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ANNO 2004/2005 SOMMARIO NUMERO 438/439 Simone Siliani, Democrazia nel mondo: è (solo) una questione di elezioni? L’ottimismo relativo alla possibilità che in molte parti del mondo si possa finalmente liberamente votare non deve farci dimenticare come la democrazia non possa realizzarsi
semplicemente introducendo delle elezioni ma solo attraverso la creazione
di un vero processo "democratico"
Stefano
Beccastrini, Eugenio Garin, maestro di vita
Eugenio Garin è
stato non solo un grande pensatore contemporaneo ma anche un "maestro
di vita" con la sua capacità di comunicare e venire incontro alle
esigenze delle nuove generazioni Sezione monografica su le Patologie
del nostro tempo a cura di Severino Saccardi - Severino Saccardi,
Vedi alla voce raptus Le cronache sono piene di episodi
feroci ed apparentemente inspiegabili.La definizione che viene spesso
usata in proposito è quella di raptus. Ma esiste davvero il
raptus? Oppure, la patologia, anche la più sconvolgente, non è che la
faccia in ombra della "normalità" quotidiana? E’ un grande
tema, quello delle patologie che è sempre stato presente, anche in
contesti storici e sociali diversi da quello attuale. Oggi ancor più, in
un tempo in cui i fenomeni patologici appaiono in maniera inedita ed
estesa, la questione di fondo da affrontare è quella di un approccio
nuovo al rapporto fra identità, individuali e collettive, ed alla
dimensione del conflitto. Fabio Dei, Sillabario in nero Attraverso la lettura di una serie
di "voci", che includono il riferimento ad avvenimenti e
contesti molto diversi, come i "piccoli" crimini in contesti
domestici e i grandi crimini della storia, si può rintracciare un nesso
tra questi fenomeni che rimanda ad una più generale violenza della nostra
società contemporanea.
Ivano Spano, La sparizione del mondo Per sfuggire ad una situazione sempre più drammatica stiamo rendendo irreale il mondo: per sfuggire all’ultimatum di un mondo reale, che ci spaventa, lo stiamo rendendo virtuale. Allora all’individuo che si è perduto è necessario opporre la ricostruzione sociale dei significati, la possibilità per tutti di essere attori sociali. Pierangelo Pedani, Bambini che debbono guardarsi dai propri genitori Nelle famiglie attuali sempre più emergono forme di instabilità, di mancanza di norme certe e di richieste eccessive di affettività; in questa realtà non più dinamica, priva di problemi, priva di riferimenti, di limiti, di differenze, i bambini hanno difficoltà a realizzarsi come soggetti. Giampaolo Di Piazza, Il tarlo inconfessabile dell’invidia Molte violenze nella vita quotidiana nascono da sentimenti che rimangono in ombra soprattutto per l’ambiguità di tante sensazioni, un esempio è l’invidia, quell’atteggiamento inconfessabile di risentimento nei confronti della felicità altrui. Gregorio Loverso, Il narcisismo, dai grandi racconti della modernità al disincanto postmoderno Nei passaggi storici significativi e nei grandi cambiamenti sociali, il narcisismo può decostruire la sua organizzazione precedente per ricostruirla successivamente in forme nuove, più aderenti alle tendenze che maggiormente vengono investite di significato e di senso in ambito sociale e culturale. Sandro Checcucci, La società patogena L’uomo occidentale del terzo millennio è sostanzialmente insoddisfatto della propria condizione economica, non ha sicurezze per il proprio futuro, trova nella sua rete di rapporti gomito a gomito più problemi che aiuto, è impaurito da tante minacce che incombono su di lui. Non c’è da meravigliarsi quindi se tante persone vivono un malessere diffuso e sottile, e se i disturbi dell’umore, primo fra tutti la depressione, si stanno diffondendo sempre più. Tra le patologie sociali le più diffuse sono l’acquisto compulsivo e il mobbing. Alba