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INDICE:
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ANNO 2007 SOMMARIO NUMERO 455 Federico Saracini, L’Orrore birmano Il regime del Generale Than Shwe in Birmania, accusato dalla comunità internazionale di sistematiche violazione dei diritti umani, ha continuato per tutti gli anni novanta con la sua furia repressiva, inducendo i paesi dell’Unione Europea ad applicare sanzioni economiche e gli Stati Uniti ad imporre l’embargo ma, nonostante tutto, rimane ancora ben saldo al potere. Franco Toscani, Il "canto antico" di Umberto Fava Che cosa significa fare letteratura oggi, raccontare storie in un mondo come quello odierno, così distratto e frastornato? Vi è ancora una funzione della letteratura per l’uomo del nostro tempo? Jacopo Mazzantini, Un’identità democratica oltre il socialismo Nella società globalizzata la nascita di una nuova formazione politica nella sinistra deve fare i conti con il passato del
socialismo ma deve andare oltre percorrendo strade nuove che formino
non un "nuovo partito" ma un partito "nuovo". Vanni
Pettinà,
Cuba: le radici del futuro.
La nuova strategia politica internazionale verso
Cuba ha l’obbligo di passare per il rafforzamento e non per l’emarginazione
delle forze democratiche interne, che rappresentano le radici della
futura società civile cubana. Washington deve convincersi che la
soluzione al problema cubano verrà solo dall’interno dell’isola
e mostrare disponibilità ad allentare le sanzioni economiche in
cambio di progressive aperture da parte del regime.
Roberto Barzanti, La guerra degli
ospedali
La ricostruzione tra storia e memoria di una vicenda di
politica locale in Toscana negli anni 70 in cui intorno alla
costruzione di un ospedale si confrontano, quasi in una
"guerra", visioni utopiche e miopie locali La
musica, una rivoluzione del nostro tempo Sezione
monotematica a cura di Enzo Brogi, Dino Castrovilli, Severino
Saccardi e Simone Siliani I. Un linguaggio universale
Severino Saccardi, Una rivoluzione del
nostro tempo
In tempi a noi prossimi si è prodotta, anche in ambito
musicale, una vera e propria "rivoluzione" da cui sono
derivate contaminazioni di generi, alfabeti e stili e la rimessa
in discussione della distinzione, in un contesto specifico, fra
cultura "alta" e cultura "bassa". Individuare
strumenti (anche di carattere legislativo) per promuovere la
musica è, oggi, una sfida di carattere civile e democratico che
va portata avanti anche per ricordare il valore del suo linguaggio
universale per promuovere la cultura della convivenza.
Walter Veltroni, Il disco del mondo
L’arte e in particolare la musica come
strumenti per allargare il proprio orizzonte interiore. Il
rapporto di empatia con l’artista come scoperta di valori
universali e umanamente condivisi.
Dino Castrovilli – Fabrizio De Lucia, Finché c’è
musica mi tengo su
Un excursus sulle capacità terapeutiche della musica
incentrate su un percorso capace di andare dalla "muzak"
(musica di sottofondo) ad un ascolto benefico e rilassato di suoni
e melodie.
Neri Pollastri, Il filosofo e la rivoluzione del jazz
La musica non solo ci svela molto di noi e del mondo, ma
soprattutto ci rimette ludicamente in comunicazione e ci aiuta a
tessere nuovi legami con gli altri. Rispetto alla tradizionale
visione filosofica della musica come accesso alla trascendenza,
fenomeni moderni come il jazz e gli studi etnomusicali ci
permettono di focalizzarne anche gli aspetti connessi alle
relazioni sociali ed alle diverse identità culturali.
Alfredo Jacopozzi, La musica e il sacro
Quanto più andiamo ai primordi della storia dell’umanità,
tanto più la musica compare non come elemento artistico ma come
elemento connesso agli sforzi ostinati tesi a stabilire un
contatto con il mondo metafisico. In tali circostanze la musica
costituisce un substrato tanto fondamentale da essere praticamente
onnipresente: costruendo i propri strumenti musicali, gli uomini
sembra che imitino l’opera degli dèi. La musica sembra davvero
farci dimorare in quella corrispondenza tra la sonorità cosmica
dell’universo e quella pulsazione dell’anima, in un tempo
senza tempo, in un tempo originario, un tempo sacro.
