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a cura di: 

Bianca Maria Bassetti

 

 

 

 

 

 

 

 

ANNO 2003

SOMMARIO NUMERO 430-431

 

Vincenzo Striano,  I caffè doppio ed il voto degli immigrati Il dibattito sulla possibile partecipazione degli immigrati al voto amministrativo (riacceso dall’inattesa sortita di Gianfranco Fini) evidenzia il bisogno di un profondo ripensamento da parte delle forze politiche della sinistra, che devono, con  ben altro coraggio collegare "buona integrazione" e cultura dei diritti. Franco Toscani , Un dono destinato al naufragio Una riflessione a partire da grandi filosofi del passato sull’importanza della speculazione filosofica: chi pensa, pensa per tutti ed è al servizio di tutti L’identità perduta: scuola e formazione in Italia, sezione monotematica a cura di Severino Saccardi  I Dell’educazione negli anni 2000 Severino Saccardi, Un’Istituzione-Titanic? La Scuola, che appare sempre più come un’istituzione in cerca d’autore e di identità, ha bisogno di trasformazioni incentrate non su un generico e superficiale “nuovismo” ma sull’assunzione di una visione culturale che congiunga specificità e carattere interdisciplinare del sapere, in un percorso di inquadramento critico del “mondo globale. C’è bisogno, anche, di riscoprire l’importanza  della spinta motivazionale nell’apprendimento, combattendo la rinascita di forme nuove di autoritarismo, senza cadere nell’assunzione acritica della tipologia “attimo fuggente”del modello di insegnamento. Mauro Ceruti, Educare nel tempo della complessità In un mondo dove accelerazione, globalizzazione e imprevedibilità caratterizzano anche i saperi umani è necessario pensare ed elaborare un nuovo patto fra gli individui da un lato, le organizzazioni e le istituzioni dall’altro in cui si aiutino le persone a percepirsi come un'identità multipla, aiutandole nel contempo a percepire gli altri come identità altrettanto multiple Maurizio Bassetti, Domande di fondo su un difficile mestiere Quale ruolo e funzione deve avere l’insegnante nella nuova civiltà globalizzata? L’insegnante è un educatore o un professionista della sua disciplina? Deve essere libero o deve seguire percorsi prestabiliti? Ha il compito di stimolare negli alunni il senso critico o di aiutarli ad inserirsi nella società?   Andrea Bigalli, “Contro i classisti che siete voi…” L’educazione non può ridursi ad una logica di interesse personale, particolare o di classe ma deve misurarsi sui grandi temi della formazione umana e ideale   II Una cruciale questione politico-culturale  Attilio Monasta, La scuola di tutti E’ necessaria una nuova azione riformatrice che abbia un largo consenso e che punti a creare una scuola di tutti, vero “servizio pubblico”, in funzione dell’interesse generale, strutturata in un sistema flessibile, in cui si realizza una progressiva evoluzione della professionalità e dello stato giuridico degli insegnanti Renzo Bonaiuti, Da Berlinguer/De Mauro a Moratti a… Bastico.Da un’analisi del processo legislativo italiano per la scuola degli ultimi anni alcune considerazioni e proposte che mirino ad un coinvolgimento maggiore degli insegnanti e ad una maggiore condivisione e di consenso. Roberto Mosi, Qual è la scuola più bella del reame?E’ difficile trovare le soluzioni per una scuola ideale ma è interessante vedere come si stanno muovendo le regioni all’interno dei progetti per il federalismo Massimo Batoni, Tra risparmio e logica d’élite I provvedimenti della riforma Moratti corrispondono ad un disegno preciso, coerente, sono paralleli e sinergici con quelli su Università e Ricerca, sanità, mercato del lavoro, pensioni. Sono conseguenti ad una precisa idea di società  basata sul concetto che la competitività di mercato si può assicurare solo attraverso la riduzione del costo del lavoro e dei diritti del lavoratore. Vittoria Franco, Euroscuola Di fronte alla tendenza attuale di un ritorno alla scuola delle gerarchie è necessario ritrovare il senso, già a suo tempo ribadito a livello europeo, di un insegnamento di qualità in cui predomina l’istruzione all’apprendimento Gianni Manzini, Una deriva da arrestare L’approvazione della legge 53/2003 apre una nuova fase dai contorni incerti in cui si alimenta la confusione e un senso di frustrazione diffuso Renzo Foa, Senza aspettare Godot

