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elaborazione grafica
e strutturale sito
a
cura di:
Bianca Maria Bassetti
|
ANNO 2003
SOMMARIO NUMERO
430-431
Vincenzo
Striano,
I
caffè doppio ed il
voto degli immigrati
Il dibattito sulla possibile partecipazione degli immigrati
al voto amministrativo (riacceso dall’inattesa sortita di Gianfranco Fini)
evidenzia
il bisogno di un profondo ripensamento da parte delle forze politiche della
sinistra, che devono, con ben altro
coraggio
collegare "buona integrazione" e cultura dei diritti.
Franco Toscani
,
Un dono destinato al naufragio
Una
riflessione a partire da grandi filosofi del passato sull’importanza
della speculazione filosofica: chi pensa, pensa per tutti ed è al
servizio di tutti
L’identità
perduta: scuola e formazione in Italia,
sezione monotematica a cura di Severino Saccardi
I
Dell’educazione negli anni 2000
Severino
Saccardi, Un’Istituzione-Titanic?
La
Scuola, che appare sempre più come un’istituzione in cerca d’autore e
di identità, ha bisogno di trasformazioni incentrate non su un generico e
superficiale “nuovismo” ma sull’assunzione di una visione culturale
che congiunga specificità e carattere interdisciplinare del sapere, in un
percorso di inquadramento critico del “mondo globale. C’è bisogno,
anche, di riscoprire l’importanza della
spinta motivazionale nell’apprendimento, combattendo la rinascita di
forme nuove di autoritarismo, senza cadere nell’assunzione acritica
della tipologia “attimo fuggente”del modello di insegnamento.
Mauro Ceruti, Educare nel tempo della
complessità
In
un mondo dove accelerazione, globalizzazione e imprevedibilità
caratterizzano anche i saperi umani è necessario pensare ed elaborare un
nuovo patto fra gli individui da un lato, le organizzazioni e le
istituzioni dall’altro in cui si aiutino le persone a percepirsi come
un'identità multipla, aiutandole nel contempo a percepire gli altri come
identità altrettanto multiple
Maurizio Bassetti,
Domande di fondo su un difficile
mestiere
Quale
ruolo e funzione deve avere l’insegnante nella nuova civiltà
globalizzata? L’insegnante è un educatore o un professionista della sua
disciplina? Deve essere libero o deve seguire percorsi prestabiliti? Ha il
compito di stimolare negli alunni il senso critico o di aiutarli ad
inserirsi nella società?
Andrea Bigalli,
“Contro i classisti che siete voi…”
L’educazione
non può ridursi ad una logica di interesse personale, particolare o di
classe ma deve misurarsi sui grandi temi della formazione umana e ideale
II Una cruciale questione politico-culturale
Attilio Monasta,
La scuola di tutti
E’
necessaria una nuova azione riformatrice che abbia un largo consenso e che
punti a creare una scuola di tutti, vero “servizio pubblico”, in
funzione dell’interesse generale, strutturata in un sistema flessibile,
in cui si realizza una progressiva evoluzione della professionalità e
dello stato giuridico degli insegnanti
Renzo Bonaiuti,
Da Berlinguer/De Mauro a Moratti a… Bastico.Da
un’analisi del processo legislativo italiano per la scuola degli ultimi
anni alcune considerazioni e proposte che mirino ad un coinvolgimento
maggiore degli insegnanti e ad una maggiore condivisione e di consenso.
Roberto Mosi,
Qual è la scuola più bella del reame?E’
difficile trovare le soluzioni per una scuola ideale ma è interessante
vedere come si stanno muovendo le regioni all’interno dei progetti per
il federalismo
Massimo
Batoni,
Tra risparmio e logica d’élite
I
provvedimenti della riforma Moratti corrispondono ad un disegno preciso,
coerente, sono paralleli e sinergici con quelli su Università e Ricerca,
sanità, mercato del lavoro, pensioni. Sono conseguenti ad una precisa
idea di società basata sul
concetto che la competitività di mercato si può assicurare solo
attraverso la riduzione del costo del lavoro e dei diritti del lavoratore.