Cesare Bindi, Della buona musica come
"invenzione"
Nei secoli il ruolo dell’artista è cambiato
da artigiano ad inventore, come è cambiata la produzione, il
pubblico e la diffusione della musica. Oltre
le molte suggestioni e gli insegnamenti del "secolo
corto" e superando la fissità del rimando agli anni
settanta, è necessario approdare alla consapevolezza che esiste
una sola, vera, musica: quella "buona". Quella che
favorisce la comunione con gli esseri umani e ci mette in rapporto
con il senso profondo dell’essere..
Mauro Pagani, La musica cibo dell’anima Intervista
cura di Daniele Gardenti. Mauro Pagani, polistrumentista che ha suonato con la PFM e ha
collaborato con numerosi artisti di primo piano nel panorama
italiano, ci mostra le evoluzioni del mondo della musica, il
rapporto che questa ha con le nuove generazioni, con le città,
con il villaggio globale e con i mutamenti e le esigenze del
mercato. II. Musica "colta", e musica "pop(olare)":
una distinzione in discussione
Enzo Brogi, Una proposta di legge regionale sulla musica
Da un itinerario autobiografico fatto di amore e di promozione
della musica popolare alla proposta di una legge regionale in
materia
Simone Siliani, Musica, senza aggettivi
E’ impossibile dividere la musica in categorie rigidamente
separate da confini, gusti, generi, tempi; e dall’altro è
difficile pensare che la musica del passato, la musica classica o
colta che dir si voglia, possa interpretare meno della musica pop
le pulsioni del proprio tempo: esiste solo la musica, che
ha bisogno di essere trasmessa, amata, concepita, ascoltata tutta
Claudio Martini, Perché amare la musica classica
E’ importante amare la musica classica,
nonostante le difficoltà di educazione e competenza, per il
piacere che dà, per le emozioni che suscita, e per l’arricchimento
morale e culturale che assicura ad ogni essere umano. In questa
direzione, è importante sviluppare anche un’azione di carattere
educativo e formativo che contrasti le tendenze omologanti della
nostra società, orientate ad appiattire il gusto e poco propizie
ad un affinamento della sensibilità estetica e culturale
Mario Setti, Alfabeti diversi, non estranei
Lo scontro e l’incontro tra modi diversi di fare e percepire
la musica. La classica e il pop, due mondi distinti,
apparentemente paralleli, che si influenzano e si avvicinano.
Francesco Mizzau, Il patrimonio immateriale della musica
etnica
Le origini di una cultura e la necessità di poterla conservare
(grazie alle ricerche e agli studi degli etnomusicologi ed alla
nuova consapevolezza sul valore della world music) al di
là delle rigide logiche del mercato.
Paolo Del Lungo, Béla
Bartók: il genio e l’interesse
per la musica popolare
La capacità di guardare il mondo con occhi
nuovi ha da sempre reso grandi servizi all’umanità ed è stato
proprio l’interesse nei confronti di un repertorio come quello
popolare generalmente ritenuto inferiore rispetto a quello della
tradizione colta che ha permesso ad uno dei più grandi geni del
Novecento musicale di tracciare una strada nuova per la storia
della musica.
Corrado Barontini, Come la ricerca sui
canti popolari della Maremma prese forma di libro.
L’esperienza di una ricerca sui canti
popolari della Maremma che ha permesso il recupero di una
tradizione orale che, se non studiata e riproposta, rischia di
perdersi per sempre.
Lucio Niccolai, Profumi arcani: alla
riscoperta della musica popolare
Note sparse su alcuni passaggi che, negli anni
più recenti, hanno condotto alla riscoperta e alla riproposizione
del repertorio tradizionale della musica popolare a partire da un
motivato percorso personale e di gruppo nell’ambiente amiatino.