Russo, C’era una volta il TotocalcioIl gioco d’azzardo patologico è ormai da tempo riconosciuto dalla psichiatria contemporanea come una vera e propria patologia ma l’intervento statale nei suoi confronti è caratterizzato da un’ambiguità di fondo: da un lato gli organi di governo si dimostrano sensibili ad una politica contraria al gioco, soprattutto se illegale, ma dall’altro continuano a promuovere nuove forme d’azzardo, sostenute da massicce campagne pubblicitarie. Giuseppe Corlito, Star male in una società in cui non manca niente Oggi sono prevalenti le patologie dell’inclusione, più direttamente legate alle logiche del consumo, quelle che ci hanno trasformato tutti da cittadini o lavoratori in clienti. La ridotta capacità dei nostri giovani a far fronte alle frustrazioni in una società in cui non manca niente, compreso il superfluo, sembra essere uno dei meccanismi che portano alla formazione di personalità fragili. Infatti a causa della nuova società post-moderna e globalizzata è aumentata l’alienazione sociale Allaman Allamani, Nuove malattie e nuove attenzioni La dipendenza da sostanze è una malattia che ben rappresenta la condizione della nostra società; ne sottolinea tanto le aspirazioni quanto i limiti, fino all’estremo aspetto patologico. Per affrontare la dipendenza dall’alcol è stata fondata l’associazione degli Alcolisti Anonimi che costituisce un complesso programma spirituale, fondato sull’accoglienza, il rispetto, la condivisione e l’autonomia. Attilio Monasta, Tragedie della società e giochi di potere La società odierna è sempre più complessa: i nuovi media non riescono a veicolare informazioni complete ed esaurienti e viene sottovalutato l’aiuto che le scienze sociali potrebbero dare alla soluzione delle nuove patologie. Inoltre bisogna stare attenti a chi è interessato ad attirare l’attenzione sulle tragedie della società per nascondere i suoi giochi di potere. Lucetta Scaraffia , Fallimento di un’utopia L’utopia della felicità ottenibile attraverso la "realizzazione" individuale dell’età contemporanea si è rivelata un fallimento, per le difficoltà di realizzare il proprio progetto di vita, e questa sensazione è per molti insostenibile.Giancarlo Francini, La cura e il malinteso: sofferenza e diversità culturale La "terapia" e la "cura" sono veicolate da sistemi di comunicazione condivisi e culturalmente caratterizzati, non è possibile quindi prendersi cura, senza stare in relazione, senza "esserci". Ma il sé nell’incontro tra le culture diverse trova inganni e grandi sfide proprio perché non è possibile evitare il malinteso: il migrante è fuori dal proprio paese, dalla propria lingua, e dalla propria famiglia, cioè dal proprio "involucro" e per lui è difficile passare dal vecchio involucro al nuovo involucro. In queste situazioni il terapeuta deve inventare un nuovo saper-fare, obbligato dalla sfida che i nuovi arrivati incarnano, latori di altre espressioni del dolore, di altre concezioni dell'uomo e del mondo.Francesco Bezzi, "Valori" attuali e fuga dalla realtà Tutta una serie di comportamenti sociali, considerati normali, favoriscono la devianza perché è proprio la rete di rapporti basata sui valori attuali del consumismo, del denaro, del facile carrierismo e dell’individualismo che favorisce le varie patologie nuove o antiche come fuga dalla realtà. Franco Campoli, Anime e corpi in cerca d’autore Alcune forme artistiche contemporanee ci presentano con umorismo di pirandelliana memoria i problemi di armonia tra anima e corpo del nostro tempo. Ines Testoni, Riccardo Tranquilli, L’occultamento della morte diminuisce la paura? L’educazione alla morte è un territorio oltremodo importante e insieme smisuratamente difficile da gestire, ma non impossibile. La Death Education, a partire dalla scuola, se adeguatamente strutturata, può