La scuola italiana ha bisogno di un rinnovamento che vada nella direzione indicata dalla riforma Moratti con un legame più stretto con il mondo del lavoro, una competitività che spinge alla qualità e un rapporto virtuoso tra modelli diversi Enrico Panini, Il Ministero della descolarizzazione

La riforma Moratti ha i connotati di una vera “controriforma” con la diminuzione dell’obbligo scolastico, il precocismo nelle scelte dei bambini e l’affossamento di tante buone iniziative già sperimentate Daniela Colturani, A quando stagioni di maggiore ragionevolezza? La nuova riforma della scuola presenta molte ombre e insidie e necessita un ripensamento che punti a riconsiderare il ruolo centrale del personale della scuola in ogni processo innovativo Silvana Varcica, Un supermercato del sapere? Di fronte al nuovo modello che si sta proponendo di scuola come un “supermercato della conoscenza” bisogna ribadire la scelta alternativa di un’istruzione laica, attenta alle differenze, alla relazione e alla cooperazione III. Nel caleidoscopio  dell’istruzione Andrea Ranieri, I Pierini di 5 anni Con la nuova riforma la scuola dell’infanzia viene compressa e snaturata nell’idea di una formazione che prepari consumatori più che cittadini Lucio Niccolai, Istruzione professionale: avanti verso il passato L’Istruzione professionale, dopo il lungo processo di emancipazione che l’aveva ricollocata allo stesso livello delle altre offerte dell’Istruzione superiore statale, con la riforma Moratti viene rigettata nel limbo di una scuola di formazione per il lavoro. Sandra Landi, Sporcarsi le mani nel fare Bisogna puntare ad una scuola di massa capace di offrire a tutti i mezzi necessari per realizzare la propria personalità, senza confondere il diritto al successo formativo con il diritto al diploma, e scoprendo un nuovo modo per fare cultura in cui si insegna a  porre domande, elaborare ipotesi, ci si esercita alla consultazione, alla scelta e all’approfondimento, di cui si sostanzia la cultura della ricerca.  Francesco Bernabei,  Cittadellarte: un’esperienza di formazione L’esperienza formativa dell’istituzione Cittadellarte fondata da Michelangelo Pistoletto in cui si coniuga arte, cultura e educazione Gioacchino Garofali, Interagire con il cambiamento del mondo Nei processi di cambiamento in atto le istituzioni educative devono affrontare la sfida del futuro, anticipando i mutamenti della domanda di lavoro, avviando una analisi sistematica sia di tale domanda, sia della derivata domanda di formazione e di competenze  e quindi la messa in rete di conoscenze e competenze disponibili o da formare rappresenta una modalità imprescindibile della capacità di progetto e di trasformazione della societàVanni Pettinà e Giulia Pruneti, Un’altra chance… Intervista a Lucia, Simona, Martina ed Erica Una breve indagine sul rapporto dei giovani con la scuola attraverso la voce di alcuni adolescenti che, dopo aver abbandonato il percorso di studi tradizionale, hanno deciso di tornare ad investire sulla propria formazione con modalità differenti  IV.A scuola con l’Altro Graziella Favaro, Il mondo in classe In Italia la scuola si è configurata fin dall’inizio del fenomeno migratorio come luogo di integrazione, di scambio culturale, di incontro con lingue e storie ma non sempre le risposte organizzative sono state adeguate; nasce dunque la necessità di rendere “normale” ciò che finora ha avuto piuttosto il carattere di evento emergenziale: insegnare in una classe plurilingue e multiculturale Mauro Sbordoni, Un aereo per raggiungere la scuola L’integrazione degli alunni stranieri nella scuola italiana ha fatto grandi passi ma è ora messa in difficoltà dalle recenti disposizioni governative Bruno Becchi, Preludi di intercultura nell’opera di don Milani Don Lorenzo Milani, con quella capacità che hanno i grandi di anticipare il futuro, aveva impostato la sua opera educativa su un profondo rispetto dell’altro al di là dei confini, fornendo ai suoi alunni strumenti per un vero dialogo interculturale V. Pubblico e Privato

