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a cura di: 

Bianca Maria Bassetti

 

 

 

 

 

 

 

ANNO 2004/2005

SOMMARIO NUMERO 438/439

Simone Siliani, Democrazia nel mondo: è (solo) una questione di elezioni? L’ottimismo relativo alla possibilità che in molte parti del mondo si possa finalmente liberamente votare non deve farci dimenticare come la democrazia non possa realizzarsi semplicemente introducendo delle elezioni ma solo attraverso la creazione di un vero processo "democratico"  Stefano Beccastrini, Eugenio Garin, maestro di vita Eugenio Garin è stato non solo un grande pensatore contemporaneo ma anche un "maestro di vita" con la sua capacità di comunicare e venire incontro alle esigenze delle nuove generazioni Sezione monografica su le Patologie del nostro tempo a cura di Severino Saccardi - Severino Saccardi, Vedi alla voce raptus Le cronache sono piene di episodi feroci ed apparentemente inspiegabili.La definizione che viene spesso usata in proposito è quella di raptus. Ma esiste davvero il raptus? Oppure, la patologia, anche la più sconvolgente, non è che la faccia in ombra della "normalità" quotidiana? E’ un grande tema, quello delle patologie che è sempre stato presente, anche in contesti storici e sociali diversi da quello attuale. Oggi ancor più, in un tempo in cui i fenomeni patologici appaiono in maniera inedita ed estesa, la questione di fondo da affrontare è quella di un approccio nuovo al rapporto fra identità, individuali e collettive, ed alla dimensione del conflitto. Fabio Dei, Sillabario in nero Attraverso la lettura di una serie di "voci", che includono il riferimento ad avvenimenti e contesti molto diversi, come i "piccoli" crimini in contesti domestici e i grandi crimini della storia, si può rintracciare un nesso tra questi fenomeni che rimanda ad una più generale violenza della nostra società contemporanea.

Ivano Spano, La sparizione del mondo Per sfuggire ad una situazione sempre più drammatica stiamo rendendo irreale il mondo: per sfuggire all’ultimatum di un mondo reale, che ci spaventa, lo stiamo rendendo virtuale. Allora all’individuo che si è perduto è necessario opporre la ricostruzione sociale dei significati, la possibilità per tutti di essere attori sociali. Pierangelo Pedani, Bambini che debbono guardarsi dai propri genitori

Nelle famiglie attuali sempre più emergono forme di instabilità, di mancanza di norme certe e di richieste eccessive di affettività; in questa realtà non più dinamica, priva di problemi, priva di riferimenti, di limiti, di differenze, i bambini hanno difficoltà a realizzarsi come soggetti. Giampaolo Di Piazza, Il tarlo inconfessabile dell’invidia Molte violenze nella vita quotidiana nascono da sentimenti che rimangono in ombra soprattutto per l’ambiguità di tante sensazioni, un esempio è l’invidia, quell’atteggiamento inconfessabile di risentimento nei confronti della felicità altrui. Gregorio Loverso, Il narcisismo, dai grandi racconti della modernità al disincanto postmoderno Nei passaggi storici significativi e nei grandi cambiamenti sociali, il narcisismo può decostruire la sua organizzazione precedente per ricostruirla successivamente in forme nuove, più aderenti alle tendenze che maggiormente vengono investite di significato e di senso in ambito sociale e culturale. Sandro Checcucci, La società patogena L’uomo occidentale del terzo millennio è sostanzialmente insoddisfatto della propria condizione economica, non ha sicurezze per il proprio futuro, trova nella sua rete di rapporti gomito a gomito più problemi che aiuto, è impaurito da tante minacce che incombono su di lui. Non c’è da meravigliarsi quindi se tante persone vivono un malessere diffuso e sottile, e se i disturbi dell’umore, primo fra tutti la depressione, si stanno diffondendo sempre più. Tra le patologie sociali le più diffuse sono l’acquisto compulsivo e il mobbing. Alba Russo, C’era una volta il Totocalcio

Il gioco d’azzardo patologico è ormai da tempo riconosciuto dalla psichiatria contemporanea come una vera e propria patologia ma l’intervento statale nei suoi confronti è caratterizzato da un’ambiguità di fondo: da un lato gli organi di governo si dimostrano sensibili ad una politica contraria al gioco, soprattutto se illegale, ma dall’altro continuano a promuovere nuove forme d’azzardo, sostenute da massicce campagne pubblicitarie. Giuseppe Corlito, Star male in una società in cui non manca niente Oggi sono prevalenti le patologie dell’inclusione, più direttamente legate alle logiche del consumo, quelle che ci hanno trasformato tutti da cittadini o lavoratori in clienti. La ridotta capacità dei nostri giovani a far fronte alle frustrazioni in una società in cui non manca niente, compreso il superfluo, sembra essere uno dei meccanismi che portano alla formazione di personalità fragili. Infatti a causa della nuova società post-moderna e globalizzata è aumentata l’alienazione sociale Allaman Allamani, Nuove malattie e nuove attenzioni La dipendenza da sostanze è una malattia che ben rappresenta la condizione della nostra società; ne sottolinea tanto le aspirazioni quanto i limiti, fino all’estremo aspetto patologico. Per affrontare la dipendenza dall’alcol è stata fondata l’associazione degli Alcolisti Anonimi che costituisce un complesso programma spirituale, fondato sull’accoglienza, il rispetto, la condivisione e l’autonomia. Attilio Monasta, Tragedie della società e giochi di potere La società odierna è sempre più complessa: i nuovi media non riescono a veicolare informazioni complete ed esaurienti e viene sottovalutato l’aiuto che le scienze sociali potrebbero dare alla soluzione delle nuove patologie. Inoltre bisogna stare attenti a chi è interessato ad attirare l’attenzione sulle tragedie della società per nascondere i suoi giochi di potere. Lucetta Scaraffia, Fallimento di un’utopia L’utopia della felicità ottenibile attraverso la "realizzazione" individuale dell’età contemporanea si è rivelata un fallimento, per le difficoltà di realizzare il proprio progetto di vita, e questa sensazione è per molti insostenibile.Giancarlo Francini, La cura e il malinteso: sofferenza e diversità culturale La "terapia" e la "cura" sono veicolate da sistemi di comunicazione condivisi e culturalmente caratterizzati, non è possibile quindi prendersi cura, senza stare in relazione, senza "esserci". Ma il sé nell’incontro tra le culture diverse trova inganni e grandi sfide proprio perché non è possibile evitare il malinteso: il migrante è fuori dal proprio paese, dalla propria lingua, e dalla propria famiglia, cioè dal proprio "involucro" e per lui è difficile passare dal vecchio involucro al nuovo involucro. In queste situazioni il terapeuta deve inventare un nuovo saper-fare, obbligato dalla sfida che i nuovi arrivati incarnano, latori di altre espressioni del dolore, di altre concezioni dell'uomo e del mondo.

Francesco Bezzi, "Valori" attuali e fuga dalla realtà Tutta una serie di comportamenti sociali, considerati normali, favoriscono la devianza perché è proprio la rete di rapporti basata sui valori attuali del consumismo, del denaro, del facile carrierismo e dell’individualismo che favorisce le varie patologie nuove o antiche come fuga dalla realtà. Franco Campoli, Anime e corpi in cerca d’autore Alcune forme artistiche contemporanee ci presentano con umorismo di pirandelliana memoria i problemi di armonia tra anima e corpo del nostro tempo. Ines Testoni, Riccardo Tranquilli, L’occultamento della morte diminuisce la paura?

