzo, de La casta, ed. Rizzoli) ed alcune riflessioni sui mali della politica italiana e sui privilegi di un ceto politico che appare sempre più autoreferenziale e intoccabile in un chiuso mondo di privilegi . Cristina Martelli, Contro i Bramini della politica

Il libro La Casta che pone l’attenzione del paese sui comportamenti scorretti dei bramini della politica, lancia un richiamo forte alla sorgente originaria delle regole di convivenza civile, all’obbligo che tutti hanno di rispettarle e di renderne conto, ed al patto di tutela dei beni di tutti che devono fruttare servizi di qualità Iacopo Mazzantini, Democrazia e populismo C’è il pericolo di una graduale e progressiva involuzione della democrazia nel populismo, un populismo "nazionalistico" frutto di una "miscela" di odio e paura nei confronti dell’"altro", che rischia di degenerare in un nuovo totalitarismo. Una riflessione sulle sorti della democrazia nel libro di John Lukacs.

II La "questione laicità" Alfredo Jacopozzi, Chiesa e democrazia: al confine del metapolitico Chiesa e democrazia sembrano difficilmente compatibili, in quanto non è possibile sottomettere la verità all’opinione della maggioranza; è, tuttavia, possibile trovare una mediazione attraverso la dimensione metapolitica, nell’umano che sostiene il politico, nella coscienza simbolica che per la Chiesa ha radici nella fede nel Dio crocifisso, la vittima che contesta e liquida il Dio della storia, il Dio delle crociate e di Auschwitz. Luciano Zannotti, Laicità senza riserve

Una corretta idea di laicità comporta l’espressione libera di ogni idea e però anche l’attenzione critica verso ogni aspetto riconducibile alla dimensione culturale, inclusi gli elementi di carattere filosofico e storico che stanno al confine con la fede, superando un certo atteggiamento di sufficienza nei confronti del fenomeno e del sentimento religioso. Ugo Caffaz, Possono essere laici anche il Papa e il Rabbino Si sta perdendo il senso di grandi conquiste culturali come il valore della "laicità" troppo spesso confusa o tradita anche nell’uso quotidiano delle parole.

Gherardo Pecchioni, Cattolici e politica: i "valori non negoziabili"La gerarchia della Chiesa non dovrebbe imporre le scelte politiche ma individuare dei valori fondamentali che ogni cattolico dovrebbe promuovere; ma lasciando che ciascuno valuti nel profondo della sua coscienza se essi realmente corrispondono allo spirito evangelico e operi, in politica come nella società, alla luce delle risposte che trova in ultima analisi nella sua coscienza, nella ricerca di una mediazione con gli altri. III Democrazia: un tema "globale" Severino Saccardi, Un’asimmetria del nostro tempo

Fra le gravi "asimmetrie" da cui è contraddistinto il "villaggio globale", determinante è quella relativa al "tema democrazia". Che implica non solo la distinzione fra paesi retti da ordinamenti democratici e paesi che democratici non sono, ma postula, soprattutto, la "riforma della politica" laddove le libere istituzioni sono solide e consolidate, ma vi è un grave distacco fra gruppi dirigenti e società civile, ed il congiunto sostegno a coloro che, nelle aree del mondo in cui i diritti umani sono conculcati, si battono per la conquista delle libertà fondamentali. Alessio Gramolati, Chi metterà il campanellino al gatto? E’ urgente riflettere su come costruire una dimensione democratica tale da riequilibrare lo strapotere dei poteri forti dell’economia globale. L’Europa con il suo patrimonio democratico può svolgere un ruolo centrale, ma l’apporto italiano alla gestione dell’economia mondiale dovrà passare attraverso l’unità delle forze riformiste e la concretezza delle scelte Massimo Livi Bacci, Una democrazia dell’inclusione Uno degli obbiettivi più importanti oggi delle democrazie moderne è quello di riuscire ad evitare che parte della popolazione sia esclusa dalla vita della società. Simone Siliani, La lezione dell’isola di Pasqua

In Italia oggi ciò che è maggiormente in crisi non è il sistema della partecipazione bensì quello della rappresentanza; è, infatti, interrotto il canale di comunicazione fra politica e cittadini e dunque è necessario trovare forme di democrazia capaci di rinnovare il contratto che lega rappresentati e rappresentanti Andrea Bigalli, A scuola dai Guaranì Ciò che connota la democrazia è la capacità di continuare a pensarsi nella volontà programmata di mettersi in discussione, ma è proprio questo che forse è mancato: il problema non è il sistema con cui si vota, ma lo spirito con cui si va a farlo; quindi la crisi della democrazia si deve affrontare innanzitutto sul piano culturale, riscoprendo la forza dell’utopia. Vittoria Franco "Democrazia paritaria": una nuova idea di convivenza