Corrado Mauceri,  Non scordare i principi costituzionali La scuola statale è istituita nell’interesse prevalente della collettività di formare cittadini culturalmente aperti al confronto, la scuola privata corrisponde invece all’interesse privato di garantire una educazione orientata secondo specifiche esigenze: per questo motivo bisogna arginare una visione anticostituzionale in cui il modello d’istruzione è fortemente caratterizzato da scelte ed  esigenze privatistiche e la scuola privata è a carico di tutti i cittadini. Padre Antonio Perrone, La dirimente questione della qualità, Intervista  a cura di S. SaccardiIn un sistema di istruzione pubblica, al quale concorrono su un piano di parità scuole statali e scuole parificate non statali, alle quali dovrebbero essere assicurate risorse adeguate, la questione di fondo diviene quella della qualità dell’insegnamento che, nell’ambito di una pluralità di esperienze, dovrebbe sapersi misurare con i problemi e le contraddizioni della nostra società Dossier Africa: Ruanda e Congo Costantino Tessarin, Viaggio nel Ruanda che crede nel futuro Una testimonianza dal Ruanda: paese di bambini, paese martoriato dall’odio etnico, paese che spera nel futuro Giusy Baioni e Raimondo Carìa, Congo: l'amaro prezzo della pace Nella Repubblica Democratica del Congo si continua a morire. Dopo quattro anni di guerra e l'olocausto di tre milioni di civili, i signori della guerra sperimentano, sul campo, nuove efferate strategie indirette, mentre sul piano diplomatico sostengono, formalmente, l'accelerazione del processo di pace. Intanto l’Unione Europea fa capolino nella Regione dei Grandi Laghi inviando la sua prima missione militare, e - mentre l’Onu decide rafforzare il mandato alla sua missione in Congo e l’embargo delle armi sulla regione - gli Usa tolgono l’embargo al Ruanda.Roberto Mosi e Leonardo Ferri, La Compagnia della Fortezza L’esperienza volterrana ha permesso al teatro di entrare nel carcere ed al carcere di mostrarsi alla società civile. Un percorso nato e cresciuto fra soddisfazioni e dolori che mostra un volto diverso di una realtà drammatica quale quella carceraria dove sovraffollamento e disagio rendono possibile il morire di detenzione. Giovanni Allegretti, L'ascolto preventivo: suggestioni dalla Mostra del Cinema di VeneziaLa Mostra del Cinema di Venezia 2003 è stata un’edizione importante che - speriamo - possa garantire la riconferma al suo direttore Maurice De Hadeln, che ha perseguito un’importante linea di dialogo tra culture e l’obiettivo di una maggiore apertura del festival al grande pubblico.Luciano Alberti, Al cinema per non dimenticare Attraverso due recenti film italiani l’occasione di un ripensamento sul nostro passato e sul rapporto tra recupero della memoria e giovani generazioni Andrea Bigalli,  Cosmopolis: i linguaggi della dispersione Una recensione al romanzo di Don DeLillo, Cosmopolis che parla dell’impossibilità della salvezza, attraverso le vicende del protagonista, per tutto un sistema di conoscenza, consumi, rapporti, vita: quello occidentale  