probabilmente risolvere e ridurre le difficoltà dell’adulto nella gestione del tema sulla morte, offrendogli l’opportunità di attingere a risorse qualificate. Si può dunque educare al morire soprattutto se si parte da un punto di vista assolutamente non nichilista: "se vuoi poter sopportare la vita, disponiti alla morte". Roberto Mosi, Dino Campana, "un viaggio chiamato pazzia"La vicenda emblematica di Dino Campana, genio incompreso affetto da presunta pazzia Teresa Vieri, Il vizio della normalità Un’analisi delle canzoni di Fabrizio De André evidenzia che, secondo il grande cantautore, la vera patologia non è quella di coloro che vivono ai margini, in una realtà precaria e talvolta infelice, ma che, pur sbagliando, cercano di mettere "l’amore sopra ogni cosa"; è, invece, quella della norma che diviene scudo e guscio vuoto, coperta per dinamiche povere, e spesso più crudeli di quelle che vorrebbe punire. Caterina Cingolani, Scatti di violenza. Foto di guerra nella cultura contemporanea Le foto della guerra vengono realizzate con intenzioni ideologiche per trasmettere sensazioni precostituite e raramente riproducono la realtà Il Club degli alcolisti in trattamento (a cura di Anna Vieri)Paolo E. Dimauro I Club degli alcolisti in trattamento: la formazione e l’aggiornamento Nascita, evoluzione ed importanza dei Club per la soluzione dei problemi alcoolcorrelati. La struttura di questi Club consente il facile inserimento di nuove famiglie e la loro integrazione all’interno di programmi specifici tenuti da personale qualificato.Vladimir Hudolin, Duemilaquattrocento Club, venticinquemila famiglie: la rete territoriale dei club La nascita dei Club degli alcolisti in trattamento e il nuovo approccio nella cura dei problemi alcolcorrelati Anna Vieri, Alcol, pace e giustizia sociale Il prof. Hudolin ci ha lasciato un messaggio che non è limitato solo alla cosiddetta cura dell’alcolismo ma è una vera e propria filosofia di vita in cui si avverte anche l’influenza di Padre Balducci Maresco Ballini, Una forma di spiritualità L’importanza della spiritualità nella cura dell’alcoolismo tramite le esperienze del prof. Hudolin, di don Milani e di Padre Balducci Michele Sforzina, Una proposta di pace L’importanza di costruire una cultura della pace e l’influenza che S. Francesco d’Assisi ha avuto sul prof. Hudolin Allaman Allamani, Anche il vino è una droga? La prevenzione e la promozione della salute, perché risultino significative, debbano essere cimentate a livello comunitario, con la partecipazione attiva della popolazione locale e i danni provocati dall’alcol nei paesi del sud Europa come l’Italia non sono ben considerati e studiati a causa di una cultura che ha sempre considerato il vino una bevanda d’uso consolidata attraverso i secoli; invece non si può dimenticare che l’alcol può prendere caratteristiche di droga – ossia indurre dipendenza o creare compulsione verso il suo uso. Stefano Beccastrini, Dai "ragazzi selvaggi" ai "piccoli uomini" : educazione e comunicazione in Francois Truffaut La poetica ed il modo di realizzare i propri film del premio Oscar Francois Truffaut, analizzati soprattutto in base alle sue esperienze infantili ed al tema del "ragazzo selvaggio" che attraversa tutte le sue opere. Bianca Maria Bassetti, Il "filo" che ci unisce Il punto sull’uso di Internet da parte del mondo cattolico attraverso una ricerca effettuata per conto dell’Istituto Sturzo di Roma e recentemente presentata a S. Miniato durante la "3 Giorni di Toniolo" Gabriele Parenti, I mulini di Che Guevara Attraverso alcuni libri si può riscoprire la personalità complessa di Ernesto Guevara e comprendere, secondo varie chiavi di letture, il senso più autentico del mito del "Che" che ancora parla alle giovani generazioni.SOMMARIO NUMERO 437 Simone Siliani, Bush 2: tentativi