Non si può negare che la solidarietà fra gli uomini che si è stabilita all’origine dello stato moderno, continui ad avere effetti ancora oggi rendendo difficile l’eguaglianza "sostanziale" fra uomini e donne e la possibilità reale di condividere la sfera pubblica. Bisogna riscoprire il principio della cooperazione, il riconoscimento che la democrazia e le sue istituzioni costituiscono un’impresa cooperativa di donne e di uomini Mauro Sbordoni, Una Cina vicina e lontana Vedere la Cina per capire l’Italia. Attraverso uno sguardo alla Cina di oggi in trasformazione la possibilità di ripensare i problemi del nostro paese Franco Farina, Appunti di viaggio in Cina: una scuola a due velocità:

Uno sguardo alla contraddittoria realtà dell’istruzione in Cina, tra scuole d’aeccellenza di città e quelle trascurate di villaggi abbandonati in un viaggio nell’antico paese Renza Marchi, Cina e Russia: "più stato nel mercato"?

Cina e Russia stanno recuperando il loro ruolo, sia in termini economici che di prestigio internazionale, ma non sembra si possa dire che si siano pienamente convertite al capitalismo; anzi, più che adottare la formula liberista "meno stato, più mercato", pare, pur nella diversità delle loro esperienze, che abbiano scelto quella: "più stato nel mercato". Guido Giacomo Gattai, Se filosofia fa rima con (auto)ironia Nella personalissima ricostruzione del fondatore, le scelte e l’impostazione di un gruppo di studenti fiorentini che, dando vita al movimento "hyronista", hanno trovato un loro modo originale per proporre discussioni pubbliche sul rapporto fra filosofia, cultura della pace, tolleranza e pluralismo culturale, in opposizione al fascino perverso del "settarismo" 

Lodovico Grassi, Lutero maestro comune Lutero fu cacciato, ma l’Evangelo da lui messo in luce continuò a risuonare, a parlare al cuore di molti e a portare frutti in Europa e nel mondo e anche, con il tempo, nella Chiesa che l’aveva scomunicato Stefano Beccastrini, Ingmar Bergman e Michelangelo Antonioni, che se ne sono andati insieme

La scomparsa dei due grandi registi nello stesso giorno ci porta a formulare un necrologio comune che li pone in un confronto che va al di là della semplice occasione: due artisti straordinari con molti punti in comune e molti caratteri distintivi e peculiari. Giovanni Allegretti, All’insegna dell’impegno: 75 anni di Cinema a Venezia

La sessantaquattresima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si è riconfermata un festival altamente impegnato sul versante politico-sociale, pur non rinunciando a un aspetto mondano. E il Ministro Rutelli ha confermato – per il 2011 – la conclusione del nuovo Palazzo del Cinema da 77 milioni di euro, che dovrebbe allentare le difficoltà logistiche sperimentate in questi anni.

SOMMARIO NUMERO 452

Giulio Mannucci, «Nuovi barbari», nostri figli Nella società globalizzata i saperi proposti dalla scuola vengono spesso collocati dai giovani su un piano parallelo, circoscritto e scarsamente significativo, rispetto a quello nel quale elaborano il loro rapporto con la realtà. Si pone quindi il problema di riunificare i due percorsi, ricollegando scuola e percorso vitale dei giovani. A 40 anni dalla morte di don Milani a cura di Severino Saccardi

Bruno Becchi, Lorenzo Milani, una personalità a più dimensioni  Rivisitare og452.jpg (33748 byte)gi la figura di don Lorenzo Milani vuol dire individuare elementi attuali nella sua opera, quale la «critica costruttiva» (verso la Chiesa di allora e verso la Chiesa di oggi), l'impegno per l'elevazione civile degli umili (ieri i montanari del Mugello, oggi gli stranieri immigrati), la coerenza di vita, elemento essenziale per qualunque messaggio. Mauro Sbordoni, Don Milani e i maestri della repubblica  Un invito a recuperare la lezione di don Milani e le lezioni degli altri «maestri della repubblica» come Celestine Freinet, Mario Lodi o Albino Bernardini per un rinnovamento della scuola e della società italiana. Ernesto Balducci, Il messaggio pastorale e pedagogico di don Lorenzo Milani 

La figura di don Milani come prete e come maestro, in un intreccio in cui l'elemento pedagogico non si separa da quello di fede e riscatto umano. Galassia Internet Sezione monotematica a cura di Davide De Grazia