SOMMARIO NUMERO 429

Cecenia: un deserto chiamato “pace”, Appello di “Testimonianze” e di altre realtà della città di Firenze. Severino Saccardi, Simone Siliani ,  Al Presidente di turno dell’UE: lettera aperta sulla Cecenia. Alex Langer, Cecenia: un Paese a “sovranità limitata” In un inedito fornitoci dalla “Fondazione Langer”, le considerazioni del compianto intellettuale ed esponente politico ambientalista  in seguito ad un suo viaggio nel 1994 in “una situazione di frontiera” come quella della Cecenia.429a.jpg (27656 byte) L’ipotesi Dio all’alba del nuovo millennio, sezione monografica a cura di Severino Saccardi. Pietro Leandro Di Giorgi, Severino Saccardi, Note introduttive Schemi di riflessione e di lavoro redazionale a partire dai quali è iniziato il dibattito sull’Ipotesi Dio. Severino Saccardi, Un’immagine che ci segue Dall’immagine della “morte” a quella del “ritorno” di Dio, le vicende  culturali degli ultimi decenni hanno segnato passaggi controversi  fino alla situazione attuale in cui, in un mondo frastagliato, lacerato e asimmetrico, la sfida del tempo presente per religioni e Chiese è quella di dover ripensare profondamente le forme della loro presenza e del rapporto fra dimensione interiore della  fede religiosa e cammino umano nella storia. Fabio Dei, Sul reincanto del mondo. Il “reicanto” del mondo nasce dalla crisi nella società postmoderna della secolarizzazione e del “disincanto” costruito dalla classe dominante borghese nel ‘900. Filippo Gentiloni, Un Dio più vicino a noi. Dopo la crisi dell’eclissi di Dio e un ritorno del religioso ci si trova di fronte al dilemma di un’ipotesi di Dio che oscilla tra “debolezza” e “integralismo” rispetto alla quale è necessario trovare una terza via. Lucetta Scaraffia, Nessuno parla più di Dio, oggi. Sembra che di Dio, ormai, la nostra società  faccia benissimo a meno e che abbia sostituito il riferimento alla fede religiosa con un “umanitarismo laico” che però risulta fragile e insufficiente. Andrea Spini, I fili di sete di Sombart. Il post-moderno ci consegna non più un "regime della verità, ma il sistema dell'anomia legittimata: è necessaria quindi una nuova strategia della Ratio che, a differenza del passato, non si affermi escludendo ma includendo, non cancellando ma integrando le differenze.  Franco Campoli, Una progettualità dalle buone radici. I cattolici praticanti e non, assieme ai laici impegnati, hanno in comune una voglia di concretezza nell’affrontare, insieme e alla radice, i problemi vecchi e nuovi che si pongono all’alba di questo millennio, superando le vecchie appartenenze formali in nome di un impegno e responsabilità comune. Andrea Bigalli, L’ombra di Dio. Le religioni devono trovare la loro dimensione nell’articolare la solidarietà come spiritualità dell’azione, il gesto solidale come inveramento e verifica della fede, e nel coniugare l’attenzione alle cose che non si vedono con la realtà che si abita. Giuseppe Vettori, Il mormorio di un vento leggero Il volto di Dio va riconosciuto nelle persone e nelle cose per affermare fra di esse la giustizia, la verità e la pace, su cui si regge il mondo per ogni fede.  