L’educazione alla morte è un territorio oltremodo importante e insieme smisuratamente difficile da gestire, ma non impossibile. La Death Education, a partire dalla scuola, se adeguatamente strutturata, può probabilmente risolvere e ridurre le difficoltà dell’adulto nella gestione del tema sulla morte, offrendogli l’opportunità di attingere a risorse qualificate. Si può dunque educare al morire soprattutto se si parte da un punto di vista assolutamente non nichilista: "se vuoi poter sopportare la vita, disponiti alla morte".

Roberto Mosi, Dino Campana, "un viaggio chiamato pazzia"La vicenda emblematica di Dino Campana, genio incompreso affetto da presunta pazzia Teresa Vieri, Il vizio della normalità Un’analisi delle canzoni di Fabrizio De André evidenzia che, secondo il grande cantautore, la vera patologia non è quella di coloro che vivono ai margini, in una realtà precaria e talvolta infelice, ma che, pur sbagliando, cercano di mettere "l’amore sopra ogni cosa"; è, invece, quella della norma che diviene scudo e guscio vuoto, coperta per dinamiche povere, e spesso più crudeli di quelle che vorrebbe punire. Caterina Cingolani, Scatti di violenza. Foto di guerra nella cultura contemporanea Le foto della guerra vengono realizzate con intenzioni ideologiche per trasmettere sensazioni precostituite e raramente riproducono la realtà Il Club degli alcolisti in trattamento (a cura di Anna Vieri)Paolo E. Dimauro I Club degli alcolisti in trattamento: la formazione e l’aggiornamento Nascita, evoluzione ed importanza dei Club per la soluzione dei problemi alcoolcorrelati. La struttura di questi Club consente il facile inserimento di nuove famiglie e la loro integrazione all’interno di programmi specifici tenuti da personale qualificato.Vladimir Hudolin, Duemilaquattrocento Club, venticinquemila famiglie: la rete territoriale dei club La nascita dei Club degli alcolisti in trattamento e il nuovo approccio nella cura dei problemi alcolcorrelati Anna Vieri, Alcol, pace e giustizia sociale Il prof. Hudolin ci ha lasciato un messaggio che non è limitato solo alla cosiddetta cura dell’alcolismo ma è una vera e propria filosofia di vita in cui si avverte anche l’influenza di Padre Balducci Maresco Ballini, Una forma di spiritualità L’importanza della spiritualità nella cura dell’alcoolismo tramite le esperienze del prof. Hudolin, di don Milani e di Padre Balducci Michele Sforzina, Una proposta di pace L’importanza di costruire una cultura della pace e l’influenza che S. Francesco d’Assisi ha avuto sul prof. Hudolin Allaman Allamani, Anche il vino è una droga? La prevenzione e la promozione della salute, perché risultino significative, debbano essere cimentate a livello comunitario, con la partecipazione attiva della popolazione locale e i danni provocati dall’alcol nei paesi del sud Europa come l’Italia non sono ben considerati e studiati a causa di una cultura che ha sempre considerato il vino una bevanda d’uso consolidata attraverso i secoli; invece non si può dimenticare che l’alcol può prendere caratteristiche di droga – ossia indurre dipendenza o creare compulsione verso il suo uso. Stefano Beccastrini, Dai "ragazzi selvaggi" ai "piccoli uomini" : educazione e comunicazione in Francois Truffaut La poetica ed il modo di realizzare i propri film del premio Oscar Francois Truffaut, analizzati soprattutto in base alle sue esperienze infantili ed al tema del "ragazzo selvaggio" che attraversa tutte le sue opere. Bianca Maria Bassetti, Il "filo" che ci unisce Il punto sull’uso di Internet da parte del mondo cattolico attraverso una ricerca effettuata per conto dell’Istituto Sturzo di Roma e recentemente presentata a S. Miniato durante la "3 Giorni di Toniolo" Gabriele Parenti, I mulini di Che Guevara Attraverso alcuni libri si può riscoprire la personalità complessa di Ernesto Guevara e comprendere, secondo varie chiavi di letture, il senso più autentico del mito del "Che" che ancora parla alle giovani generazioni.

SOMMARIO NUMERO 437

Simone Siliani, Bush  2: tentativi di lettura La vittoria elettorale di Bush evidenzia un risultato ambiguo, di difficile lettura, che sottolinea segni sia di discontinuità che di continuità per il futuro. In base alle prime scelte operate, sembra che si vada verso l’accentuazione di un indirizzo politico di estrema destra. 

 Giovanni Avogadri, Heleno Oliveira, poeta migrante La vicenda umana e artistica di un poeta brasiliano, uomo di fede, esule in Europa tra Italia e Portogallo, poeta della negritudine, la cui poetica lo porta ad essere ponte tra diversi mondi culturali Cosimo Scaglioso, Cattolici e politica: la trama e l’ordito della tela

La 44esima settimana sociale dei cattolici italiani svoltasi a Bologna può essere considerata come il segno visibile dell’avvio di un processo teso a costruire una rinnovata presenza politica dei cattolici in Italia che contrasti il neo-liberismo in nome di un rinnovato riformismo solidale   Fondamentalismi (a cura di Severino Saccardi) Severino Saccardi, Tre libri e due Paesi Esiste ed è storicamente esistita una pluralità di “integrismi” e di “fondamentalismi”. Molte suggestioni  sul fondamentalismo islamista, sul controverso rapporto fra islam e democrazia e sulla cruciale questione dei diritti della donna possono essere ricavate dai libri di Ohran Pamuk (Neve), di Azar Nafisi (Leggere Lolita a Teheran)  e di Bijan Zarmandili (La grande casa di Monirrieh): una trilogia per interrogarsi e per capire. Andrea Bigalli, Il volto migliore dell’Occidente

L’Occidente deve rimanere fedele alla realtà del suo pensiero migliore, di matrice laica e cristiana: la teorizzazione ma soprattutto la pratica dei diritti umani sono la strada più sicura per il ridimensionamento degli integralismi, e d’altra parte la fiducia nei molteplici linguaggi di Dio, in cui cercare quelle verità che sono comuni, è il fondamento del dialogo interreligioso. Alfredo Jacopozzi, L’idolatria della verità

Come l’uomo non è una monade, come Dio non è monocrate, così la verità non è monolitica ma è radicale relazionalità, perché è costituita dalla totale parentela tra le cose, le quali esistono in quanto sono in relazione le une con le altre nell’essere, in una rete universale di rapporti tale che nessun singolo individuo e nessun gruppo può esaurirne la trama. Alessandro Checcucci,    La parola fondamentalismo

Una serie di puntualizzazioni sui significati di quella costellazione di termini che girano attorno al  concetto di “fondamentalismo”. Sandro Ventura,  Tra istinto di vita e istinto di morte  Un’analisi dei processi psicologici legati ad atteggiamenti fondamentalistici, dalla sottomissione all’autorità alla lotta tra istinto di vita e istinto di morte alla mentalità del ghetto. Giuliano Della PergolaAnche l’ebraismo ha i suoi fondamentalismi Base della credenza per essere ebrei è la Fede in quel Dio che trasse gli ebrei dall’Egitto quand’erano in schiavitù, dunque bisogna diffidare da ogni altra immagine dell’ebraismo che non ponga al centro la fede dell’ebreo: questa sostanza dell’ebraismo è, tecnicamente e intimamente, anti-fondamentalista. Ma  esistono fondamentalismi anche nell’ebraismo. Enzo Pace, La malattia senile del nazionalismo