Davide De Grazia, Le mani sulla Rete  L'importanza che Internet va sempre più assumendo negli scambi economici e finanziari, ma anche culturali e sociali, nei comportamenti individuali e collettivi e nelle dinamiche politiche nazionali e globali rende ormai improcrastinabile la ricerca di modelli organizzativi e strumenti di azione politica nuovi, che riescano a ricondurre la gestione della Rete alla legittimazione democratica. Laura Sartori, Il divario digitale: l'accesso a Internet  La rete Internet costituisce il principale interprete dei processi di globalizzazione economica, culturale, finanziaria. La riduzione del «divario digitale», ovvero delle diseguaglianze, a livello globale e sociale, nell'accesso a questo mezzo di comunicazione rappresenta dunque una sfida di fondamentale importanza in vista del superamento delle differenze tuttora esistenti tra paesi e tra cittadini nell'accesso alle risorse informative e ai nuovi servizi. Luisa Brunori, L'informazione via Internet tra censura e libertà

 La Rete offre grandi opportunità di diffusione di un'informazione alternativa e indipendente rispetto a quella veicolata dai canali ufficiali. Ne sono ben consapevoli i governi autoritari di tutto il mondo, che non esitano a concludere accordi commerciali con le multinazionali della comunicazione via Internet per censurare le informazioni sgradite e perseguire i cyberdissidenti. A contrastare queste nuove forme di repressione si va affermando un nuovo tipo di attività informativa, che sfrutta le possibilità tecnologiche e relazionali offerte dalla stessa Rete Enrico Bisenzi e Anna Carola Freschi, Rete e motori di ricerca: cronaca di una navigazione critica.

 I motori di ricerca sono il riferimento principale per il pubblica di massa di Internet, sono i nuovi grandi mediatori della comunicazione on line: questo grande potere può essere contrastato non solo creando un'offerta di intermediazione/selezione alternativa ma anche .imparando ad utilizzare i motori di ricerca in maniera critica e funzionale ai nostri bisogni di cittadini del mondo assetati di fonti informative. Anna Carola Freschi, Democrazia elettronica e partecipazione al tempo del neoliberismo  Le opportunità di partecipazione offerte dalle nuove tecnologie della comunicazione sono state colte solo in parte dagli attori politici istituzionali, che le hanno più spesso utilizzate secondo gli schemi usuali della politica, piuttosto che per attivare canali continui e fecondi di confronto con i cittadini e per lasciare spazio all'emersione di nuovi soggetti e istanze sociali. Del resto, non è dalla sola innovazione tecnologica che ci si può attendere il rilancio del valore della partecipazione e della politica nella società di oggi. Leonardo Maccari, Il copyright sulla cultura Una delle sfide della società dell'informazione è la ricerca del delicato punto di equilibrio tra la fondamentale esigenza della diffusione della cultura e quella della giusta remunerazione del lavoro di produzione culturale. Gli strumenti legislativi e tecnologici messi in campo fino ad oggi sembrano più orientati a salvaguardare gli interessi dei grandi gruppi economici che a garantire i diritti dei produttori e dei fruitori delle opere culturali. Andrea Sartini, La società del controllo. Nota sul paradigma protezione/esposizione  Un'ipotesi di lettura di quella che si può definire la società del controllo a partire dalla categoria interpretativa protezione/esposizione. Giulia Checcucci, In fuga dalla realtà  Nella esperienza di una psicologa, il ritratto di un'infanzia e di un'adolescenza che perdono sempre di più il contatto con la realtà, con le relazioni umane e con lo scorrere del tempo e tendono a chiudersi nella dipendenza dalle realtà virtuali create dalle nuove tecnologie. Gabriele Parenti, L'America e il mito ambiguo dell'ultimo Occidente La storia del mito di una terra nuova, un paradiso da ritrovare, circonda i rapporti tra europei e America. Oggi solo se l'America saprà abbandonare il mito della propria «diversità» potrà ritrovare i principi più pregnanti della sognata terra della libertà e delle opportunità. Giacomo Trentanovi, Barberino Val d'Elsa e Santiago Ixcuintla: storia semplice di un incontro 

Tra Barberino Val d'Elsa e Santiago Ixcuintla si è stabilito un intenso rapporto di amicizia e collaborazione che apre la porta per uno scambio tra Italia e Messico che ha il sapore di una riparazione. Sara Innocenti, Donne di sabbia Per raccogliere fondi e stabilire collaborazione tra Italia e Messico è stato organizzato uno spettacolo toccante che ha saputo ricordare, ad un pubblico italiano spesso distratto o inconsapevole, una terribile realtà di donne orrendamente violentate e uccise da assassini senza volta, «donne di sabbia». Franco Di Giorgi, La grande lezione di Primo Levi Una serie di riflessioni su una frase terribile di Primo Levi: «poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso». Con questa semplice constatazione Levi, forse inconsapevolmente, ha messo il dito su una delle leggi ferree dell'umanità: la dialettica come corollario della necessaria priorità del negativo.