Armido Rizzi, Fame di senso e fame di pane. Chi ha fame di Dio non potrà placare la propria fame se non procurando pane a chi ha fame di pane: il senso della vita si trova quando si trascende la propria individualità dei bisogni e desideri verso l’universalità qualitativa di ogni atto di presenza all’altro, di ogni atto che permetta l’irruzione del Dio-per-l’uomo. Franco  Toscani,  Note teologico-filosofiche nel “tempo di privazione” Il compito del pensiero consiste nel cercare di pensare ciò che è più degno di essere pensato, ovvero l’uomo e il suo limite, nel custodire la verità dei sentimenti, che è la vera sorgente del divino, nel mantenersi fedele alla terra, sapendo che questa fedeltà comporta l’obbligo di sottrarsi alla volontà di potenza economica, politica e scientifico-tecnologica che oggi minaccia il pianeta e lo minaccerà sempre più. Alfredo Jacopozzi, Nel segno di una teologia negativa. Di fronte all’abbandono delle convinzioni religiose e alla cancellazione delle immagini tradizionali di Dio, che non reggono rispetto alla nuova sensibilità culturale, ci vuole una efficace teologia negativa nella cornice di una cultura che si confronti al di fuori del linguaggio espressamente religioso e impari oggi dalla poesia e dalla letteratura, dalle arti figurative, dai grandi fenomeni di massa del nostro tempo. Bruno Di  Porto, Un umanesimo ebraico. Vi è una grande comune responsabilità delle religioni verso il destino umano e verso la salute del pianeta e l’ipotesi dell’esistenza di Dio si regge su una volontà umana di dar senso all’universo, su una sensazione umana di essere interpellati dall’alto, su un patrimonio di testi che denotano l’alta ispirazione e su una disposizione umana a far posto a Dio sulla terra. Maurizio Abbà, Un Dio di tutti. Di fronte ai dubbi e alle difficoltà nel credere in Dio è necessario ritrovare una strada umile che sappia riconoscere la gioia del credere.Andrea Cardone, La democrazia e lo sguardo della Gorgone. Il pensiero democratico nel costituzionalismo del Novecento come chiave di lettura del dibattito interno alla Sinistra italiana. Simone Siliani,  La Riforma della Pubblica Amministrazione e i new global. E’ necessario riprendere il dibattito per la riforma della Pubblica Amministrazione avendo come prospettiva la realizzazione di obiettivi di regolazione e controllo, sotto i quali varie parti delle attività potrebbero essere svolte da soggetti privati.  Giovanni Allegretti, Anche in Indonesia c’è il Bilancio Partecipativo. Oggi in Indonesia, il più grande paese asiatico a prevalenza musulmana, si tenta di ricostruire la democrazia a partire ‘dal basso’, utilizzando nuovi strumenti come il Bilancio Partecipativo, di cui in alcuni territori dell’arcipelago si tenta oggi un adattamento critico. Allaman Allamani, Ilaria Basetti Sani, In comunità per combattere il “bere a rischio”. La realizzazione di un progetto di prevenzione all’alcol nel quartiere di Rifredi a Firenze ha dimostrato l’importanza dell’azione degli esperti legata alla partecipazione dei cittadini.Mary Malucchi Alla scuola dei taleban: quale lezione per l'Occidente? L’ultimo libro di Giuliana Sgrena, attraverso un viaggio nel mondo dell’islam, ci mostra come il talebanismo rappresenti, agli occhi delle masse islamiche, l’ambizione di un mondo altro, senza compromessi col sistema dominante, senza indulgenza per i regimi arabi corrotti, in qualche modo alleati o subalterni all’Occidente. Lodovico Grassi,  Ernesto Balducci tra Chiesa e modernità. Una lettura storico-critica del percorso di Ernesto Balducci, proposta da uno studio di Bruna Bocchini Camaiani, che appare destinata a durare, per la ricchezza di documenti inediti e per gli inediti elementi di implicita biografia che fornisce. Pietro L. Di Giorgi, Se la profezia si combina con la laicità. Il rapporto di Balducci con alcuni teologi protestanti e i temi della "mutazione antropologica" e dell'"ethos planetario" in un volume di Luciano Martini dedicato ad alcuni nodi concettuali dell’itinerario balducciano. Sauro Albisani, Verso una città futura. Considerazioni in forma di lettera di un poeta “betocchiano” sul libro di Luciano Martini, dedicato alla figura di Ernesto Balducci. .