Luciano Alberti, La mitica voce del figlio del fornaio
Un tributo all’uomo, all’artista, al tenore Luciano
Pavarotti al di là delle retoriche celebrazioni mediatiche.
Giuliano Della Pergola, Luciano Pavarotti, un eroe
nazional-popolare
Il grande artista appena scomparso appare come il miglior
rappresentante di quella tradizione musicale popolare e nazionale
che lo ha reso caro all’ Italia e noto in tutto il mondo.
III. Mi va di cantare
Alessandro Benvenuti, La Banda Improvvisa
L’incontro e il sodalizio tra l’attore e la musica, tra
Alessandro Benvenuti e i "Loro Ciuffenna... e Noi no?".
Paola Turci, Toccare le corde del cuore Intervista a
cura di S. Saccardi La musica ha la grandiosa capacità di arrivare a toccare le
corde preziose del nostro cuore, che spesso arrivano anche alla
nostra coscienza. Non si dovrebbe fare nessuna distinzione (del tipo di quelle fra musica"colta" e musica
"popolare") se non quella tra musica brutta e musica
bella
Mazen Kerbaj, Suonare la guerra Intervista a cura di
Leonardo Ferri La guerra vista da un artista può avere dei
risvolti inaspettati trasformando la paura in creatività fino ad
arrivare a percepire, in tempo di pace, una sorta di
"nostalgia" del conflitto. Mazen Kerbaj, giovane
musicista e disegnatore libanese che, dalle pagine di un blog, ha
disegnato i bombardamenti su Beirut dell’estate del 2006,
racconta come la guerra ha influenzato la sua arte.
IV: Le fabbriche della musica
Luciano Vavolo, Per una scena sensibile
Un’esperienza musicale fatta di passione, abbinamento al
teatro e ad altri linguaggi espressivi nella ricerca di costruire
un percorso musicale parallelo alla parola e alle altre modalità
comunicative
Giampiero Bigazzi, Le fabbrica della musica, il
supermercato dell’ascolto
Al confine fra aspetti socio-culturali ed ambito esistenziale,
una riflessione sull’evoluzione della dimensione privata dell’ascolto
e sulle conseguenze della rivoluzione del supporto magnetico e
digitale.
Sandra Landi, Musica e scuola: un amore impossibile?
Un’analisi sulla cultura musicale, sulla sua
scarsa diffusione a livello scolastico, sulla necessità di
rafforzare un insegnamento rimasto per lo più fuori dai piani di
studio.
V. Musica e poesia
Stefano Beccastrini, Gli strumenti musicali nella poesia
moderna
Un primo abbozzo per una ricerca degli echi che
la poesia ha dedicato agli strumenti musicali
Roberto Mosi, Da quando Modugno cantò Volare
Il lungo e controverso rapporto tra poesia e
musica esaminato, soprattutto, in relazione all’evoluzione degli
ultimi decenni, connotati dagli apporti degli chansonniers
francesi, dei folk-singers italiani e della canzone d’autore
in Italia. Maurizio Bassetti, La casa della musica
Come si possono intrecciare i due linguaggi della musica e
della poesia in un’esperienza personale di carattere non
professionale.
Paola Del Pasqua, La musica, una
generosa macchina del tempo
La musica, tra tutte le arti, è quella che
maggiormente riesce a evocare sensazioni, immagini, eventi. Le
note come portale tra attualità e memoria, come macchina del
tempo tra presente e passato.
SOMMARIO NUMERO 453-454 Marcello Flores, Le
Olimpiadi (in Cina) e i diritti umani
Le Olimpiadi di Pechino non saranno
solo un banco di prova per la Cina in tema dei diritti umani; saranno
anche un test fondamentale per capire come il movimento per i diritti
umani sarà capace di misurarsi con i problemi del futuro.
Chiesa e nuove conoscenze nel mondo contemporaneo,
a cura di Alessandro Checcucci.