 

SOMMARIO NUMERO 451

Gabbriella Bruckmann, Sulla pelle del popolo afghano Una ricostruzione appassionata e fuori dal coro della storia dell'Afghanistan, un paese civile e di grande cultura, che è stato martirizzato da trenta anni a causa di interessi es451a.jpg (19628 byte)terni e a cui si guarda, spesso, all'insegna di stereotipi e pregiudizi. Paolo Cugini, I poveri e l'annuncio (credibile) del vangelo La Chiesa, che si avvicina agli ultimi per annunciare il Vangelo, avverte quanto sia difficile il cammino di liberazione, poiché secoli di egoismo e di ingiustizia lasciano un segno profondissimo, in cui i poveri reali, quelli che incontriamo nelle favelas delle città dell'America Latina o nei villaggi africani, sono sfiniti. La Chiesa per essere credibile deve essere anch'essa povera. Ambra Giorgi - Lucetta Scaraffia, L'altra metà della democrazia: donne  e partecipazione. Dibattito a cura della Redazione di Testimonianze Un dibattito con due esperte sulle questioni di genere a sessant'anni dal primo voto alle donne in Italia. Luci ed ombre di un'emancipazione sofferta che sembra non del tutto compiuta. 

Capire la Cina, Sezione monotematica a cura di Andrea Giuntini, Mary Malucchi e Severino Saccardi

Severino Saccardi, L'intensa luce della stella che non c'è La metafora del titolo di un recente film sulla Cina come suggestione e spunto per mettere a fuoco il singolare coacervo di mirabile avanzamento economico-sociale e di nodi irrisolti (soprattutto sul terreno dei diritti e delle libertà) che caratterizza quel grande Paese e che gli autori del nostro volume, da diversi punti di vista, indagano e analizzano. Federico Rampini, Fare i conti con l'Ombra di Mao  Intervista a cura di Severino Saccardi.  La storia del mondo contemporaneo è di fronte alla prospettiva di una superpotenza in ascesa priva di un regime liberaldemocratico che non condivida gli stessi valori che fondano i nostri sistemi politici e che, pur nel pieno di una travolgente ascesa economica, tarda a superare la cultura della rimozione rispetto a passaggi fondamentali e drammatici della propria storia. Andrea Giuntini, Il gigante in movimento: realtà e stereotipi Occorre andare oltre i luoghi comuni per comprendere i grandi cambiamenti indotti dal risveglio cinese. Giampaolo Caselli, Un Jumbo fra le oche Lo sviluppo cinese non può essere spiegato con i modelli classici poiché, da una parte, vede un partito comunista organizzato in modo leninista che, dopo aver adottato il piano di tipo sovietico, ha intrapreso la costruzione di un sistema di mercato e dall'altra parte è la combinazione di pezzi di economia governata da un ufficio centrale di pianificazione, di una regolazione macroeconomica di tipo occidentale con la presenza di un capitalismo che si sviluppa senza regole, con caratteristiche ottocentesche, nelle zone costiere. Gabriele Smussi, La Cina sbarca in Africa Tre fattori identificano l'azione della Cina in Africa. Preoccupazioni energetiche e commerciali sembrano dominare, ma anche mutui interessi politici con gli interlocutori individuati in quel grande continente sono sempre più evidenti. Alessandra C. Lavagnino, La Rimozione al potere Dalla lettura del ricco materiale documentario e dai commenti degli studiosi emerge la tragedia della Rivoluzione culturale cinese, ma oggi è il partito stesso, responsabile collettivo della "catastrofe", a voler occultare prove e testimonianze, in modo tale da non dover vedere messo in discussione il proprio mandato al governo ed alla conduzione del Paese. Gianni Criveller, Essere cattolici in Cina Dal 1982 in Cina vige la politica della libertà religiosa: le religioni sono tollerate, ma gestite dallo stato. Chi non si sottomette al controllo statale è fuorilegge, e come tale perseguitato, come accade alle comunità cattoliche sotterranee. La Chiesa di Cina è in una fase di transizione generazionale, e vive gravi sfide, quali la modernizzazione e la mancanza di libertà. L'autore dubita che, da soli, i rapporti diplomatici possa grandi benefici. Occorre piuttosto ottenere che i vescovi abbiano la libertà di guidare la Chiesa. Francescomaria Tedesco, Nodali o reticolari? Gli Asian Values e l'Occidente La rivendicazione di una 'peculiarità asiatica' nell'approccio ai diritti è servita ai regimi autoritari giustificare, in nome dello sviluppo economico, la repressione del dissenso politico e negare l'esercizio dei più elementari diritti civili. Tuttavia, gli Asian values rappresentano, nonostante le molte contraddizioni, quanto meno un salutare monito contro le tentazioni 'muscolari' e 'missionarie' parte dell'universalismo occidentale. Dong Minmin, Tre grandi montagne sul popolo della Cina Sul popolo cinese sovrastano oggi tre nuove grandi "montagne": il problema della casa, della scuola, degli ospedali. I poveri diventano sempre più poveri, di fronte ad una classe dominante, sempre più ricca composta dai burocrati di partito che gestiscono il nuovo capitalismo. Paolo Cocchi, Shanghai, città del consumismo comunista Uno sguardo sulla nuova Cina attraverso un breve viaggio a Shanghai, microcosmo dello sviluppo cinese. Leonardo Ferri, "Cosa fanno i cinesi in Tibet" Un dialogo intorno ad un piatto di chow mein a McLeod Ganj, la parte alta della città di Dharamsala nell'Himachal Pradesh a nord dell'india per conoscere sentimenti e pensieri dei tibetani in esilio, divisi fra la fedeltà alla storica strategia nonviolenta, indicata dal Dalai Lama, e inedite tentazioni di scorcia violente, suggerite dalla frustrazione e dalla vastità dei torti subiti. Maria Omodeo, La Biblioteca del Belvedere Occidentale Attraverso l'incontro con studiosi cinesi gli aspetti culturali di un grande sviluppo che deve conciliare recupero delle antiche tradizioni e confronto con le altre culture. Marco Marigo, Italiani di Cina