Il fondamentalismo è stata la malattia senile delle realtà post-coloniali; una malattia mortale ma benefica allo stesso tempo, perché attraverso lo scontro frontale fra movimenti radicali e apparati di potere dello Stato, va emergendo una nuova consapevolezza circa la necessità di un islam riformato. Luciano Ardesi, Il fondamentalismo islamico a partire dal “caso Algeria” Il “caso Algeria” può essere letto come esemplare dell’ascesa del fondamentalismo islamico, dei rapporti con la società e il potere e delle manipolazioni da parte dell’Occidente Giuliana Sgrena, La violenza come metodo e sostanza, Intervista a cura di Severino Saccardi Da uno sguardo retrospettivo sull’Algeria, nel cui dramma l’Occidente non ha saputo cogliere la gravità e la portata del virus fondamentalista che lì si andava emblematicamente manifestando, ad un’analisi delle situazioni dell’Afghanistan e dell’Iraq, dove la guerra ha permesso paradossalmente l’insediamento di un terrorismo in cui le motivazioni politico-ideologiche contano più della controversa identità religiosa. Bijan Zarmandili, L’islam: due versanti di un’unica realtà,Intervista a cura di Severino Saccardi Esistono due tendenze nell’islam attuale: quella che tenta di adattare l’islam alle esigenze di un mondo che ha bisogno della democrazia e della libertà e quella che all’inverso vuole tornare alle sue origini secondo la strada del fondamentalismo e dell’integralismo Daniela Belliti, “Jihad” globale

L’attuale sfida terroristica lanciata all’Occidente rappresenta al tempo stesso la crisi dell’islamismo della riforma, ma anche lo specchio del “disordine mondiale” di cui proprio l’Occidente è insieme protagonista e responsabile Rodolfo Ragionieri, Moderno e transtemporale, Intervista a cura di Mary Malucchi

Il fondamentalismo può essere considerato  un fenomeno moderno delle religioni monoteistiche,  un fenomeno moderno di tutte le religioni, un fenomeno transtemporale di tutte le religioni o, ancora, un fenomeno  transtemporale delle religioni monoteistiche. Feras Jabareen , Lo ha detto anche l’Emiro del Qatar, intervista a cura di Severino Saccardi A partire dall’ esperienza della sua comunità, ben integrata in terra di Toscana, l’imam di Colle Val d’Elsa sviluppa “inusuali” riflessioni sul rapporto fede religiosa-laicità nel mondo islamico e sul problema della democrazia nei Paesi arabi. Giuseppe Florio Il principe delle tenebre all’Onu  La collana di libri gialli Left behind (che propone, tra l’altro, l’apocalittica immagine dell’ Anticristo all’ONU) è una delle tante manifestazioni del fondamentalismo cristiano negli USA. Una ventata potente di intransigenza religiosa”  che ha portato alla nuova vittoria di Bush. Andrea Giuntini, Gli estremisti dell’economia Anche l’economia ha tendenze fondamentaliste che trovano le loro radici nel neoliberismo degli anni 80. Il mito delle privatizzazioni e dei tagli fiscali rappresentano un’ assolutizzazione ideologica assai pericolosa in economia Andrea Spini, Crisi della politica e società civile: 4 cartoline sulle “liste civiche”

La prolificazione delle liste civiche nelle elezioni amministrative può essere ricondotta all’esigenza di consolidare le buone pratiche di democrazia che troppo spesso sono disattese dalle forze politiche tradizionali Francesco Papafava,  Quel che  non successe Camp David 2000 Ancora molti commentatori, anche autorevoli come Mario Pirani, sostengono il mito della “generosa offerta” rifiutata a suo tempo da Arafat: in realtà Barak non fece un’offerta da discutere ma un vero e proprio di diktat. Mary Malucchi, Un “Mondo Comune” è possibile Nel suo ultimo libro Mondo Comune. Spazio pubblico e libertà in Hannah Arendt ( edizioni Il Grandevetro Jaka Book) Rosaria Parri analizza in maniera critica e originale il pensiero della filosofa e riporta alla luce una delle teorie politiche più interessanti e feconde dello scenario novecentesco.

Giovanni Allegretti, I temi difficili delle  mostre di Venezia Tanti temi importanti e difficili hanno fatto capolino nelle diverse sezioni del festival del cinema di quest’anno, dall’infanzia all’eutanasia, all’aborto, alla guerra e alla cronaca

SOMMARIO NUMERO 435-436

Giuseppe Vettori, Dalla caduta del Muro alla Costituzione europea Aspetti frenanti e spinte positive nella nuova Carta costituzionale europea. Carlo Maria Martini, La Bibbia, libro dell’Europa del domani L’Europa per essere davvero pronta ad affrontare le sfide del nuovo millennio non deve rimuovere, ma ritrovare le sue radici cristiane: queste vanno cercate nelle Sacre Scritture, che rappresentano il passato del nostro continente, ma che potranno rappresentare anche il suo futuro. Paolo Cugini, Riflessioni bibliche all’alba del Millennio Nel libro dell’Apocalisse ci sono vari spunti che possono aiutarci a meglio comprendere i tempi presenti ed a cercare una luce nel buio di questi e proprio attraverso il mistero dell’Agnello questo libro può donarci nuove speranze per il futuro. Stefano Beccastrini, Gregory Bateson, un sapiente sistemico dal pensiero nomade Gregory Bateson è stato uno studioso eclettico ed attivo in molte delle scienze sociali e non, ma oggi viene ricordato soprattutto per la sua teoria dell’ecologia e dei sistemi. Una rivisitazione di alcuni concetti chiave del suo pensiero, ancora spesso sottovalutato in ambito scolastico. Simone Siliani, Per una “rivoluzione” della politica Dopo i risultati delle elezioni italiane del 12-13 giugno, con la crisi a destra del Berlusconismo e a sinistra del “riformismo” debole, si deve ritornare a riflettere sulla riforma della politica e l’importanza di una democrazia critica che sappia coniugare spinte dal basso con mediazione tra interessi Andrea Giuntini, Un “Keynesiano a Palazzo Vecchio La Pira, in un modo molto personale e ispirato, fece propria la lezione del keynesismo che lo portò da un’idea di assistenza ad una di piena occupazione, dando forma più precisa alla propria visione economica.                            