SOMMARIO NUMERO 428

Severino Saccardi, Dopo l’Iraq. Mentre il terrorismo appare, dopo l’intervento armato in Iraq, tutt’altro che indebolito e sconfitto, è necessario tornare ad interrogarsi in modo nuovo, di fronte ad una situazione di grande complessità, sui temi della pace e della guerra e sull’elaborazione di una strategia che contrasti in modo non ideologico l’unilateralismo americano. Franco Toscani, La tecnica e la "cura del tutto" in Hans Jonas. Il rischio inquietante della situazione attuale consiste nel fatto che, con l'aumento del potere tecnico, diminuisca sempre più l'umanità dell'uomo e peggiori la qualità della vita; perciò Jonas propone per il terzo millennio un nuovo modo di pensare che risvegli "l'attenzione su ciò che è irrinunciabile" e collochi al centro l'idea di responsabilità. Lucio Niccolai, Pellegrini in un mondo turbato. Introduzione Mons. Liberio Andreatta, Il Creato santuario di Dio Il pellegrinaggio è la metafora dell’esperienza dell’uomo che vive nel presente. Può essere inteso anche come catechesi, incontro dell’uomo con se stesso, con i fratelli, con Dio, e in un mondo conflittuale come quello di oggi si può trovare uno spazio, una dimensione, un luogo dove tutti siamo uguali: il creato. Giovanni Cardinali, Luciano Della Mea: restituire la parola ai "senza storia"Un appassionato ricordo di Della Mea nel suo soggiorno aretino e nel suo impegno per la riforma dei manicomi Adriano Sofri, Tradurre in storie la sensibilità esistenziale Era l’abilità la "vocazione" particolare, dal punto di vista umano e politico, di un intellettuale impegnato ed atipico come Luciano Della Mea, il "fratello maggiore" che Adriano Sofri ha ricordato nella dichiarazione, che abbiamo raccolto nella visita che gli abbiamo fatto nel carcere "Don Bosco" di Pisa e di cui riportiamo la trascrizione. Luciano della Mea, Camicie colorate e camici bianchi L’esperienza di Luciano Della Mea negli anni 70 ad Arezzo per la riforma del sistema dei manicomi: un periodo fondamentale per l’evoluzione della psichiatria moderna.Pensare la pace dopo l’Iraq. Sezione monotematica a cura di Severino Saccardi. Bijan Zarmandili, Il dopoguerra: nuovo ordine o disordine prolungato? Intervista a cura di Severino Saccardi (con la collaborazione di Giulia Pruneti) La situazione irachena rivela come sia stato più facile, per le forze angloamericane, vincere la guerra che non "vincere la pace" nel contesto di una società e di una realtà, delle quali sono stati sottovalutati gli elementi di complessità, che mal sopportano la trasposizione meccanica di formule di carattere generale, legate alla pretesa strumentale ed ideologica dell’esportazione della democrazia. Andrea Bigalli, Sulla "convenienza" della guerra Il potere militare, che si poteva immaginare sotto il controllo di quello economico, si riprende notevoli spazi proprio in virtù di una riaffermata "convenienza" della guerra contro cui il pacifismo deve riuscire ad affermare il valore etico della pace. Adriano Sofri, Tra il Papa e Michnik. Intervista a cura di Severino Saccardi, (Con la collaborazione di Paolo Capezzone e Leonardo Ferri) L’angoscia del Papa di fronte ai drammi del mondo contemporaneo e le posizioni di un intellettuale laico e democratico polacco come Michnik vengono emblematicamente messe a confronto, in questo colloquio con Adriano Sofri, per contribuire a mettere a fuoco, nell’incerta situazione del dopo-Iraq, i temi della pace e della guerra, della difesa dei diritti umani, dei dilemmi del pacifismo e della difficile coniugazione fra la condanna dell’unilateralismo statunitense e quella delle ambiguità dell’ "antiamericanismo". Giuliano Della Pergola, L’Iraq, gli anglo - americani e il movimento pacifista Dopo un conflitto illegittimo, che ci ha coinvolto emotivamente, si preparano scenari inquietanti di una strategia americana tesa ad imporre un nuovo "ordine mediorientale" sotto la loro tutela. Vincenzo Striano, Chi l’ha detto che la guerra è inevitabile? Grandi e inimmaginabili cambiamenti sono possibili senza la guerra e il movimento pacifista è chiamato a continuare la sua strada coinvolgendo tutta la società e infondendo nuova linfa vitale nelle forze politiche. Edi Rabini, Un recinto per la bestia della Forza Nuove guerre e culture della pace a partire dal pensiero e dall’opera di Alexander Langer. Alì Rashid, Lo spazio della politica nella prevenzione dei conflitti. Intervista a cura di Roberto Mosi Il ruolo dell’opinione pubblica è stato fondamentale per arginare l’uso indiscriminato della forza e, anche se non è riuscito a fermare la guerra in Iraq, ne ha delegittimato l’ideologia di scontro di civiltà. Ancora è possibile far riprendere il giusto ruolo della politica per la soluzione dei grandi conflitti internazionali. Maurizio Abbà, Quando la guerra è finita Molti sono i pericoli in agguato dopo la guerra, dall’islamofobia all’antimericanismo, dalla continuazione di un’economia di morte alle difficoltà dell’impegno pacifista: per i cristiani si pone la necessità di un reale incontro ecumenico per una società più libera e più giusta.  