Vittoria
Franco,
Euroscuola
Di
fronte alla tendenza attuale di un ritorno alla scuola delle gerarchie è
necessario ritrovare il senso, già a suo tempo ribadito a livello
europeo, di un insegnamento di qualità in cui predomina l’istruzione
all’apprendimento
Gianni
Manzini,
Una deriva da arrestare
L’approvazione
della legge 53/2003 apre una nuova fase dai contorni incerti in cui si
alimenta la confusione e un senso di frustrazione diffuso
Renzo
Foa,
Senza
aspettare Godot
La
scuola italiana ha bisogno di un rinnovamento che vada nella direzione
indicata dalla riforma Moratti con un legame più stretto con il mondo del
lavoro, una competitività che spinge alla qualità e un rapporto virtuoso
tra modelli diversi
Enrico Panini, Il Ministero
della descolarizzazione
La
riforma Moratti ha i connotati di una vera “controriforma” con la
diminuzione dell’obbligo scolastico, il precocismo nelle scelte dei
bambini e l’affossamento di tante buone iniziative già sperimentate
Daniela Colturani,
A quando stagioni di maggiore ragionevolezza?
La
nuova riforma della scuola presenta molte ombre e insidie e necessita un
ripensamento che punti a riconsiderare il ruolo centrale del personale
della scuola in ogni processo innovativo
Silvana
Varcica, Un
supermercato del sapere?
Di
fronte al nuovo modello che si sta proponendo di scuola come un
“supermercato della conoscenza” bisogna ribadire la scelta alternativa
di un’istruzione laica, attenta alle differenze, alla relazione e alla
cooperazione
III.
Nel caleidoscopio dell’istruzione
Andrea Ranieri,
I Pierini di 5 anni
Con
la nuova riforma la scuola dell’infanzia viene compressa e snaturata
nell’idea di una formazione che prepari consumatori più che cittadini
Lucio
Niccolai, Istruzione professionale: avanti verso il passato L’Istruzione
professionale, dopo il lungo processo di emancipazione che l’aveva
ricollocata allo stesso livello delle altre offerte dell’Istruzione
superiore statale, con la riforma Moratti viene rigettata nel limbo di una
scuola di formazione per il lavoro. Sandra
Landi,
Sporcarsi le mani nel fare
Bisogna
puntare ad una scuola di massa capace di offrire a tutti i mezzi necessari per
realizzare la propria personalità, senza confondere il diritto al successo formativo con il diritto al diploma, e scoprendo un nuovo modo per fare
cultura in cui si insegna a porre
domande, elaborare ipotesi, ci
si esercita alla consultazione, alla scelta
e all’approfondimento, di cui
si sostanzia la cultura della
ricerca.
Francesco
Bernabei,
Cittadellarte:
un’esperienza di formazione
L’esperienza
formativa dell’istituzione Cittadellarte fondata da Michelangelo
Pistoletto in cui si coniuga arte, cultura e educazione
Gioacchino
Garofali, Interagire con il cambiamento del mondo
Nei
processi di cambiamento in atto le istituzioni educative devono affrontare
la sfida del futuro, anticipando i mutamenti della domanda di lavoro,
avviando una analisi sistematica sia di tale domanda, sia della derivata
domanda di formazione e di competenze e quindi la messa in rete di conoscenze e competenze
disponibili o da formare rappresenta una modalità imprescindibile della
capacità di progetto e di trasformazione della societàVanni
Pettinà e Giulia
Pruneti, Un’altra chance…
Intervista a Lucia, Simona, Martina ed Erica
Una
breve indagine sul rapporto dei giovani con la scuola attraverso la voce
di alcuni adolescenti che, dopo aver abbandonato il percorso di studi
tradizionale, hanno deciso di tornare ad investire sulla propria
formazione con modalità differenti
IV.A scuola con l’Altro
Graziella
Favaro,
Il mondo in classe
In
Italia la scuola si è configurata fin dall’inizio del fenomeno
migratorio come luogo di integrazione,
di scambio culturale, di incontro con lingue e storie ma non sempre le
risposte organizzative sono state adeguate; nasce dunque la necessità di
rendere “normale” ciò che finora ha avuto piuttosto il carattere di
evento emergenziale: insegnare in una classe plurilingue e multiculturale
Mauro
Sbordoni, Un
aereo per raggiungere la scuola
L’integrazione
degli alunni stranieri nella scuola italiana ha fatto grandi passi ma è
ora messa in difficoltà dalle recenti disposizioni governative
Bruno
Becchi,
Preludi di intercultura nell’opera
di don Milani
Don
Lorenzo Milani, con quella capacità che hanno i grandi di anticipare il
futuro, aveva impostato la sua opera educativa su un profondo rispetto
dell’altro al di là dei confini, fornendo ai suoi alunni strumenti per
un vero dialogo interculturale
V.