15 anni dopo il  Muro. Sezione monotematica a cura di Severino Saccardi I. Tra storia e futuro Severino Saccardi, Di Ottantanove ce ne sono due In un tempo povero di memoria è importante ricordare il significato dell’Ottantanove. Anzi, dei due Ottantanove: quello dell’esplosione democratica dell’Europa centro-orientale e quello della repressione cruenta in Piazza Tien-An-Men. Sarebbe ingiusto, pur con le contraddizioni che ne sono talora seguite, svalutare il peso, simbolico e storico, del crollo del Muro. Un evento che postulava implicitamente un rinnovamento profondo, a livello culturale e politico, a cui va ora messo mano nell’inedita realtà  del “mondo globale”. Marcello Flores, La difficoltà di capire il mondo nuovo La caduta del muro e la fine della guerra fredda hanno portato a un doveroso ribilanciamento delle forze internazionali non ancora concluso, ecco perché dobbiamo cercare di non ricascare nella vecchia “logica del nemico”, ma impegnarci per costruire una nuova identità culturale in armonia coi nostri tempi. Claudia Mancina, Ma la sinistra non vota per Geremek La sinistra europea, non solo quella di radice comunista, ma anche quella socialdemocratica, tarda ancora a realizzare che l’Ottantanove ha prodotto, a livello globale, un “mondo nuovo” e finisce per ricalcare vecchi schemi. Gli Stati Uniti, invece,  dopo il trauma dell’11 settembre, sia pure all’insegna dell’unipolarismo neoconservatore, vanno elaborando una loro strategia rispetto alla quale l’Europa finisce per restare, in modo differenziato, subalterna. Francesco Leoncini, “We expected better” I milioni di persone che scesero nelle vie e nelle piazze in quell’ormai lontano tardo autunno 1989 non sognavano certo il ritorno ad una condizione di subalternità e di miseria come invece sembra stia accadendo. Melita Richter, La sala d’aspetto dell’Europa Illusioni e disillusioni ad Est ed Ovest, reciproche paure, ricerca di identità nell’Europa che si unisce.  Romano Luperini, Ma poi non venne l’ “età dell’oro”  Berlinguer aveva espresso tutti i suoi dubbi sul sistema sovietico, già inquadrato dai movimenti degli anni Sessanta-Settanta come una realtà dispotica all’interno e aggressiva all’esterno. Ma, poi, la caduta del muro di Berlino si è rivelata una grande illusione. Lo scatenamento delle logiche “globaliste” e dell’imperialismo americano, privo ormai di reali antagonisti, sono all’origine della crisi che oggi andiamo vivendo. Una crisi che, dopo anni di deserto culturale, postula (come invocano i movimenti “noglobal”) un nuovo senso di responsabilità e la nascita di un’etica planetaria. Marco Revelli, La rivincita dell’uomo delle tribù L’Ottantanove novecentesco (con la sua rivoluzione non violenta,“fatta con piedi”) fu una grande occasione. Ma un’occasione mancata. Invece di andare verso la terra patria, auspicata da Edgar Morin, o verso l’ideale balducciano dell’uomo planetario, si è lasciato che i “grandi Leviatani” riprendessero il sopravvento. Già  la prima Guerra del Golfo (come lo stesso Balducci aveva denunciato) era stato un drammatico annuncio di come i Signori della Terra avrebbero teso sempre più a definirsi come Signori della Guerra. II. Interviste Predrag  Matvejević, Democrazia o “Democratura”? Intervista a cura di Severino Saccardi  Predrag Matvejevic ricorda le difficoltà delle differenziate “transizioni” nel “mondo ex” di quella che veniva definita come “l’altra Europa” e ribadisce il valore della grande eredità del cosmopolitismo europeo per far affermare una “buona globalizzazione”. Adriano Sofri, Ma quante erano le divisioni del Papa? Intervista ad Adriano Sofri, a cura di Severino Saccardi In questa sua intervista, Adriano Sofri afferma che il muro di Berlino sarebbe cominciato a crollare ben prima del fatidico ’89: per le crepe aperte dalle lotte dei dissidenti degli operai dell’Est, ma soprattutto per effetto della straordinaria partecipazione alla prima visita del Papa in Polonia. Il dopo-muro, tuttavia, non ha portato una lineare “primavera dei popoli, ma anche il trionfo di un materialismo volgare e le tragedie delle guerre “etniche”. Su questi temi drammatici Sofri ricorda di aver appassionatamente discusso con il compianto presidente dell’ARCI, Tom Benetollo.  III. Il mondo ex Maurizio Bassetti, Contraddizioni di un paese ex-sovietico L’esempio della Lituania un paese pieno di contraddizioni che dopo 15 anni dalla caduta del muro di Berlino entra a far parte dell’Unione Europea Roberto Mosi, Gli angeli sulla Cupola Dalla città divisa alla città luogo d’incontro fra Est ed Ovest: un percorso storico-politico attraverso la città simbolo della fine del “comunismo reale” e della nuova Europa

Edi Rabini, L’Europa vista dalla periferia A partire dalla ricostruzione di un percorso pluridecennale, può essere assunto un altro punto di vista per guardare la storia d’Europa: dal suo margine orientale. E’ in quest’ottica che il premio della Fondazione “Alex Langer” è stato attribuito, quest’anno alla polacca Fondazione “Pogranicze”, che privilegia le “questioni di confine” e favorisce il dialogo fra le diverse tradizioni religiose e le differenti identità etnico-culturali della zona di appartenenza. Krzysztof Czyżewski, Da Solidarnosc alle terre di confine Intervista a cura Edi Rabini Esperienze come quella di Solidarnosc hanno contribuito, fra mille rischi, a demolire l’oppressione totalitaria. Ma quello che manca al mondo di oggi è la solidarietà. C’è