Enzo Bianchi, Non nominare il nome di Dio invano Intervista a cura di Severino Saccardi (con la collaborazione di Davide De Grazia) Da parte delle Chiese cristiane e dei cristiani è necessario far sentire all’islam il loro rifiuto di un atteggiamento di scontro tra religioni e civiltà che la guerra in Iraq ha rischiato di assumere.  Giannino Piana, La "Pacem in terris": dal rifiuto della guerra alla promozione della pace Il messaggio della Pacem in terris sembra essere sempre più attuale con il suo invito a sentimenti di tolleranza e di dialogo e alla ricerca di soluzioni pacifiche anche sul terreno strutturale. La pace è una realtà che non può mai dirsi definitivamente raggiunta ma che va costantemente promossa attraverso un processo di conversione interiore e attraverso forme di mediazione politica per la composizione di ogni conflitto. Gianni Cioli, A proposito della dottrina cattolica sulla guerra La Chiesa dopo un passato di legittimazione della guerra "giusta" ha ormai imboccato una strada decisamente pacifista. Umberto Allegretti, L’Italia ripudia la guerra. Intervista a cura di Davide De Grazia Di fronte al perpetuarsi di conflitti nel mondo è necessario e utile un provvedimento di attuazione dell’articolo 11 della Costituzione italiana per impedirne le interpretazioni abusive o scorrette e far sentire la vocazione pacifista del popolo italiano.  Chiara Bonaiuti, 185: una legge sotto tiro Le conseguenze delle modifiche alla legge n. 185/90 Andrea Giuntini, Sulla "guerra globale" Un interessante libro di Carlo Galli sulla "guerra globale" interpreta le guerre moderne come modalità della globalizzazione.  Roberto Mosi, Che cosa deve portare con sé Alice al di là dello specchio ? Il libro La paura e l’arroganza a cura di Franco Cardini rappresenta un’operazione culturale di rilievo che sembra però fermarsi entro i confini che delimitano il prato: lungo il percorso della ricerca del dialogo, sarebbe di notevole interesse superare questi confini segnati dalla paura per un confronto più ravvicinato e diretto su progetti a misura dell’epoca planetaria nella quale viviamo. Costanza Mosi, La guerra in "Rete" I giornali on line, i siti di protesta, i blog: un nuovo modo di raccontare la guerra. Vanni Pettinà e Giulia Pruneti, Tanti corpi tutti in fila coperti da un telo. Intervista a Sara. Le immagini del conflitto viste con gli occhi di un’adolescente.  Mary Malucchi e Francesco Bezzi, Educare alla pace in tempi di guerra Soltanto se avrà trovato precocemente strutture adulte giustamente orientate e strutturate il bambino da grande svilupperà comportamenti responsabili: la scuola fin dalla prima infanzia ha il compito di offrire questo tipo di ambiente quale premessa per la costruzione di una cultura di pace. Francesco Donfrancesco, Dall’odio al perdono Di fronte alle dinamiche che si creano tra vittima e carnefice l’unica strada di superamento è quella del perdono e del pentimento intesi come facce della stessa medaglia in una diade indissolubile: il pentimento come amore dolente del carnefice per la sua vittima e il perdono come amore con il quale la vittima riconosce la conversione del suo carnefice e lo accoglie. Marco Giuliani, Maiano Lavacchio, 25 Aprile Attraverso il ricordo di un tragico episodio, poco conosciuto ma estremamente significativo, della seconda guerra mondiale nel grossetano un’occasione per sentirsi dalla parte giusta per la pace e la democrazia e per recuperare, nella memoria, insegnamenti per la cultura non violenta del domani. Corrado Barontini,, La strage d’Istia d’Ombrone La ricostruzione del barbaro eccidio degli undici renitenti alla leva da parte dei repubblichini nel Comune di Magliano in Toscana. Franco Campoli, L’arte dell’Altro Un esempio di come l’arte, ispirandosi ai valori profondi della religione, può divenire mezzo di conoscenza, dialogo e pace tra gli uomini. Tonino Virone, L’alba selvaggia del sogno americano Il melting pot degli Stati Uniti si è formato da drammatici, conflittuali e spesso misconosciuti processi di integrazione delle minoranze etniche via via immigrate. Attraverso il film Gang of New York di Martin Scorsese si ripercorre la nascita d’una nazione nella sua violenta fase cruciale di metà Ottocento