Pubblico e Privato
Corrado Mauceri,
Non
scordare i principi costituzionali
La
scuola statale è istituita nell’interesse prevalente della collettività
di formare cittadini culturalmente aperti al confronto, la scuola privata
corrisponde invece all’interesse privato di garantire una educazione
orientata secondo specifiche esigenze: per questo motivo bisogna arginare
una visione anticostituzionale in cui il modello d’istruzione è
fortemente caratterizzato da scelte ed
esigenze privatistiche e la scuola privata è a carico di tutti i
cittadini.
Padre
Antonio Perrone, La
dirimente questione della qualità, Intervista
a cura di S. SaccardiIn
un sistema di istruzione pubblica, al quale concorrono su un piano di
parità scuole statali e scuole parificate non statali, alle quali
dovrebbero essere assicurate risorse adeguate, la questione di fondo
diviene quella della qualità dell’insegnamento che, nell’ambito di
una pluralità di esperienze, dovrebbe sapersi misurare con i problemi e
le contraddizioni della nostra società
Dossier
Africa: Ruanda e Congo
Costantino
Tessarin,
Viaggio nel Ruanda che crede nel futuro
Una
testimonianza dal Ruanda: paese di bambini, paese martoriato dall’odio
etnico, paese che spera nel futuro
Giusy
Baioni e Raimondo
Carìa, Congo: l'amaro prezzo
della pace
Nella
Repubblica Democratica del Congo si continua a morire. Dopo quattro anni
di guerra e l'olocausto di tre milioni di civili, i signori della guerra
sperimentano, sul campo, nuove efferate strategie indirette, mentre sul
piano diplomatico sostengono, formalmente, l'accelerazione del processo di
pace. Intanto l’Unione Europea fa capolino nella Regione dei Grandi
Laghi inviando la sua prima missione militare, e - mentre l’Onu decide
rafforzare il mandato alla sua missione in Congo e l’embargo delle armi
sulla regione - gli Usa tolgono l’embargo al Ruanda.Roberto Mosi
e Leonardo Ferri, La Compagnia
della Fortezza
L’esperienza
volterrana ha permesso al teatro di entrare nel carcere ed al carcere di
mostrarsi alla società civile. Un percorso nato e cresciuto fra
soddisfazioni e dolori che mostra un volto diverso di una realtà
drammatica quale quella carceraria dove sovraffollamento e disagio rendono
possibile il morire di detenzione.
Giovanni
Allegretti,
L'ascolto preventivo: suggestioni dalla Mostra del Cinema di VeneziaLa
Mostra del Cinema di Venezia 2003 è stata un’edizione importante che -
speriamo - possa garantire la riconferma al suo direttore Maurice De
Hadeln, che ha perseguito un’importante linea di dialogo tra culture e
l’obiettivo di una maggiore apertura del festival al grande pubblico.Luciano
Alberti,
Al
cinema per non dimenticare
Attraverso
due recenti film italiani l’occasione di un ripensamento sul nostro
passato e sul rapporto tra recupero della memoria e giovani generazioni
Andrea
Bigalli, Cosmopolis:
i linguaggi
della dispersione
Una
recensione al romanzo di Don DeLillo, Cosmopolis
che parla dell’impossibilità della salvezza, attraverso le vicende del
protagonista, per tutto un sistema di conoscenza, consumi, rapporti, vita:
quello occidentale
SOMMARIO NUMERO 429
Cecenia: un deserto chiamato “pace”,
Appello di
“Testimonianze” e di altre realtà della città di Firenze. Severino
Saccardi, Simone Siliani
, Al Presidente di turno dell’UE: lettera aperta sulla Cecenia.