maniera degna e paritaria, i popoli dell’ex-Blocco dell’ Est. Mauro Martini, L’Europa e l’incertezza dei confini orientali Unione Europea e USA si sono posti in modo diverso rispetto alla fine del bipolarismo: molto più realisti e prammatici gli americani, più prudenti e incerti gli europei. Ma all’orizzonte si pongono nuove questioni riguardo ad ulteriori allargamenti dell’EU ad est nei territori della ex-URSS. Federigo Argentieri, Note di viaggio nella “nuova Europa” Esperienze di viaggio in alcuni Paesi dell’ex blocco sovietico sembrano attestare che la distinzione fra “vecchia” e “nuova” Europa, recentemente evocata nella polemica fra Rumsfeld e Chirac, non sarebbe del tutto campata in aria. La “grande Europa”, attualmente in costruzione, dovrà tener conto della particolare sensibilità e memoria storica della sua area centro-orientale.  IV. Angolature Filippo Gentiloni, Nuovi muri e nuovo ateismo La Chiesa ha guardato con grandi aspettative al crollo del muro e del mondo comunista ma è ora assai perplessa do fronte a conseguenze inaspettate Lucio Niccolai, Non me lo sarei mai creso La visione dell’URSS nell’immaginario dei minatori e dei comunisti dell’Amiata ha dovuto fare i conti con il crollo del “Comunismo reale” ma oggi rimane vivo quel desiderio di un mondo diverso, più giusto, che sempre ha animato quelle zone, “terre di grandi utopie”.  V. Memoria Wlodek Goldkorn, “Da cittadini liberi, in un paese libero” Un ricordo di Jacek Kuron e del suo profilo umano e culturale, caratterizzato da generosità umana e da un acuto senso politico che ha permesso l’ideazione delle forme di auto-organizzazione della società polacca (dal KOR a Solidarnosc), che hanno posto le premesse degli scardinanti eventi del 1989. Alex Langer, Non perdere un’occasione storica irripetibile La riproposizione di questo testo dello scomparso europarlamentare ed esponente del pensiero ecologista Alex Langer, scritto poco dopo i clamorosi fatti dell’89, ricorda quanto grande fosse, in quei giorni, l’istanza di una nuova ed ampia cooperazione paneuropea capace di coinvolgere, in maniera degna e paritaria, i popoli dell'ex-blocco dell'Est. Severino Saccardi, Un “sognatore di futuro” Nella nuova Europa, che deve ripensare il suo ruolo e dar spazio alla parte migliore della sua società civile,  è importante  far tesoro di lezioni ed esempi di passione civile e di disponibilità al dialogo come quello di  Tom Benetollo. Marta Benetollo e Paolo Scaldaletti, Contadino veneto e cittadino del mondo Alcune parole-chiave per ricostruire il percorso umano, culturale e politico di Tom Benetollo e per ricordare il contributo decisivo del suo “realismo dolce”. Vincenzo Striano, In territori nuovi La particolare sensibilità di Tom Benetollo, spirito libero, sempre attento all’autonomia del sociale e consapevole della centralità dei temi internazionali, della cultura della pace e della nonviolenza, ha favorito non solo nell’ARCI, ma anche in altri movimenti, la nascita di una consapevolezza nuova ed ha posto al centro la questione del rapporto fra nuova soggettività e dimensione istituzionale della politica. Federigo Argentieri, Quel che ci affratellava di più L’impegno di Benetollo si intreccia con quello del pacifismo prima contro gli euromissili poi contro le guerre degli anni Novanta sempre con la consapevolezza dei limiti del movimento e l’ansia di superarli Nuccio Iovene, “Grazie per l'ottima compagnia” Tom Benetollo aveva dedicato tutte le sue energie all’ARCI, curando legami sociali e impegno politico con forza e creatività Luca, Laura, Giustina, Chiara e Carlo Benetollo, Caro zio Tom Tom Benetollo ha dimostrato, come un “lampadiere”, la capacità di aspettare i tempi degli altri, di saper dialogare, di essere speranza tra i disperati, debole con i deboli, ultimo con gli ultimi; ha  fatto vedere  come si può essere liberi di essere scomodi, di essere controcorrente, liberi di dimenticare se stessi per gli altri, di lasciare tutto per ciò che più conta. Mario Caciagli, Poesia e prosa tra politica e vita Mentre gli scritti politici e storici di Silvano Tanzini sono pieni di rigore e impegno, la sua attività letteraria sembra intrisa di ideologia e passione politica. Romano Luperini, Memorie di un sopravvissuto I racconti di Silvano Tanzini sembrano provenire da un sopravvissuto di un altro mondo quello rurale arcaico degli anni cinquanta, ma hanno una carica espressiva e insieme realistica che ci parlano ancora oggi di valori e esperienze non tramontate e utili per il presente. Marco Spinelli, Parte integrante di una esperienza storica Gli scritti di Tanzini ci invitano a lottare per quei grandi ideali di solidarietà e giustizia che derivano dalla tradizione operaia e politica di Colle Val d’Elsa Francesco Bezzi, La spiritualità laica di Silvano Tanzini Il libro di Tanzini ci ricorda che esiste un mondo fatto di persone autentiche e di valori forti Roberto Taioli, La benedizione del semplice Franco Toscani attraverso le sue poesie ci insegna ad uscire dall’anestesia del mondo di oggi ed a ri-imparare a percepire la natura. Lucio Niccolai, Un bel rock nella terra di nessuno L’ultimo cd Terra di nessuno del gruppo fiorentino Del Sangre costituisce una buona prova di rock italiano Andrea Bigalli, Il mito del Che tra cinema e letteratura La figura di Ernesto Guevara costituisce uno dei miti più solidi degli ultimi anni anche per le nuove generazioni. Nel film di Walter Salles I diari della motocicletta si rinnova con poesia e con cuore un momento particolare della sua vita: quello della scoperta di sé e dei propri ideali, il momento tipico delle scelte di vita.

  