di lettura La vittoria elettorale di Bush evidenzia un risultato ambiguo, di difficile lettura, che sottolinea segni sia di discontinuità che di continuità per il futuro. In base alle prime scelte operate, sembra che si vada verso l’accentuazione di un indirizzo politico di estrema destra. Giovanni Avogadri, Heleno Oliveira, poeta migrante La vicenda umana e artistica di un poeta brasiliano, uomo di fede, esule in Europa tra Italia e Portogallo, poeta della negritudine, la cui poetica lo porta ad essere ponte tra diversi mondi culturali Cosimo Scaglioso, Cattolici e politica: la trama e l’ordito della tela
La 44esima settimana sociale dei cattolici italiani svoltasi a Bologna può
essere considerata L’Occidente deve rimanere fedele alla realtà del suo pensiero migliore, di matrice laica e cristiana: la teorizzazione ma soprattutto la pratica dei diritti umani sono la strada più sicura per il ridimensionamento degli integralismi, e d’altra parte la fiducia nei molteplici linguaggi di Dio, in cui cercare quelle verità che sono comuni, è il fondamento del dialogo interreligioso. Alfredo Jacopozzi, L’idolatria della verità Come l’uomo non è una monade, come Dio non è monocrate, così la verità non è monolitica ma è radicale relazionalità, perché è costituita dalla totale parentela tra le cose, le quali esistono in quanto sono in relazione le une con le altre nell’essere, in una rete universale di rapporti tale che nessun singolo individuo e nessun gruppo può esaurirne la trama. Alessandro Checcucci, La parola fondamentalismo Una serie di puntualizzazioni sui significati di quella costellazione di termini che girano attorno al concetto di “fondamentalismo”. Sandro Ventura, Tra istinto di vita e istinto di morte Un’analisi dei processi psicologici legati ad atteggiamenti fondamentalistici, dalla sottomissione all’autorità alla lotta tra istinto di vita e istinto di morte alla mentalità del ghetto. Giuliano Della Pergola, Anche l’ebraismo ha i suoi fondamentalismi Base della credenza per essere ebrei è la Fede in quel Dio che trasse gli ebrei dall’Egitto quand’erano in schiavitù, dunque bisogna diffidare da ogni altra immagine dell’ebraismo che non ponga al centro la fede dell’ebreo: questa sostanza dell’ebraismo è, tecnicamente e intimamente, anti-fondamentalista. Ma esistono fondamentalismi anche nell’ebraismo. Enzo Pace, La malattia senile del nazionalismo Il fondamentalismo è stata la malattia senile delle realtà post-coloniali; una malattia mortale ma benefica allo stesso tempo, perché attraverso lo scontro frontale fra movimenti radicali e apparati di potere dello Stato, va emergendo una nuova consapevolezza circa la necessità di un islam riformato. Luciano Ardesi, Il fondamentalismo islamico a partire dal “caso Algeria” Il “caso Algeria” può essere letto come esemplare dell’ascesa del fondamentalismo islamico, dei rapporti con la società e il potere e delle manipolazioni da parte dell’Occidente Giuliana Sgrena, La violenza come metodo e sostanza, Intervista a cura di Severino Saccardi Da uno sguardo retrospettivo sull’Algeria, nel cui dramma l’Occidente non ha saputo cogliere la gravità e la portata del virus fondamentalista che lì si andava emblematicamente manifestando, ad un’analisi delle situazioni dell’Afghanistan e dell’Iraq, dove la guerra ha permesso paradossalmente l’insediamento di un terrorismo in cui le motivazioni politico-ideologiche contano più della controversa identità religiosa. Bijan Zarmandili, L’islam: due versanti di un’unica realtà,Intervista a cura di Severino Saccardi Esistono due tendenze nell’islam attuale: quella che tenta di adattare l’islam alle esigenze di un mondo che ha bisogno della democrazia e della libertà e quella che all’inverso vuole tornare alle sue origini secondo la strada del fondamentalismo e dell’integralismo