Una interessante ricostruzione del ruolo degli italiani in Cina negli anni Trenta attraverso la testimonianza di alcuni marinai toscani. Elena Asciutti, Per leggere l'"enigma Cina" Le librerie italiane si sono riempite di testi sulla Cina che invitano al viaggio attraverso la lettura in paese immenso, dalle enormi potenzialità, tutto rivolto al futuro, ma anche dal lungo e affascinante passato e immerso in contraddizioni stridenti. Mary Malucchi, Un Drago rampante Cina, il drago rampante, l'ultimo libro dì Renata Pisu (Sperling & Kupfer Editori) racconta la Cina dei nostri tempi, in bilico fra tradizione e corsa verso la modernità, fra mito del consumo per pochi e miseri maggioranza della popolazione. La Cina sta viaggiando ad alta velocità senza sapere dove sta andando, quali fermate farà, se ci sia una capolinea. 

Giovanni Allegretti, Nairobi: il Forum e il Territorio I numeri ufficiali non fotografano un evento di grande successo quantitativo, ma il Forum Sociale Mondiale (WSF) tenutosi a Nairobi lo scorso gennaio lascia, comunque, nonostante limiti e contraddizioni, un segno importante nella serie di incontri internazionali per un'altra globalizzazione.

Stefano Fusi, La Toscana a Nairobi A Nairobi la Toscana degli Enti locali si impegna a sostenere la rete delle autonomie locali in Africa nella convinzione che il decentramento possa essere anche il motore di processi di sviluppo più giusti e equilibrati, che accrescano la coesione sociale e riducano le diseguaglianze.

Roberto Barzanti, Il pane amaro dei (nostri) migranti Nell'ultimo romanzo di Elena Gianini Belotti il dramma di milioni di emigranti italiani di Primo Novecento, un omaggio della scrittrice al padre, protagonista del libro. Simona Giani, Beppe Fenoglio: la Resistenza in chiaroscuro Tutti gli elementi e gli aspetti della guerra civile italiana in un unico episodio, raccontato ne L'imboscata di  Beppe Fenoglio, con misura, partecipazione e attenzione alle ragioni di ciascuno. Mary Malucchi, Le parole per raccontare Una malattia, l'autismo, raccontata dopo molti anni di isolamento insieme al padre. Non avevo le parole di Marco e Umberto Brancia testimonia la solitudine di un'esperienza non riconosciuta né accettata, Ma è molto di più della cronaca di un dolore da condividere con il mondo.



 

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