SOMMARIO NUMERO 434

Severino Saccardi, Le squadre dell’East side e la Gorgone terrorista

Da dove nasce il terrore “globale” che minaccia la convivenza? Analisi assai diverse fra loro, ma complentari,  fanno riflettere sui guasti prodotti dall’ idea dell’ imposizione della democrazia, che, invece, deve nascere, in loco,da processi reali, rapportandosi alla relatività delle culture. Il fondamentalismo armato, d’altra parte, secondo una certa lettura, è figlio assai più del totalitarismo del Novecento che non della grande tradizione dell’islam e può incontrare la sua sconfitta laddove si afferma la “normalità” della compresenza delle culture nella città multietnica. Rosetta Stella, Religione del Figlio e religione della Madre? Come si può guardare al mistero della vita e dell’incarnazione di Dio tra gli uomini? Questo articolo ci offre inediti spunti di riflessione per ripensare a come la religione cristiana possa essere concepita e vissuta al giorno d’oggi e come il rapporto con questa sia comunque una parte indissolubile nella vita di molti di noi.Caso Italia: un Paese a rischio? sezione monografica a cura di Severino Saccardi Attilio Monasta, “… S’è fatto malamente ‘stu paise!”L’Italia si trova oggi in una condizione molto particolare, infatti sta attraversando un periodo di crisi, sia a livello istituzionale che economico; tuttavia grazie al processo di integrazione europea è  forse possibile prevedere un’evoluzione positiva della cultura italiana all’interno del quadro istituzionale dell’Unione.Giuliano Della Pergola, “Caso Italia”: dal moderno al post  modernoParlare del caso italiano è come aprire un cahier de dolèances: a partire dal premier Berlusconi e dalle sue tendenze autocratiche fino ad arrivare al ruolo europeo ed internazionale dell’Italia, che è davvero ridotto rispetto alle potenzialità che avrebbe. Tuttavia vive ancora oggi in Italia una dialettica tra istituzioni e società civile che non è imparentata con nessuna delle grandi lezioni sociologiche o politologiche dei classici: in mezzo a tanta disgraziata integrazione sociale di marca piccolo borghese, continua ad esistere, come risorsa, anche un volontariato, una solidarietà, una certa bontà d’animo, forse d’origine cattolica, o forse solo di un timbro nazionale a-ideologico. Guglielmo Epifani, Dare voce alle grandi capacità del paese. Intervista a cura di Severino Saccardi In quest’intervista Epifani affronta temi di vitale importanza per il nostro paese, come la crisi della Parmalat, la politica economica e lo stato del welfare italiano. Tiziano Treu, Frontiere nuove. Intervista a cura di Severino Saccardi La nuova situazione del “mondo globale” pone problemi nuovi di fronte alle quali il nostro Paese, alle prese con difficoltà non congiunturali, deve puntare sull’innovazione delle risorse umane, sulla ricerca e sull’apertura più convinta ad un più grande orizzonte europeo, che genera nuove contraddizioni, ma che può anche generare opportunità impreviste nell’incontro con popoli che sono portatori di un grande entusiasmo. Andrea Giuntini, Ma la retorica “declinista” non serve L’Italia sta attraversando una  reale crisi (su cui è controproducente fare sterile allarmismo) nel suo sistema industriale da cui non riesce ad uscire anche per l’incapacità di far fronte alle nuove esigenze internazionali e  di adottare le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Michelangelo Vasta, Focus: il declino (industriale) dell’Italia. L’Italia si trova di fronte ad un declino le cui dimensioni potrebbero allargarsi e determinare un cammino negativo che la condurrebbe fuori dei parametri dello sviluppo se non si adottano misure di rilancio dell’intero sistema produttivo. Annick Magnier e Massimo Morisi, Sentirsi più poveri a Firenze Cosa pensano i cittadini dell’attuale situazione economica e del welfare della nostra nazione? In un’attenta analisi condotta dalla specifica angolatura dell’area fiorentina e toscana, purtroppo la risposta non è molto incoraggiante, infatti il numero di persone che si sentono “povere” sta aumentando e sono soprattutto le persone sole ad essere le più preoccupate.Tindara Addabbo, Il ventunesimo posto dell’Italia. I temi dello sviluppo umano, dello standard di vita e della povertà: quali gli indicatori che vengono utilizzati per misurare l’accesso alle risorse e le capacità in un’ottica di genere e quale lo squilibrio esistente nella distribuzione dei tempi di lavoro fra uomini e donne in Italia. Gabriele Smussi, Rwanda: un Paese senza speranza? La difficile situazione del Rwanda dal genocidio del 1994, su cui ancora, a tutt’oggi, non è stata fatta chiarezza, è ancora disperata ed i suoi profughi vengono spesso costretti a rientrare nel paese e poi assassinati segretamente, inoltre, non godendo di un’adeguata protezione da parte dell’UNHCR, sono costretti a cercare altrove aiuti per la propria causa. Francesco Parafava, Kosovo: il ritorno dell’odio. Con i disordini del marzo scorso si è manifestata in modo chiaro l’insufficienza della politica attuale nei confronti dell’organizzazione del Kosovo, dove le forze NATO sono insufficienti e non si sta perseguendo una efficace strategia di autonomia e rispetto delle minoranze. Terra Futura sezione monografica a cura di Maurizio Bassetti Maurizio Bassetti, Terra Futura. Un grande evento a Firenze per lo sviluppo sostenibile Mary Malucchi, “Ali per volare” a Terra Futura Al giorno d’oggi i bambini hanno sempre meno occasioni per entrare in contatto con la natura  e di conoscere la vita di animali e piante. Questo interessante progetto di “Ali per volare” porta quotidianamente questi contenuti nei centri educativi e rappresenta una risorsa preziosa per contrapporre al qualunquismo dilagante dei servizi formativi e di qualità. Francesco Bezzi,  Un mondo a misura dei bambini L’esperienza di Terra Futura ha permesso all’ARCI di effettuare l’iniziativa “Ali per volare”, importante per far conoscere e scoprire ai bambini che al di là dei cellulari e della playstation c’è un mondo tutto da esplorare e giocare. Francesca Balestri, Dare la mano al cieco e cantare per il sordo. Intervista a cura di Francesco Bezzi e Mary Malucchi In questa interessante intervista Francesca Balestri ci parla dei progetti organizzati dall’ARCI per l’infanzia, che si ispirano all’opera di Gianni Rodari Grammatica della fantasia. In questi punti educativi, che si integrano a quelli istituzionali, i bambini possono giocare, imparare e crescere in luoghi specificatamente concepiti ed attrezzati per loro. Tom Benettollo, Una società aperta, una società colta. Intervista a cura di Maurizio Bassetti e Paolo Capezzone L’ARCI si impegna per un’auto-organizzazione della società come contributo al bene comune e crede che Terra Futura possa diventare un evento esemplare per la diffusione di quelle pratiche di sviluppo equo e sostenibile di cui il mondo ha bisogno Giovanna Melandri In termini di ricchezza civile.Intervista a cura di Maurizio Bassetti e Paolo Capezzone Investire nella cultura è strategico per la ricchezza del paese in tutti sensi e il parametro della sostenibilità dovrà diventare un parametro per ogni attività economica Luigi Ciotti, Un grande schiaffo alla mafia. Intervista a  cura di Vittorio Mete e Leonardo Ferri Don Ciotti ci parla della sua esperienza di riutilizzo dei territori confiscati alla mafia e di come questi possano offrire interessanti prospettive ai giovani Calogero Parisi, La farina antimafia. Intervista a cura di Davide De Grazia A Terra Futura è stata donata simbolicamente la farina prodotta dai terreni confiscati alla mafia, ce ne parla il  presidente della cooperativa “Lavoro e non solo” Favaretto, Una Banca sostenuta da una moltitudine.Intervista  a cura di Paolo Capezzone La Banca Etica, tra i promotori di Terra Futura, costituisce un esempio di buona prassi finanziaria di livello europeo Giulia Pruneti, Europa e migranti: per una cittadinanza di residenza I testi degli interventi di Guglielmo Epifani, Claudio Martini e Severino Saccardi al convegno promosso dall’ARCI sulle tematiche dell’immigrazione in Europa. Emanuele Rossi,  La politica perduta Nel suo ultimo libro La politica perduta, Marco Revelli tenta di interpretare l’attuale crisi della politica ed invita a voltare definitivamente pagina con la tradizione, disegnando i tratti di una politica del futuro Andrea Bigalli, Il giorno in cui Tristano capìNell’ultimo libro di Antonio Tabucchi, Tristano muore, si affronta la parabola dell’Italia repubblicana, la ricerca di un senso alla storia degli ultimi cinquanta anni, un senso da ricercare nella fedeltà ai propri sogni e all’amore per la vita

 