Alessandro Checcucci, Se la Chiesa
non ascolta il mondo
Esiste una frattura tra Chiesa e mondo della conoscenza che
rende difficile il dialogo tra Chiesa e società: la gerarchia cattolica
dovrebbe quindi aggiornare la propria cultura e fare anche un bagno d’umiltà
nei suoi rapporti Oggi, ai cittadini italiani, è chiesto il massimo impegno affinché la Carta Repubblicana continui a custodire quelle regole condivise, quei valori che sono a fondamento della libertà e della democrazia. E’ necessario trovare un’intesa sulla nuova legge elettorale, sul superamento del bicameralismo paritario con la Camera delle Autonomie in luogo dell’attuale Senato, sul rafforzamento del ruolo del Presidente del Consiglio attraverso la sfiducia costruttiva, per avere un complesso di riforme costruito insieme dalle forze politiche di maggioranza e di opposizione Dario Nardella, Una nuova legge elettorale per un nuovo Parlamento Nella situazione attuale del nostro Paese, piuttosto che aspettare gli esiti di un referendum elettorale che disegna un sistema assai poco convincente, sarebbe meglio trovare una larga intesa su una riforma combinata del sistema elettorale e del sistema bicamerale, su cui ci sono già orientamenti condivisi Laura Buffoni e Andrea Cardone, Il Partito democratico e il "pluralismo comprensivo" Tenendo conto che nelle società occidentali attuali lo strumento-partito non è più l’unico soggetto depositario degli indirizzi politici fondamentali, ma è uno dei nodi del "reticolo" attraverso cui si dipanano i percorsi formativi della volontà pubblica, il nuovo ruolo che esso può rivestire potrebbe essere quello di interazione con altre realtà presenti nella società, centri per operare una "armoniosa convivenza": su queste premesse si colloca anche la creazione del Partito Democratico. Fabrizio Cafaggi, Le società civili nella costruzione europea Una trasformazione del sistema europeo che abbandoni il modello della democrazia rappresentativa per adottare quello della democrazia partecipativa, affidando alle società civili importanti funzioni di governo appare estraneo ad una tradizione condivisa e di difficile attuazione. E’ dunque solo dall’integrazione tra questi due modelli che può emergere una nuova architettura, affidando alle società civili europee nuovi spazi di autogoverno ma anche nuove responsabilità. Umberto Tombari, E’ possibile un rapporto "virtuoso" tra finanza e democrazia? Lo sviluppo economico rende una società più aperta, tollerante e democratica e queste qualità sono a loro volta quelle maggiormente in grado di incoraggiare iniziativa e creatività e quindi nuovo sviluppo economico; per questo un intervento dello Stato per lo sviluppo dei mercati finanziari potrebbe rappresentare un mezzo per migliorare, anche per questa via, lo stato della nostra democrazia. Gregorio Gitti, L’ossimoro apparente: economia e democrazia Larga parte del dibattito sviluppatosi in sede di intervento statale nell’economia ruota, oggi, intorno alla funzione regolatrice del potere pubblico, nonché alla definizione dei soggetti deputati a svolgere tale compito: si può dire allora che democraticità del mercato significa trasparenza, certezza e stabilità del quadro regolatorio, sottratto alle decisioni talora capricciose del potere politico e consegnato alla (auspicata) neutralità tecnica degli organismi indipendenti. 