Alex Langer, Cecenia: un Paese a
“sovranità limitata”
In un inedito fornitoci dalla
“Fondazione Langer”, le considerazioni del compianto intellettuale ed
esponente politico ambientalista in
seguito ad un suo viaggio nel 1994 in “una situazione di frontiera”
come quella della Cecenia. L’ipotesi
Dio all’alba del nuovo millennio,
sezione monografica a cura di Severino
Saccardi. Pietro
Leandro Di Giorgi, Severino Saccardi, Note
introduttive
Schemi
di riflessione e di lavoro redazionale a partire dai quali è iniziato il
dibattito sull’Ipotesi Dio.
Severino Saccardi,
Un’immagine che ci segue
Dall’immagine della “morte”
a quella del “ritorno” di Dio, le vicende
culturali degli ultimi decenni hanno segnato passaggi controversi
fino alla situazione attuale in cui, in un mondo frastagliato,
lacerato e asimmetrico, la sfida del tempo presente per religioni e Chiese
è quella di dover ripensare profondamente le forme della loro presenza e
del rapporto fra dimensione interiore della
fede religiosa e cammino umano nella storia. Fabio Dei, Sul reincanto del mondo.
Il “reicanto” del mondo nasce dalla crisi
nella società postmoderna della secolarizzazione e del “disincanto”
costruito dalla classe dominante borghese nel ‘900. Filippo Gentiloni,
Un Dio più vicino a noi.
Dopo la crisi dell’eclissi di Dio e un ritorno del religioso
ci si trova di fronte al dilemma di un’ipotesi di Dio che oscilla tra
“debolezza” e “integralismo” rispetto alla quale è necessario
trovare una terza via. Lucetta
Scaraffia, Nessuno
parla più di Dio, oggi. Sembra che di Dio, ormai, la nostra società
faccia benissimo a meno e che abbia sostituito il riferimento alla
fede religiosa con un “umanitarismo laico” che però risulta fragile e
insufficiente. Andrea Spini, I
fili di sete di Sombart.
Il post-moderno ci consegna non più un "regime della verità, ma
il sistema dell'anomia legittimata: è
necessaria quindi una nuova strategia della Ratio che, a differenza del
passato, non si affermi escludendo
ma includendo, non cancellando
ma integrando le differenze.
Franco
Campoli,
Una progettualità dalle buone
radici.
I cattolici praticanti e non, assieme ai laici
impegnati, hanno in comune una voglia di concretezza nell’affrontare,
insieme e alla radice, i problemi vecchi e nuovi che si pongono all’alba
di questo millennio, superando le vecchie appartenenze formali in nome di
un impegno e responsabilità comune. Andrea
Bigalli, L’ombra di Dio.
Le
religioni devono trovare la loro dimensione nell’articolare la
solidarietà come spiritualità dell’azione, il gesto solidale come
inveramento e verifica della fede, e nel coniugare l’attenzione alle
cose che non si vedono con la realtà che si abita. Giuseppe Vettori,
Il
mormorio di un vento leggero
Il volto di Dio va
riconosciuto nelle persone e nelle cose per affermare fra di esse la
giustizia, la verità e la pace, su cui si regge il mondo per ogni fede.
Armido Rizzi, Fame di senso e
fame di pane.