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SOMMARIO NUMERO 433

Severino Saccardi, 2004: un anno, molti anniversari I molti anniversari che ricorrono nel 2004 (il centenario della nascita di La Pira, la liberazione di Firenze, la scomparsa di Berlinguer, le ricorrenze delle molte vicende legate alla storia dei totalitarismi e di quelle legate alle lotte per l’affermazione della giustizia e della libertà) sono un’occasione per rileggere criticamente la storia del “secolo breve” e per ricercare, con l’ausilio dei fili della memoria, indicazioni per la costruzione di strategie verso un diverso domani. Lilia Costabile, Amartya Sen e le “questioni di genere” Con Amartya Sen il tema delle questioni di genere, considerato finora marginale, diventa definitivamente parte centrale della scienza economica. Secondo il premio Nobel per l’economia il rafforzamento dell’indipendenza delle donne è la condizione per rimediare alla disuguaglianza di genere ed alle sue drammatiche conseguenze e inoltre da questo rafforzamento possono scaturire conseguenze positive per lo sviluppo inteso come ampliamento della sfera delle libertà sostanziali per l’umanità nel suo complesso. Lorenzo Casini, Baha Taher, Ernesto Balducci e il conflitto delle civiltà Di fronte alle interpretazioni ideologiche e pericolose della “fine della storia” o dello “scontro tra civiltà”, bisogna far riferimento agli insegnamenti di grandi come Balducci , con il suo messaggio di speranza della possibilità di un mondo inedito, o di Baha Taher e la sua “comunità umana” Roberto Mancini, “Chiesa, Chiesa se vuoi salvare l’uomo devi scomparire” Un’analisi del pensiero di Balducci sulla Chiesa, dell’ultimo periodo della sua vita in cui egli porta a termine la sua riflessione ecclesiologica affrontando il tema nel contesto della nuova “era della planetarizzazione”. Ne emergono due visioni diverse della Chiesa,una che non può avere futuro ed un’altra che annientandosi rinascerà in maniera del tutto diversa. Roberto  Barzanti, La fede che si fa politica: i rischi della profezia. Ernesto Balducci sapeva parlare alle coscienze, come dimostra la sua meditazione sulla lettera 273 di Santa Caterina, dove sottolinea la capacità della santa di parlare un linguaggio assoluto e universale che bisogna però sapere leggere, superando i rischi dell’ambiguità della  profezia. Ernesto Balducci, Con passo di danza L’importante è dare la propria vita e affidarsi a Dio. E vivere dentro l’amore di Dio è vivere con gioia, con passo di danza, con psicologia nuziale. Questo è il messaggio che Balducci riscopre nell’esempio di Santa Caterina da Siena. Democrazia e conflittualità nel centrosinistra a cura di Severino Saccardi Vannino Chiti, Un’anima per la lista unitaria  Uniti nell’Ulivo costituisce una novità di grande spessore e significato per la politica europea e potrebbe diventare il ponte per un cambiamento di direzione politica al  governo dell’Italia che, in questi ultimi anni, ci ha condotto su strade fallimentari e pericolose. Lapo Pistelli, Politica del “noi” e metodo dell’ “io” Dalla sconfitta del 2001 il centro sinistra si sta risollevando e  sta riprendendo quella strada unitaria e convincente che può venire incontro alle richieste di una società delusa dal populismo e tradita dalla demagogia dell’antipolitica. Marco Rizzo, Contro l’ipotesi delle “due sinistre” Intervista a, a cura di Severino Saccardi e Davide De Grazia. In questa intervista, in cui vengono affrontati vari temi (dalla crisi della politica al conflitto di interessi, dalla memoria della posizione berlingueriana sulla “questione morale” al dibattito storico-politico sulle Foibe e su Cuba), il capogruppo alla Camera dei comunisti italiani ribadisce la propria contrarietà al processo di riaggregazione interno al centro-sinistra,  che porterebbe alla costituzione di due aree politiche: una riformista-moderata (che sussumerebbe impropriamente anche una parte della sinistra), che rappresenterebbe la “cultura di governo”, ed una “radicale”, che dovrebbe limitarsi ad esprimere gli umori della "piazza". Vincenzo Striano, Nonostante due anni straordinari La società italiana sta attraversando una difficile trasformazione: da una parte il distacco con il ceto politico dall’altra l’affermazione di movimenti e associazionismo, ma per ora una completa riforma della politica non c’è stata, né sul fronte dei partiti né su quello della società civile organizzata L’enigma Russia Sezione monotematica a cura di Severino Saccardi Raimondo Carìa, La Russia che non cessa di stupirci Dopo l’avvento di Putin, presidente-soldato, appoggiato dalla nuova élite russa, il pendolo di Mosca - ondeggiante tra Europa ed Asia, tra democrazia e dispotismo - sembra oggi oscillare nel senso di un indurimento della politica estera e del consolidamento del potere centrale, verso un neoimperialismo. Ermis Segatti, Una ‘catastrojka’ nella nuova Russia? Intervista a Ermis Segatti a cura di Severino Saccardi Nonostante l’estremo disagio di gran parte della popolazione, l’impoverimento generale e la perdita di molte garanzie sociali, la Federazione Russa sta uscendo dal suo stato di subalternità nello scenario mondiale e qualcosa sta cambiando anche all’interno delle Chiese. Piero Sinatti, La Russia sulla soglia del secondo mandato di Putin Tra immigrazione, povertà, squilibri sociali, forme illiberali, terrorismo, la Russia si avvia a rinnovare il mandato a Putin che in una spregiudicata gestione del potere dovrà fare i conti con la potente oligarchia interna e i condizionamenti di Unione Europea e Stati Uniti. Mauro Martini, Il cavaliere di bronzo Putin sembra oscillare tra pericolosi modelli del passato russo, ma solo se rinuncia a seguire le orme di Stalin o di Pietro il Grande o anche del meno noto Stolypin, potrà affrontare i problemi della Russia moderna. Sergio Salvi, Putin e le sempiterne questioni nazionali Putin, con la riforma costituzionale del 30 giugno 2000, sta cercando di rifondare un centralismo neo-sovietico ridimensionando, anche sulla carta, i poteri dei governatori regionali e dei presidenti delle repubbliche “interne” a favore del potere centrale. Guido Carpi, Genius loci: Immagini della Russia profonda Attraverso un viaggio nel Bassopiano Sarmatico, una serie di impressioni su alcune città e ambienti ricchi di storia, in cui ci si ricorda della mescolanza di razze e tradizioni da cui nasce la Russia moderna: slavi cristiani, ugro-finni animisti Tartari musulmani, Calmucchi buddisti e Khazari di religione giudaica Angela Benedetti Lombardi, Un profeta dei diritti degli ultimi: Padre Joseph Wresinski La figura di Padre Wresinski, con il suo Movimento ATD-Quarto Mondo, si inserisce in quel filone di uomini di fede che si sono dedicati ai poveri in una posizione di frontiera interconfessionale e internazionale Francesco Papapafava, Israele-Palestina: la storia dell’Altro E’ stato pubblicato da “Una Città” in italiano un libro di testo di storia della Palestina con due narrazioni parallele a fronte, una compilata da docenti israeliani, l’altra da docenti palestinesi, da cui si ricavano interessanti spunti per la comprensione del conflitto israeliano-palestinese. Andrea Bigalli, Il prete giusto: in memoria di Nuto Revelli Nuto Revelli, da poco scomparso, ha saputo ricostruire storie di vita autentiche piene di significato, come quella di don Viale, un uomo alieno dai condizionamenti, perseguitato sotto il fascismo, critico nei confronti dell’ideologia comunista come pure verso l’erosione degli ideali nel clima della nuova Repubblica, in lotta perenne contro ogni forma di potere e per questo anche non compreso dalla stessa Chiesa.