103 Carlo Marzuoli, Del diritto ad una buona amministrazione pubblica Struttura autonomista della Repubblica, sussidiarietà, partecipazione, pubblicità e trasparenza sono i punti su cui lavorare per una maggiore funzionalità democratica della pubblica amministrazione. Marco Ciancaglini Fecondità e flessibilità della democrazia partecipativa Cos’è la democrazia partecipativa? A quali funzioni risponde? Qual è il suo radicamento costituzionale e quali fonti normative sono chiamate a disciplinarla? E’ difficile definire la democrazia partecipativa data la sua fluidità e innovatività ma si sente l’esigenza di cominciare a fissarne in standard più precisi i procedimenti e i diritti, anche predisponendo tutele giurisdizionali Alessandro Checcucci, Un nuovo approccio alla comprensione delle scelte elettorali Dall’analisi dei risultati elettorali delle elezioni politiche italiane del 2006 emerge un quadro interessante dove la differenza tra elettorato di destra e di sinistra si fa sempre più sfumato e non riconducibile a categorie tradizionali Gian Antonio Stella, Una "casta" insaziabile, Intervista a cura di Roberto Mosi Un breve scambio di battute con Gian Antonio Stella (autore, con Sergio Rizzo, de La casta, ed. Rizzoli) ed alcune riflessioni sui mali della politica italiana e sui privilegi di un ceto politico che appare sempre più autoreferenziale e intoccabile in un chiuso mondo di privilegi . Cristina Martelli, Contro i Bramini della politica Il libro La Casta che pone l’attenzione del paese sui comportamenti scorretti dei bramini della politica, lancia un richiamo forte alla sorgente originaria delle regole di convivenza civile, all’obbligo che tutti hanno di rispettarle e di renderne conto, ed al patto di tutela dei beni di tutti che devono fruttare servizi di qualità Iacopo Mazzantini, Democrazia e populismo C’è il pericolo di una graduale e progressiva involuzione della democrazia nel populismo, un populismo "nazionalistico" frutto di una "miscela" di odio e paura nei confronti dell’"altro", che rischia di degenerare in un nuovo totalitarismo. Una riflessione sulle sorti della democrazia nel libro di John Lukacs. II La "questione laicità" Alfredo Jacopozzi, Chiesa e democrazia: al confine del metapolitico Chiesa e democrazia sembrano difficilmente compatibili, in quanto non è possibile sottomettere la verità all’opinione della maggioranza; è, tuttavia, possibile trovare una mediazione attraverso la dimensione metapolitica, nell’umano che sostiene il politico, nella coscienza simbolica che per la Chiesa ha radici nella fede nel Dio crocifisso, la vittima che contesta e liquida il Dio della storia, il Dio delle crociate e di Auschwitz. Luciano Zannotti, Laicità senza riserve Una corretta idea di laicità comporta l’espressione libera di ogni idea e però anche l’attenzione critica verso ogni aspetto riconducibile alla dimensione culturale, inclusi gli elementi di carattere filosofico e storico che stanno al confine con la fede, superando un certo atteggiamento di sufficienza nei confronti del fenomeno e del sentimento religioso. Ugo Caffaz, Possono essere laici anche il Papa e il Rabbino Si sta perdendo il senso di grandi conquiste culturali come il valore della "laicità" troppo spesso confusa o tradita anche nell’uso quotidiano delle parole. Gherardo Pecchioni, Cattolici e politica: i "valori non negoziabili"La gerarchia della Chiesa non dovrebbe imporre le scelte politiche ma individuare dei valori fondamentali che ogni cattolico dovrebbe promuovere; ma lasciando che ciascuno valuti nel profondo della sua coscienza se essi realmente corrispondono allo spirito evangelico e operi, in politica come nella società, alla luce delle risposte che trova in ultima analisi nella sua coscienza, nella ricerca di una mediazione con gli altri. III Democrazia: un tema "globale" Severino Saccardi, Un’asimmetria del nostro tempo Fra le gravi "asimmetrie" da cui è contraddistinto il "villaggio globale", determinante è quella relativa al "tema democrazia". Che implica non solo la distinzione fra paesi retti da ordinamenti democratici e paesi che democratici non sono, ma postula, soprattutto, la "riforma della politica" laddove le libere istituzioni sono solide e consolidate, ma vi è un grave distacco fra gruppi dirigenti e società civile, ed il congiunto sostegno a coloro che, nelle aree del mondo in cui i diritti umani sono conculcati, si battono per la conquista delle libertà fondamentali. Alessio Gramolati, Chi metterà il campanellino al gatto? E’ urgente