Chi ha
fame di Dio non potrà placare la propria fame se non procurando pane a
chi ha fame di pane: il senso della vita si trova quando si trascende la
propria individualità dei bisogni e desideri verso l’universalità
qualitativa di ogni atto di presenza all’altro, di ogni atto che
permetta l’irruzione del Dio-per-l’uomo. Franco
Toscani, Note teologico-filosofiche
nel “tempo di privazione”
Il compito del pensiero
consiste nel cercare di pensare ciò che è più degno di essere pensato,
ovvero l’uomo e il suo limite, nel custodire la verità dei sentimenti,
che è la vera sorgente del divino, nel mantenersi fedele alla terra,
sapendo che questa fedeltà comporta l’obbligo di sottrarsi alla volontà
di
potenza economica, politica e scientifico-tecnologica che oggi minaccia il
pianeta e lo minaccerà sempre più. Alfredo
Jacopozzi, Nel segno di una
teologia negativa.
Di fronte all’abbandono delle convinzioni religiose e alla
cancellazione delle immagini tradizionali di Dio, che non reggono rispetto
alla nuova sensibilità culturale, ci vuole una efficace teologia negativa
nella cornice di una cultura che si confronti al di fuori del linguaggio
espressamente religioso e impari oggi dalla poesia e dalla letteratura,
dalle arti figurative, dai grandi fenomeni di massa del nostro tempo. Bruno
Di Porto, Un umanesimo ebraico.
Vi è una grande comune
responsabilità delle religioni verso il destino umano e verso la salute
del pianeta e l’ipotesi dell’esistenza di Dio si regge su una volontà
umana di dar senso all’universo, su una sensazione umana di essere
interpellati dall’alto, su un patrimonio di testi che denotano l’alta
ispirazione e su una disposizione umana a far posto a Dio sulla terra. Maurizio
Abbà, Un Dio di tutti.
Di
fronte ai dubbi e alle difficoltà nel credere in Dio è necessario
ritrovare una strada umile che sappia riconoscere la gioia del credere.Andrea
Cardone, La democrazia e
lo sguardo della Gorgone.
Il
pensiero democratico nel costituzionalismo del Novecento come chiave di
lettura del dibattito interno alla Sinistra italiana.
Simone
Siliani, La
Riforma della Pubblica Amministrazione e i new global. E’
necessario riprendere il dibattito per la riforma della Pubblica
Amministrazione avendo come prospettiva la realizzazione di obiettivi di
regolazione e controllo, sotto i quali varie parti delle attività
potrebbero essere svolte da soggetti privati. Giovanni
Allegretti, Anche in
Indonesia c’è il Bilancio Partecipativo.
Oggi
in Indonesia, il più grande paese asiatico a prevalenza musulmana, si
tenta di ricostruire la democrazia a partire ‘dal basso’, utilizzando
nuovi strumenti come il Bilancio Partecipativo, di cui in alcuni territori
dell’arcipelago si tenta oggi un adattamento critico.
Allaman Allamani, Ilaria Basetti Sani, In
comunità per combattere il “bere a rischio”.
La realizzazione di un progetto di prevenzione
all’alcol nel quartiere di Rifredi a Firenze ha dimostrato
l’importanza dell’azione degli esperti legata alla partecipazione dei
cittadini.Mary Malucchi Alla scuola dei
taleban: quale lezione per l'Occidente?
L’ultimo libro di Giuliana Sgrena, attraverso un viaggio nel
mondo dell’islam, ci mostra come il talebanismo rappresenti, agli occhi
delle masse islamiche, l’ambizione di un mondo altro, senza compromessi
col sistema dominante, senza indulgenza per i regimi arabi corrotti, in
qualche modo alleati o subalterni all’Occidente. Lodovico
Grassi, Ernesto Balducci tra Chiesa e modernità.
Una
lettura storico-critica del percorso di Ernesto Balducci, proposta da uno
studio di Bruna Bocchini Camaiani, che appare destinata a durare, per la
ricchezza di documenti inediti e per gli inediti elementi di implicita
biografia che fornisce. Pietro L. Di
Giorgi, Se la profezia si
combina con la laicità.
Il rapporto di Balducci con alcuni teologi protestanti e i temi
della "mutazione antropologica" e dell'"ethos
planetario" in un volume di Luciano Martini dedicato ad alcuni nodi
concettuali dell’itinerario balducciano. Sauro
Albisani, Verso una città futura.