Daniela Belliti, “Jihad” globale L’attuale sfida terroristica lanciata all’Occidente rappresenta al tempo stesso la crisi dell’islamismo della riforma, ma anche lo specchio del “disordine mondiale” di cui proprio l’Occidente è insieme protagonista e responsabile Rodolfo Ragionieri, Moderno e transtemporale, Intervista a cura di Mary Malucchi Il fondamentalismo può essere considerato un fenomeno moderno delle religioni monoteistiche, un fenomeno moderno di tutte le religioni, un fenomeno transtemporale di tutte le religioni o, ancora, un fenomeno transtemporale delle religioni monoteistiche. Feras Jabareen , Lo ha detto anche l’Emiro del Qatar, intervista a cura di Severino Saccardi A partire dall’ esperienza della sua comunità, ben integrata in terra di Toscana, l’imam di Colle Val d’Elsa sviluppa “inusuali” riflessioni sul rapporto fede religiosa-laicità nel mondo islamico e sul problema della democrazia nei Paesi arabi. Giuseppe Florio Il principe delle tenebre all’Onu La collana di libri gialli Left behind (che propone, tra l’altro, l’apocalittica immagine dell’ Anticristo all’ONU) è una delle tante manifestazioni del fondamentalismo cristiano negli USA. Una ventata potente di intransigenza religiosa” che ha portato alla nuova vittoria di Bush. Andrea Giuntini, Gli estremisti dell’economia Anche l’economia ha tendenze fondamentaliste che trovano le loro radici nel neoliberismo degli anni 80. Il mito delle privatizzazioni e dei tagli fiscali rappresentano un’ assolutizzazione ideologica assai pericolosa in economia Andrea Spini, Crisi della politica e società civile: 4 cartoline sulle “liste civiche” La prolificazione delle liste civiche nelle elezioni amministrative può essere ricondotta all’esigenza di consolidare le buone pratiche di democrazia che troppo spesso sono disattese dalle forze politiche tradizionali Francesco Papafava, Quel che non successe Camp David 2000 Ancora molti commentatori, anche autorevoli come Mario Pirani, sostengono il mito della “generosa offerta” rifiutata a suo tempo da Arafat: in realtà Barak non fece un’offerta da discutere ma un vero e proprio di diktat. Mary Malucchi, Un “Mondo Comune” è possibile Nel suo ultimo libro Mondo Comune. Spazio pubblico e libertà in Hannah Arendt ( edizioni Il Grandevetro Jaka Book) Rosaria Parri analizza in maniera critica e originale il pensiero della filosofa e riporta alla luce una delle teorie politiche più interessanti e feconde dello scenario novecentesco. Giovanni Allegretti, I temi difficili delle mostre di Venezia Tanti temi importanti e difficili hanno fatto capolino nelle diverse sezioni del festival del cinema di quest’anno, dall’infanzia all’eutanasia, all’aborto, alla guerra e alla cronaca SOMMARIO NUMERO 435-436
Giuseppe Vettori, Dalla caduta
del Muro alla Costituzione europea Aspetti frenanti e spinte positive
nella nuova Carta costituzionale europea. Carlo
Maria Martini, La Bibbia, libro dell’Europa del
domani
L’Europa per essere davvero pronta ad affrontare le sfide del nuovo
millennio non deve rimuovere, ma ritrovare le su 15 anni dopo il Muro. Sezione monotematica a cura di Severino Saccardi I. Tra storia e futuro Severino Saccardi, Di Ottantanove ce ne sono due In un tempo povero di memoria è importante ricordare il significato dell’Ottantanove. Anzi, dei due Ottantanove: quello dell’esplosione democratica dell’Europa centro-orientale e quello della repressione cruenta in Piazza Tien-An-Men. Sarebbe ingiusto, pur con le contraddizioni che ne sono talora seguite, svalutare il peso, simbolico e storico, del crollo del Muro. Un evento che postulava implicitamente un rinnovamento profondo, a livello culturale e politico, a cui va ora messo mano nell’inedita realtà del “mondo globale”. Marcello Flores, La difficoltà di capire il mondo nuovo La caduta del muro e la fine