riflettere su come costruire una dimensione democratica tale da riequilibrare lo strapotere dei poteri forti dell’economia globale. L’Europa con il suo patrimonio democratico può svolgere un ruolo centrale, ma l’apporto italiano alla gestione dell’economia mondiale dovrà passare attraverso l’unità delle forze riformiste e la concretezza delle scelte Massimo Livi Bacci, Una democrazia dell’inclusione Uno degli obbiettivi più importanti oggi delle democrazie moderne è quello di riuscire ad evitare che parte della popolazione sia esclusa dalla vita della società. Simone Siliani, La lezione dell’isola di Pasqua In Italia oggi ciò che è maggiormente in crisi non è il sistema della partecipazione bensì quello della rappresentanza; è, infatti, interrotto il canale di comunicazione fra politica e cittadini e dunque è necessario trovare forme di democrazia capaci di rinnovare il contratto che lega rappresentati e rappresentanti Andrea Bigalli, A scuola dai Guaranì Ciò che connota la democrazia è la capacità di continuare a pensarsi nella volontà programmata di mettersi in discussione, ma è proprio questo che forse è mancato: il problema non è il sistema con cui si vota, ma lo spirito con cui si va a farlo; quindi la crisi della democrazia si deve affrontare innanzitutto sul piano culturale, riscoprendo la forza dell’utopia. Vittoria Franco "Democrazia paritaria": una nuova idea di convivenza Non si può negare che la solidarietà fra gli uomini che si è stabilita all’origine dello stato moderno, continui ad avere effetti ancora oggi rendendo difficile l’eguaglianza "sostanziale" fra uomini e donne e la possibilità reale di condividere la sfera pubblica. Bisogna riscoprire il principio della cooperazione, il riconoscimento che la democrazia e le sue istituzioni costituiscono un’impresa cooperativa di donne e di uomini Mauro Sbordoni, Una Cina vicina e lontana Vedere la Cina per capire l’Italia. Attraverso uno sguardo alla Cina di oggi in trasformazione la possibilità di ripensare i problemi del nostro paese Franco Farina, Appunti di viaggio in Cina: una scuola a due velocità: Uno sguardo alla contraddittoria realtà dell’istruzione in Cina, tra scuole d’aeccellenza di città e quelle trascurate di villaggi abbandonati in un viaggio nell’antico paese Renza Marchi, Cina e Russia: "più stato nel mercato"? Cina e Russia stanno recuperando il loro ruolo, sia in termini economici che di prestigio internazionale, ma non sembra si possa dire che si siano pienamente convertite al capitalismo; anzi, più che adottare la formula liberista "meno stato, più mercato", pare, pur nella diversità delle loro esperienze, che abbiano scelto quella: "più stato nel mercato". Guido Giacomo Gattai, Se filosofia fa rima con (auto)ironia Nella personalissima ricostruzione del fondatore, le scelte e l’impostazione di un gruppo di studenti fiorentini che, dando vita al movimento "hyronista", hanno trovato un loro modo originale per proporre discussioni pubbliche sul rapporto fra filosofia, cultura della pace, tolleranza e pluralismo culturale, in opposizione al fascino perverso del "settarismo" Lodovico Grassi, Lutero maestro comune Lutero fu cacciato, ma l’Evangelo da lui messo in luce continuò a risuonare, a parlare al cuore di molti e a portare frutti in Europa e nel mondo e anche, con il tempo, nella Chiesa che l’aveva scomunicato Stefano Beccastrini, Ingmar Bergman e Michelangelo Antonioni, che se ne sono andati insieme La scomparsa dei due grandi registi nello stesso giorno ci porta a formulare un necrologio comune che li pone in un confronto che va al di là della semplice occasione: due artisti straordinari con molti punti in comune e molti caratteri distintivi e peculiari. Giovanni Allegretti, All’insegna dell’impegno: 75 anni di Cinema a Venezia La sessantaquattresima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si è riconfermata un festival altamente impegnato sul versante politico-sociale, pur non