SOMMARIO NUMERO 427

  Severino Saccardi, Bandiere di pace e venti di guerra. Francesco Papafava, Quel territorio fra il mare e il Giordano.  Europa tra radici cristiane e laicità, sezione monotematica a cura di Severino Saccardi. Maurizio Abbà, Radici e frutti dell'albero Europa. Franco Toscani, Come427.jpg (34352 byte) pensare Europa. Alfredo Iacopozzi, Cristianesimo come civil religion?. Jolanda Guardi, Definirsi indefinitamente. Giuseppe Vettori, L'antico sogno di Paolo. Massimo Batoni, Il giorno del giudice Caponnetto. Pia Blandano, Nino Caponnetto lo incontrai sette anni fa.  Un unico pianeta (atti del convegno di Santa Brigida 26 ottobre 2002). Pierluigi Di Piazza, Le tribù della terra e la salvaguardia del creato. Bruno Di Porto, Protezione delle identità ed universalismo nel villaggio planetario. Raffaele Volpe, Cristianesimo, laicità, prospettive dello sviluppo umano. Barrie Simmons, La Grande Pace naturale. Ali Nur Al Musafir Al Jerrahi, L'islam, la pace, i diritti dell'uomo. Mauro Ceruti, La Terra-Patria e l'etica planetaria. Vittoria Franco, Cultura dei diritti e tutela della biosfera. Severino Saccardi, Oltre il vecchio modo di pensare. Lucio Niccolai, Tracce...esperienze culturali dall'Amiata.Franco Taioli, Alterità, senso di Dio e dialogo nell'autobiografia di Martin Buber. Valerio Del Nero, Ultime lettere dalla Resistenza. Franco Campoli, Esperienza religiosa, modernità ed arti visive.

 

 

 

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