della guerra fredda hanno portato a un doveroso ribilanciamento delle forze internazionali non ancora concluso, ecco perché dobbiamo cercare di non ricascare nella vecchia “logica del nemico”, ma impegnarci per costruire una nuova identità culturale in armonia coi nostri tempi. Claudia Mancina, Ma la sinistra non vota per Geremek La sinistra europea, non solo quella di radice comunista, ma anche quella socialdemocratica, tarda ancora a realizzare che l’Ottantanove ha prodotto, a livello globale, un “mondo nuovo” e finisce per ricalcare vecchi schemi. Gli Stati Uniti, invece, dopo il trauma dell’11 settembre, sia pure all’insegna dell’unipolarismo neoconservatore, vanno elaborando una loro strategia rispetto alla quale l’Europa finisce per restare, in modo differenziato, subalterna. Francesco Leoncini, “We expected better” I milioni di persone che scesero nelle vie e nelle piazze in quell’ormai lontano tardo autunno 1989 non sognavano certo il ritorno ad una condizione di subalternità e di miseria come invece sembra stia accadendo. Melita Richter, La sala d’aspetto dell’Europa Illusioni e disillusioni ad Est ed Ovest, reciproche paure, ricerca di identità nell’Europa che si unisce. Romano Luperini, Ma poi non venne l’ “età dell’oro” Berlinguer aveva espresso tutti i suoi dubbi sul sistema sovietico, già inquadrato dai movimenti degli anni Sessanta-Settanta come una realtà dispotica all’interno e aggressiva all’esterno. Ma, poi, la caduta del muro di Berlino si è rivelata una grande illusione. Lo scatenamento delle logiche “globaliste” e dell’imperialismo americano, privo ormai di reali antagonisti, sono all’origine della crisi che oggi andiamo vivendo. Una crisi che, dopo anni di deserto culturale, postula (come invocano i movimenti “noglobal”) un nuovo senso di responsabilità e la nascita di un’etica planetaria. Marco Revelli, La rivincita dell’uomo delle tribù L’Ottantanove novecentesco (con la sua rivoluzione non violenta,“fatta con piedi”) fu una grande occasione. Ma un’occasione mancata. Invece di andare verso la terra patria, auspicata da Edgar Morin, o verso l’ideale balducciano dell’uomo planetario, si è lasciato che i “grandi Leviatani” riprendessero il sopravvento. Già la prima Guerra del Golfo (come lo stesso Balducci aveva denunciato) era stato un drammatico annuncio di come i Signori della Terra avrebbero teso sempre più a definirsi come Signori della Guerra. II. Interviste Predrag Matvejević, Democrazia o “Democratura”? Intervista a cura di Severino Saccardi Predrag Matvejevic ricorda le difficoltà delle differenziate “transizioni” nel “mondo ex” di quella che veniva definita come “l’altra Europa” e ribadisce il valore della grande eredità del cosmopolitismo europeo per far affermare una “buona globalizzazione”. Adriano Sofri, Ma quante erano le divisioni del Papa? Intervista ad Adriano Sofri, a cura di Severino Saccardi In questa sua intervista, Adriano Sofri afferma che il muro di Berlino sarebbe cominciato a crollare ben prima del fatidico ’89: per le crepe aperte dalle lotte dei dissidenti degli operai dell’Est, ma soprattutto per effetto della straordinaria partecipazione alla prima visita del Papa in Polonia. Il dopo-muro, tuttavia, non ha portato una lineare “primavera dei popoli, ma anche il trionfo di un materialismo volgare e le tragedie delle guerre “etniche”. Su questi temi drammatici Sofri ricorda di aver appassionatamente discusso con il compianto presidente dell’ARCI, Tom Benetollo. III. Il mondo ex Maurizio Bassetti, Contraddizioni di un paese ex-sovietico L’esempio della Lituania un paese pieno di contraddizioni che dopo 15 anni dalla caduta del muro di Berlino entra a far parte dell’Unione Europea Roberto Mosi, Gli angeli sulla Cupola Dalla città divisa alla città luogo d’incontro fra Est ed Ovest: un percorso storico-politico