rinunciando a un aspetto mondano. E il Ministro Rutelli ha confermato – per il 2011 – la conclusione del nuovo Palazzo del Cinema da 77 milioni di euro, che dovrebbe allentare le difficoltà logistiche sperimentate in questi anni. SOMMARIO NUMERO 452 Giulio Mannucci, «Nuovi barbari», nostri figli Nella società globalizzata i saperi proposti dalla scuola vengono spesso collocati dai giovani su un piano parallelo, circoscritto e scarsamente significativo, rispetto a quello nel quale elaborano il loro rapporto con la realtà. Si pone quindi il problema di riunificare i due percorsi, ricollegando scuola e percorso vitale dei giovani. A 40 anni dalla morte di don Milani a cura di Severino Saccardi Bruno Becchi, Lorenzo
Milani, una personalità a più dimensioni Rivisitare
og La figura di don Milani come prete e come maestro, in un intreccio in cui l'elemento pedagogico non si separa da quello di fede e riscatto umano. Galassia Internet Sezione monotematica a cura di Davide De Grazia Davide De Grazia, Le mani sulla Rete L'importanza che Internet va sempre più assumendo negli scambi economici e finanziari, ma anche culturali e sociali, nei comportamenti individuali e collettivi e nelle dinamiche politiche nazionali e globali rende ormai improcrastinabile la ricerca di modelli organizzativi e strumenti di azione politica nuovi, che riescano a ricondurre la gestione della Rete alla legittimazione democratica. Laura Sartori, Il divario digitale: l'accesso a Internet La rete Internet costituisce il principale interprete dei processi di globalizzazione economica, culturale, finanziaria. La riduzione del «divario digitale», ovvero delle diseguaglianze, a livello globale e sociale, nell'accesso a questo mezzo di comunicazione rappresenta dunque una sfida di fondamentale importanza in vista del superamento delle differenze tuttora esistenti tra paesi e tra cittadini nell'accesso alle risorse informative e ai nuovi servizi. Luisa Brunori, L'informazione via Internet tra censura e libertà La Rete offre grandi opportunità di diffusione di un'informazione alternativa e indipendente rispetto a quella veicolata dai canali ufficiali. Ne sono ben consapevoli i governi autoritari di tutto il mondo, che non esitano a concludere accordi commerciali con le multinazionali della comunicazione via Internet per censurare le informazioni sgradite e perseguire i cyberdissidenti. A contrastare queste nuove forme di repressione si va affermando un nuovo tipo di attività informativa, che sfrutta le possibilità tecnologiche e relazionali offerte dalla stessa Rete Enrico Bisenzi e Anna Carola Freschi, Rete e motori di ricerca: cronaca di una navigazione critica. I motori di ricerca sono il riferimento principale per il pubblica di massa di Internet, sono i nuovi grandi mediatori della comunicazione on line: questo grande potere può essere contrastato non solo creando un'offerta di intermediazione/selezione alternativa ma anche .imparando ad utilizzare i motori di ricerca in maniera critica e funzionale ai nostri bisogni di cittadini del mondo assetati di fonti informative. Anna Carola Freschi, Democrazia elettronica e partecipazione al tempo del neoliberismo Le opportunità di partecipazione offerte dalle nuove tecnologie della comunicazione sono state colte solo in parte dagli attori politici istituzionali, che le hanno più spesso utilizzate secondo gli schemi usuali della politica, piuttosto che per attivare canali continui e fecondi di confronto con i cittadini e per lasciare spazio all'emersione di nuovi soggetti e istanze sociali. Del resto, non è dalla sola innovazione tecnologica che ci si può attendere il rilancio del valore della partecipazione e della politica nella società di oggi. Leonardo Maccari, Il copyright sulla cultura Una delle sfide della società dell'informazione è la ricerca del delicato punto di equilibrio tra la fondamentale esigenza della diffusione della cultura e quella della giusta