Considerazioni
in forma di lettera di un poeta “betocchiano” sul libro di Luciano
Martini, dedicato alla figura di Ernesto Balducci. .
SOMMARIO NUMERO 428
Severino
Saccardi, Dopo l’Iraq. Mentre il
terrorismo appare, dopo l’intervento armato in Iraq, tutt’altro che
indebolito e sconfitto, è necessario tornare ad interrogarsi in modo
nuovo, di fronte ad una situazione di grande complessità, sui temi della
pace e della guerra e sull’elaborazione di una strategia che contrasti
in modo non ideologico l’unilateralismo americano. Franco Toscani, La tecnica
e la "cura del tutto" in Hans Jonas. Il rischio inquietante
della situazione attuale consiste nel fatto che, con
l'aumento del potere tecnico, diminuisca sempre più l'umanità dell'uomo
e peggiori la qualità della vita; perciò Jonas propone per il terzo
millennio un nuovo modo di pensare che risvegli "l'attenzione su ciò
che è irrinunciabile" e collochi al centro l'idea di
responsabilità. Lucio Niccolai, Pellegrini in un mondo turbato. Introduzione
Mons. Liberio Andreatta, Il Creato santuario di Dio Il
pellegrinaggio è la metafora dell’esperienza dell’uomo che vive nel
presente. Può essere inteso anche come catechesi, incontro dell’uomo
con se stesso, con i fratelli, con Dio, e in un mondo conflittuale come
quello di oggi si può trovare uno spazio, una dimensione, un luogo dove
tutti siamo uguali: il creato. Giovanni
Cardinali, Luciano Della Mea: restituire la
parola ai "senza storia"Un appassionato ricordo di Della Mea
nel suo soggiorno aretino e nel suo impegno per la riforma dei manicomi Adriano
Sofri, Tradurre in storie la sensibilità esistenziale Era l’abilità
la "vocazione" particolare, dal punto di vista umano e politico,
di un intellettuale impegnato ed atipico come Luciano Della Mea, il
"fratello maggiore" che Adriano Sofri ha ricordato nella
dichiarazione, che abbiamo raccolto nella visita che gli abbiamo fatto nel
carcere "Don Bosco" di Pisa e di cui riportiamo la trascrizione.
Luciano della Mea, Camicie colorate e camici bianchi L’esperienza
di Luciano Della Mea negli anni 70 ad Arezzo per la riforma del sistema
dei manicomi: un periodo fondamentale per l’evoluzione della psichiatria
moderna.Pensare
la pace dopo l’Iraq. Sezione monotematica a cura di Severino
Saccardi. Bijan Zarmandili, Il dopoguerra: nuovo ordine o
disordine prolungato? Intervista a cura di Severino Saccardi (con la
collaborazione di Giulia Pruneti) La situazione irachena rivela come sia
stato più facile, per le forze angloamericane, vincere la guerra che non
"vincere la pace" nel contesto di una società e di una realtà,
delle quali sono stati sottovalutati gli elementi di complessità, che mal
sopportano la trasposizione meccanica di formule di carattere generale,
legate alla pretesa strumentale ed ideologica dell’esportazione della
democrazia. Andrea Bigalli, Sulla "convenienza"
della guerra Il potere militare, che si poteva immaginare sotto il
controllo di quello economico, si riprende notevoli spazi proprio in
virtù di una riaffermata "convenienza" della guerra contro cui
il pacifismo deve riuscire ad affermare il valore etico della pace. Adriano
Sofri, Tra il Papa e Michnik. Intervista a cura di Severino
Saccardi, (Con la collaborazione di Paolo Capezzone e Leonardo Ferri) L’angoscia
del Papa di fronte ai drammi del mondo contemporaneo e le posizioni di un
intellettuale laico e democratico polacco come Michnik vengono
emblematicamente messe a confronto, in questo colloquio con Adriano Sofri,
per contribuire a mettere a fuoco, nell’incerta situazione del dopo-Iraq,
i temi della pace e della guerra, della difesa dei diritti umani, dei
dilemmi del pacifismo e della difficile coniugazione fra la condanna dell’unilateralismo
statunitense e quella delle ambiguità dell’
"antiamericanismo". Giuliano Della Pergola, L’Iraq,