attraverso la città simbolo della fine del “comunismo reale” e della nuova EuropaEdi Rabini, L’Europa vista dalla periferia A partire dalla ricostruzione di un percorso pluridecennale, può essere assunto un altro punto di vista per guardare la storia d’Europa: dal suo margine orientale. E’ in quest’ottica che il premio della Fondazione “Alex Langer” è stato attribuito, quest’anno alla polacca Fondazione “Pogranicze”, che privilegia le “questioni di confine” e favorisce il dialogo fra le diverse tradizioni religiose e le differenti identità etnico-culturali della zona di appartenenza. Krzysztof Czyżewski, Da Solidarnosc alle terre di confine Intervista a cura Edi Rabini Esperienze come quella di Solidarnosc hanno contribuito, fra mille rischi, a demolire l’oppressione totalitaria. Ma quello che manca al mondo di oggi è la solidarietà. C’è maniera degna e paritaria, i popoli dell’ex-Blocco dell’ Est. Mauro Martini, L’Europa e l’incertezza dei confini orientali Unione Europea e USA si sono posti in modo diverso rispetto alla fine del bipolarismo: molto più realisti e prammatici gli americani, più prudenti e incerti gli europei. Ma all’orizzonte si pongono nuove questioni riguardo ad ulteriori allargamenti dell’EU ad est nei territori della ex-URSS. Federigo Argentieri, Note di viaggio nella “nuova Europa” Esperienze di viaggio in alcuni Paesi dell’ex blocco sovietico sembrano attestare che la distinzione fra “vecchia” e “nuova” Europa, recentemente evocata nella polemica fra Rumsfeld e Chirac, non sarebbe del tutto campata in aria. La “grande Europa”, attualmente in costruzione, dovrà tener conto della particolare sensibilità e memoria storica della sua area centro-orientale. IV. Angolature Filippo Gentiloni, Nuovi muri e nuovo ateismo La Chiesa ha guardato con grandi aspettative al crollo del muro e del mondo comunista ma è ora assai perplessa do fronte a conseguenze inaspettate Lucio Niccolai, Non me lo sarei mai creso La visione dell’URSS nell’immaginario dei minatori e dei comunisti dell’Amiata ha dovuto fare i conti con il crollo del “Comunismo reale” ma oggi rimane vivo quel desiderio di un mondo diverso, più giusto, che sempre ha animato quelle zone, “terre di grandi utopie”. V. Memoria Wlodek Goldkorn, “Da cittadini liberi, in un paese libero” Un ricordo di Jacek Kuron e del suo profilo umano e culturale, caratterizzato da generosità umana e da un acuto senso politico che ha permesso l’ideazione delle forme di auto-organizzazione della società polacca (dal KOR a Solidarnosc), che hanno posto le premesse degli scardinanti eventi del 1989. Alex Langer, Non perdere un’occasione storica irripetibile La riproposizione di questo testo dello scomparso europarlamentare ed esponente del pensiero ecologista Alex Langer, scritto poco dopo i clamorosi fatti dell’89, ricorda quanto grande fosse, in quei giorni, l’istanza di una nuova ed ampia cooperazione paneuropea capace di coinvolgere, in maniera degna e paritaria, i popoli dell'ex-blocco dell'Est. Severino Saccardi, Un “sognatore di futuro” Nella nuova Europa, che deve ripensare il suo ruolo e dar spazio alla parte migliore della sua società civile, è importante far tesoro di lezioni ed esempi di passione civile e di disponibilità al dialogo come quello di Tom Benetollo. Marta Benetollo e Paolo Scaldaletti, Contadino veneto e cittadino del mondo Alcune parole-chiave per ricostruire il percorso umano, culturale e politico di Tom Benetollo e per ricordare il contributo decisivo del suo “realismo dolce”. Vincenzo Striano, In territori nuovi La particolare sensibilità di Tom Benetollo, spirito libero, sempre attento all’autonomia del sociale e consapevole della centralità dei temi internazionali, della cultura della pace e della nonviolenza, ha favorito non solo nell’ARCI, ma anche in altri movimenti, la