remunerazione del lavoro di produzione culturale. Gli strumenti legislativi e tecnologici messi in campo fino ad oggi sembrano più orientati a salvaguardare gli interessi dei grandi gruppi economici che a garantire i diritti dei produttori e dei fruitori delle opere culturali. Andrea Sartini, La società del controllo. Nota sul paradigma protezione/esposizione Un'ipotesi di lettura di quella che si può definire la società del controllo a partire dalla categoria interpretativa protezione/esposizione. Giulia Checcucci, In fuga dalla realtà Nella esperienza di una psicologa, il ritratto di un'infanzia e di un'adolescenza che perdono sempre di più il contatto con la realtà, con le relazioni umane e con lo scorrere del tempo e tendono a chiudersi nella dipendenza dalle realtà virtuali create dalle nuove tecnologie. Gabriele Parenti, L'America e il mito ambiguo dell'ultimo Occidente La storia del mito di una terra nuova, un paradiso da ritrovare, circonda i rapporti tra europei e America. Oggi solo se l'America saprà abbandonare il mito della propria «diversità» potrà ritrovare i principi più pregnanti della sognata terra della libertà e delle opportunità. Giacomo Trentanovi, Barberino Val d'Elsa e Santiago Ixcuintla: storia semplice di un incontro Tra Barberino Val d'Elsa e Santiago Ixcuintla si è stabilito un intenso rapporto di amicizia e collaborazione che apre la porta per uno scambio tra Italia e Messico che ha il sapore di una riparazione. Sara Innocenti, Donne di sabbia Per raccogliere fondi e stabilire collaborazione tra Italia e Messico è stato organizzato uno spettacolo toccante che ha saputo ricordare, ad un pubblico italiano spesso distratto o inconsapevole, una terribile realtà di donne orrendamente violentate e uccise da assassini senza volta, «donne di sabbia». Franco Di Giorgi, La grande lezione di Primo Levi Una serie di riflessioni su una frase terribile di Primo Levi: «poiché accade facilmente, a chi ha perso tutto, di perdere se stesso». Con questa semplice constatazione Levi, forse inconsapevolmente, ha messo il dito su una delle leggi ferree dell'umanità: la dialettica come corollario della necessaria priorità del negativo.
SOMMARIO NUMERO 451 Gabbriella
Bruckmann, Sulla pelle
del popolo afghano Una
ricostruzione appassionata e fuori dal coro della storia dell'Afghanistan,
un paese civile e di grande cultura, che è stato
martirizzato da trenta anni a causa di interessi es
Giovanni Allegretti, Nairobi: il Forum e il Territorio I numeri ufficiali non fotografano un evento di grande successo quantitativo, ma il Forum Sociale Mondiale (WSF) tenutosi a Nairobi lo scorso gennaio lascia, comunque, nonostante limiti e contraddizioni, un segno importante nella serie di incontri internazionali per un'altra globalizzazione. Stefano Fusi, La Toscana a Nairobi A Nairobi la Toscana degli Enti locali si impegna a sostenere la rete delle autonomie locali in Africa nella convinzione che il decentramento possa essere anche il motore di processi di sviluppo più giusti e equilibrati, che accrescano la coesione sociale e riducano le diseguaglianze. Roberto Barzanti, Il pane amaro dei (nostri) migranti Nell'ultimo romanzo di Elena Gianini Belotti il dramma di milioni di emigranti italiani di Primo Novecento, un omaggio della scrittrice al padre, protagonista del libro. Simona Giani, Beppe Fenoglio: la Resistenza in chiaroscuro Tutti gli elementi e gli aspetti della guerra civile italiana in un unico episodio, raccontato ne L'imboscata di Beppe Fenoglio, con misura, partecipazione e attenzione alle ragioni di ciascuno. Mary Malucchi, Le parole per raccontare Una malattia, l'autismo, raccontata dopo molti anni di isolamento insieme al padre. Non avevo le parole di Marco e Umberto Brancia testimonia la solitudine di un'esperienza non riconosciuta né accettata, Ma è molto di più della cronaca di un dolore da condividere con il mondo.
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