gli anglo - americani e il movimento pacifista Dopo un conflitto
illegittimo, che ci ha coinvolto emotivamente, si preparano scenari
inquietanti di una strategia americana tesa ad imporre un nuovo
"ordine mediorientale" sotto la loro tutela. Vincenzo Striano,
Chi l’ha detto che la guerra è inevitabile? Grandi
e inimmaginabili cambiamenti sono possibili senza la guerra e il movimento
pacifista è chiamato a continuare la sua strada coinvolgendo tutta la
società e infondendo nuova linfa vitale nelle forze politiche. Edi
Rabini, Un recinto per la bestia della Forza Nuove guerre e
culture della pace a partire dal pensiero e dall’opera di Alexander
Langer. Alì Rashid, Lo spazio della politica nella prevenzione
dei conflitti. Intervista a cura di Roberto Mosi Il ruolo dell’opinione
pubblica è stato fondamentale per arginare l’uso indiscriminato della
forza e, anche se non è riuscito a fermare la guerra in Iraq, ne ha
delegittimato l’ideologia di scontro di civiltà. Ancora è possibile
far riprendere il giusto ruolo della politica per la soluzione dei grandi
conflitti internazionali. Maurizio Abbà, Quando la guerra è
finita Molti sono i pericoli in agguato dopo la guerra, dall’islamofobia
all’antimericanismo, dalla continuazione di un’economia di morte alle
difficoltà dell’impegno pacifista: per i cristiani si pone la
necessità di un reale incontro ecumenico per una società più libera e
più giusta. Enzo Bianchi, Non nominare il nome di Dio
invano Intervista a cura di Severino Saccardi (con la collaborazione
di Davide De Grazia) Da parte delle Chiese cristiane e dei cristiani è
necessario far sentire all’islam il loro rifiuto di un atteggiamento di
scontro tra religioni e civiltà che la guerra in Iraq ha rischiato di
assumere. Giannino Piana, La "Pacem in terris":
dal rifiuto della guerra alla promozione della pace Il messaggio della
Pacem in terris sembra essere sempre più attuale con il suo invito
a sentimenti di tolleranza e di dialogo e alla ricerca di soluzioni
pacifiche anche sul terreno strutturale. La pace è una realtà che non
può mai dirsi definitivamente raggiunta ma che va costantemente promossa
attraverso un processo di conversione interiore e attraverso forme di
mediazione politica per la composizione di ogni conflitto. Gianni Cioli,
A proposito della dottrina cattolica sulla guerra La Chiesa dopo un
passato di legittimazione della guerra "giusta" ha ormai
imboccato una strada decisamente pacifista. Umberto Allegretti, L’Italia
ripudia la guerra. Intervista a cura di Davide De Grazia Di fronte al
perpetuarsi di conflitti nel mondo è necessario e utile un provvedimento
di attuazione dell’articolo 11 della Costituzione italiana per impedirne
le interpretazioni abusive o scorrette e far sentire la vocazione
pacifista del popolo italiano. Chiara Bonaiuti, 185: una
legge sotto tiro Le conseguenze delle modifiche alla legge n. 185/90 Andrea
Giuntini, Sulla "guerra globale" Un interessante
libro di Carlo Galli sulla "guerra globale" interpreta le guerre
moderne come modalità della globalizzazione. Roberto Mosi, Che
cosa deve portare con sé Alice al di là dello specchio ? Il libro La
paura e l’arroganza a cura di Franco Cardini rappresenta un’operazione
culturale di rilievo che sembra però fermarsi entro i confini che
delimitano il prato: lungo il percorso della ricerca del dialogo, sarebbe
di notevole interesse superare questi confini segnati dalla paura
per un confronto più ravvicinato e diretto su progetti a misura
dell’epoca planetaria nella quale viviamo. Costanza Mosi, La
guerra in "Rete" I giornali on line, i siti di protesta, i
blog: un nuovo modo di raccontare la guerra. Vanni Pettinà e Giulia
Pruneti, Tanti corpi tutti in fila coperti da un telo. Intervista
a Sara. Le immagini del conflitto viste con gli occhi di un’adolescente.