nascita di una consapevolezza nuova ed ha posto al centro la questione del rapporto fra nuova soggettività e dimensione istituzionale della politica. Federigo Argentieri, Quel che ci affratellava di più L’impegno di Benetollo si intreccia con quello del pacifismo prima contro gli euromissili poi contro le guerre degli anni Novanta sempre con la consapevolezza dei limiti del movimento e l’ansia di superarli Nuccio Iovene, “Grazie per l'ottima compagnia” Tom Benetollo aveva dedicato tutte le sue energie all’ARCI, curando legami sociali e impegno politico con forza e creatività Luca, Laura, Giustina, Chiara e Carlo Benetollo, Caro zio Tom Tom Benetollo ha dimostrato, come un “lampadiere”, la capacità di aspettare i tempi degli altri, di saper dialogare, di essere speranza tra i disperati, debole con i deboli, ultimo con gli ultimi; ha fatto vedere come si può essere liberi di essere scomodi, di essere controcorrente, liberi di dimenticare se stessi per gli altri, di lasciare tutto per ciò che più conta. Mario Caciagli, Poesia e prosa tra politica e vita Mentre gli scritti politici e storici di Silvano Tanzini sono pieni di rigore e impegno, la sua attività letteraria sembra intrisa di ideologia e passione politica. Romano Luperini, Memorie di un sopravvissuto I racconti di Silvano Tanzini sembrano provenire da un sopravvissuto di un altro mondo quello rurale arcaico degli anni cinquanta, ma hanno una carica espressiva e insieme realistica che ci parlano ancora oggi di valori e esperienze non tramontate e utili per il presente. Marco Spinelli, Parte integrante di una esperienza storica Gli scritti di Tanzini ci invitano a lottare per quei grandi ideali di solidarietà e giustizia che derivano dalla tradizione operaia e politica di Colle Val d’Elsa Francesco Bezzi, La spiritualità laica di Silvano Tanzini Il libro di Tanzini ci ricorda che esiste un mondo fatto di persone autentiche e di valori forti Roberto Taioli, La benedizione del semplice Franco Toscani attraverso le sue poesie ci insegna ad uscire dall’anestesia del mondo di oggi ed a ri-imparare a percepire la natura. Lucio Niccolai, Un bel rock nella terra di nessuno L’ultimo cd Terra di nessuno del gruppo fiorentino Del Sangre costituisce una buona prova di rock italiano Andrea Bigalli, Il mito del Che tra cinema e letteratura La figura di Ernesto Guevara costituisce uno dei miti più solidi degli ultimi anni anche per le nuove generazioni. Nel film di Walter Salles I diari della motocicletta si rinnova con poesia e con cuore un momento particolare della sua vita: quello della scoperta di sé e dei propri ideali, il momento tipico delle scelte di vita.
SOMMARIO NUMERO 434 Severino Saccardi, Le squadre dell’East side e la Gorgone terrorista
Da dove nasce il terrore “globale” che minaccia la convivenza? Analisi assai
diverse fra loro, ma complentari, fanno riflettere sui guasti prodotti
dall’ idea dell’ imposizione della democrazia, che, invece, deve nascere,
in loco,da processi reali, rapportandosi alla relatività delle culture.
Il fondamentalismo armato, d’altra parte, secondo una certa lettura, è
. SOMMARIO NUMERO 433
Severino Saccardi,
2004: un anno, molti anniversari I
molti anniversari che ricorrono SOMMARIO NUMERO 432
Bijan Zarmandili,
Prima le donne e i bambini.
Intervista a cura di Severino Saccardi
Il significato profondo dell’esperienza dell’iraniana Shirin Ebadi, al
di là della rilevanza mediatica che essa ha assunto al momento
dell’attribuzione del premio Nobel, risiede soprattutto nella sua
capacità di rappresentare le istanze dei soggetti che maggiormente
subiscono il peso della cultura teocratica e maschilista: le donne e i
bambini.
Stefano
Beccastrini, Un malpensante,
renitente al fato: ricordo di Cesare Luporini.Un
ricordo del gran
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