SOMMARIO NUMERO 432

Bijan Zarmandili, Prima le donne e i bambini. Intervista a cura di Severino Saccardi Il significato profondo dell’esperienza dell’iraniana Shirin Ebadi, al di là della rilevanza mediatica che essa ha assunto al momento dell’attribuzione del premio Nobel, risiede soprattutto nella sua capacità di rappresentare le istanze dei soggetti che maggiormente subiscono il peso della cultura teocratica e maschilista: le donne e i bambini.  Stefano Beccastrini, Un malpensante, renitente al fato:  ricordo di Cesare Luporini.Un ricordo del grande filosofo, studioso di Marx e Leopardi, sulla cui linea indicava una scelta di attiva resistenza morale a quel destino del genere umano che, per un ateo e materialista, è il venire dal nulla per andare verso il nulla, per diventare cercatore/creatore della propria libertà nella libertà altrui. Migranti sezione monotematica a cura di Maurizio Bassetti e Severino Saccardi .Maurizio Bassetti, Contro la sindrome del riccio Chiudersi in atteggiamenti intolleranti, all’interno di una “società plurale”, risulterà pericoloso, mentre la scommessa vincente è quella che mira a creare una società multietnica capace di armonizzare rispetto reciproco, nuova cultura della sicurezza e diritti per tutti.Franco  Toscani, L’etica del soggiorno e il problema dell’ identità Da un lato è necessario uno svuotamento dell’ego troppo pieno di sé, per riempirlo della ricchezza del mondo, d’altro lato, in riferimento all’individualismo senza individuo dominante nella nostra epoca, si rende più che mai urgente un ritorno all’individuo reale, integro, maturo, dotato di spirito critico e di autonomia di giudizio, capace di riconoscere che l’accoglienza dell’Altro è collegata con la sua stessa esistenza.Alfredo Jacopozzi, Immigrazione e dialogo interreligioso Nel dialogo interreligioso il rischio è quello di vedere negli altri il Musulmano, l’Arabo, il Cinese, l’Animista, invece che persone in carne ed ossa, pertanto, si dovrebbe affrontare l’incontro in un modo etico radicale, portando avanti le istanze dottrinali, teologiche e spirituali. Andrea Bigalli Immigrazione sulla pelle Fin tanto che non saremo in condizione di confrontarci serenamente con la povertà, l’estraneità, la marginalità, il futuro continuerà ad apparirci come una paurosa incognita. Se proveremo ad affrontarlo con le nostre potenzialità più significative (quelle della conoscenza, del dialogo, del coraggio di arricchirsi attraverso l’alterità, il bene essenziale della solidarietà) saremo in grado di raccontare questo tempo come l’inizio di una fase in cui si sono posti i presupposti per un’autentica pacificazione.Luca Zevi, Una civiltà di confine dagli incerti confini Lo sforzo di “traduzione” della tradizione ebraica nelle categorie e nelle esigenze del mondo contemporaneo potrebbe pilotare un uso dell’esperienza spaziale ebraica, nell’immaginazione e nella configurazione di un’organizzazione territoriale, capace di superare le drammatiche contraddizioni, ecologiche e sociali, determinate dall’attuale modello di sviluppo.Bijan Zarmandili, Ricordo di un’Italia meno avara. Conversazione a cura di Severino Saccardi.I significativi ricordi di un intellettuale di origine iraniana, arrivato come giovane studente, negli anni sessanta, in un’Italia profondamente diversa da quella dei nostri giorni.Matilde Callari Galli,  Sguardi al femminile sui nomadismi del Mediterraneo Molti degli “invisibili”, dei “clandestini” sono donne: infatti è proprio la loro appartenenza di genere che le collega in maniera diretta alla flessibilità richiesta dall’economia globale, per la loro accettazione, a causa della mancanza di specializzazione e a causa del peso delle cure domestiche, di lavori precari e sottopagati e per la loro disponibilità a svolgere la loro attività nei diversi settori dei servizi.Valentina Piattelli, Profughi, rifugiati, apolidi…Una fotografia dell’attività dell’Acnur o Unhcr a favore dei rifugiati e delle diverse situazioni di spostamenti forzosi nel mondo

Luigi Mughini,  I migranti nella rete della Pubblica Amministrazione Se vogliamo che la nostra società passi dal considerare l’immigrato non più come un pericolo, bensì come una risorsa, occorre in primo luogo che la sua presenza, da un punto di vista amministrativo, non sia più gestita dalla polizia. Alessio Gramolati, Gli immigrati ed il “tema lavoro” Sul piano del lavoro l’immigrazione dà un contributo positivo alla società italiana, ma ciò viene ostacolato da chi interpreta questo fenomeno invece come una minaccia. Franco Campoli, Il circolo virtuoso di Nonantola L’attuale realtà migratoria,da fenomeno di una complessità apparentemente irrisolvibile, drammatico e soprattutto, come viene proposto e rappresentato dai mass media all’immaginario collettivo, pericoloso e destabilizzante, potrebbe trasformarsi in occasione per costruire un pensiero ed una rinnovata progettualità a misura di “cittadino planetario”, come dimostra il caso di Nonantola, riportato da Sergio De La Pierre. Anna Meli, Nel circolo vizioso della  rappresentazione mediatica I mass-media sono artefici di quel meccanismo di legittimazione dell’immagine dell’immigrato secondo quel circolo vizioso per cui ciò che scrivono e dicono va incontro e rappresenta il supposto “umore” di quell’ opinione pubblica che sono proprio loro a condizionare. Marco Spinelli, Per un dialogo interculturale: il caso di Colle Valdelsa Nel microcosmo di Colle di Val d’Elsa, comune in provincia di Siena, si possono osservare tutte le dinamiche introdotte dalle migrazioni in Italia e si può anche osservare come l’integrazione si può realizzare solo attraverso il dialogo e l’interazione, la conoscenza e il rispetto reciproci, il riconoscimento e la legittimazione delle differenze. Roberto Mosi, Una bussola sulla strada dell’integrazione Il Comune di Firenze ha preparato una guida ai servizi che fornisce agli immigrati, attraverso la quale è possibile avere una mappa di dati riferiti al territorio fiorentino che costituisce uno strumento utile a utenti e operatori sulla via di una piena integrazione degli stranieri

Costanza Mosi, Internet-immigrazione Navigando in internet si scopre un mondo, spesso sotterraneo e silenzioso, di cittadini italiani e non, che si organizzano per fare fronte al fenomeno immigrazione, per studiarlo e dove è possibile rendersi utili per una reale integrazione. Leonardo Ferri, Francesca Cabrini, santa dei migranti Lucetta Scaraffia, col suo libro dedicato alla figura di Francesca Cabrini, santa patrona dei migranti, racconta la storia di una religiosa del XIX secolo che sfidò un mondo che relegava le donne e gli immigrati in uno stato di impotenza e di emarginazione traducendo la sua profonda fede in un metodo di azione capace di unire ricchezza e povertà, tradizione ed innovazione in un nuovo modello di convivenza.   Adriano Sofri e Mauro Pagani, Cuba: canzonette, passioni, pensieri che attraversano la testa (Pisa, 30 settembre 2003) a cura di Rosanna Pilotti. Un dialogo inconsueto, tra un intellettuale e un musicista impegnato, sull’importanza delle canzonette e sulla parabola del mito  di Cuba, Fidel Castro e Che Guevara. Francesco Papafava, Kosovo: il fuoco sotto la cenere  In Kosovo la situazione continua ad essere difficile tra idee di “Grande Serbia” e spinte all’indipendenza da parte degli albanesi. Giuseppe  VettoriUna democrazia formato esportazione? Nell’attuale situazione di occupazione militare dell’Iraq sembra difficile imporre la democrazia nella forma occidentale senza un correttivo che tenga conto di un modello basato su una unità nella diversità che non nega le sue parti e affida la sua evoluzione alla maturazione storica di ogni particolare forma di identità. Lucio Niccolai, I martiri di Niccioleta Una ricostruzione dell’eccidio di Niccioleta per contribuire a far sì che almeno la memoria e le ragioni di chi fu ucciso non vadano perdute. Appendice La memoria di Niccioleta a cura di Seriacopi. Teresa Vieri, Le “Ballate”  di Fabrizio De Andrè: riferimenti colti e popolari Le canzoni di De André paiono attingere a due oggetti differenti: da una parte alla ballata colta, nella figura di François Villon e dall’altra alla ballata popolare di tradizione orale. Ciò sottolinea che la ballata è un modello espressivo tuttora vitale, che riesce a modificare alcune sue caratteristiche e ad adattarsi a contesti tra loro anche molto differenti, in modo da risultare sempre attuale.Andrea Bigalli, Il Lampo del cantautore Con il Lampo viaggiatore, Ivano Fossati, uno degli ultimi grandi cantautori italiani, ci invita ancora una volta a sognare.Davide De GraziaUn Dizionario-Atlante dello sviluppo umano Dopo tre anni di intense attività, si conclude il Progetto Archivio Sviluppo con la pubblicazione del Dizionario Atlante dello Sviluppo Umano – Parole chiave e carte tematiche per una lettura critica del “mondo globale”.

 

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