Mary Malucchi e Francesco Bezzi, Educare alla pace in tempi di
guerra Soltanto se avrà trovato precocemente strutture adulte
giustamente orientate e strutturate il bambino da grande svilupperà
comportamenti responsabili: la scuola fin dalla prima infanzia ha il
compito di offrire questo tipo di ambiente quale premessa per la
costruzione di una cultura di pace. Francesco Donfrancesco, Dall’odio
al perdono Di fronte alle dinamiche che si creano tra vittima e
carnefice l’unica strada di superamento è quella del perdono e del
pentimento intesi come facce della stessa medaglia in una diade
indissolubile: il pentimento come amore dolente del carnefice per la sua
vittima e il perdono come amore con il quale la vittima riconosce la
conversione del suo carnefice e lo accoglie. Marco
Giuliani, Maiano Lavacchio, 25 Aprile Attraverso
il ricordo di un tragico episodio, poco conosciuto ma estremamente
significativo, della seconda guerra mondiale nel grossetano un’occasione
per sentirsi dalla parte giusta per la pace e la democrazia e per
recuperare, nella memoria, insegnamenti per la cultura non violenta del
domani. Corrado Barontini,, La strage d’Istia d’Ombrone La
ricostruzione del barbaro eccidio degli undici renitenti alla leva da
parte dei repubblichini nel Comune di Magliano in Toscana. Franco
Campoli, L’arte dell’Altro Un esempio
di come l’arte, ispirandosi ai valori profondi della religione, può
divenire mezzo di conoscenza, dialogo e pace tra gli uomini. Tonino
Virone, L’alba selvaggia del sogno americano Il melting pot
degli Stati Uniti si è formato da drammatici, conflittuali e spesso
misconosciuti processi di integrazione delle minoranze etniche via via
immigrate. Attraverso il film Gang of New York di Martin Scorsese
si ripercorre la nascita d’una nazione nella sua violenta fase cruciale
di metà Ottocento
SOMMARIO NUMERO 427
Severino Saccardi,
Bandiere di pace e venti di guerra. Francesco Papafava, Quel
territorio fra il mare e il Giordano. Europa
tra radici cristiane e laicità, sezione monotematica a cura di Severino
Saccardi. Maurizio Abbà, Radici e frutti dell'albero Europa. Franco
Toscani, Come pensare Europa. Alfredo Iacopozzi, Cristianesimo
come civil religion?. Jolanda Guardi, Definirsi indefinitamente. Giuseppe
Vettori, L'antico sogno di Paolo. Massimo
Batoni, Il giorno del giudice Caponnetto. Pia Blandano, Nino
Caponnetto lo incontrai sette anni fa.
Un unico pianeta (atti del convegno di Santa Brigida 26 ottobre 2002). Pierluigi
Di Piazza, Le tribù della terra e la salvaguardia del creato.
Bruno Di Porto, Protezione delle identità ed universalismo nel
villaggio planetario. Raffaele Volpe, Cristianesimo, laicità,
prospettive dello sviluppo umano. Barrie Simmons, La Grande Pace
naturale. Ali Nur Al Musafir Al Jerrahi, L'islam, la pace, i
diritti dell'uomo. Mauro Ceruti, La Terra-Patria e l'etica
planetaria. Vittoria Franco, Cultura dei diritti e tutela della
biosfera. Severino Saccardi, Oltre il vecchio modo di pensare. Lucio
Niccolai, Tracce...esperienze culturali dall'Amiata.Franco
Taioli, Alterità, senso di Dio e dialogo nell'autobiografia di Martin
Buber. Valerio Del Nero, Ultime lettere dalla Resistenza.
Franco Campoli, Esperienza religiosa, modernità ed arti visive.
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