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Bianca Maria Bassetti

 

 

 

 

 

 

 

ANNO 2005

SOMMARIO NUMERO 443/444

Il Tema Stefano Marcelli, Gli occhi di Akbar nella casa dei fantasmi Un appello per la liberazione del giornalista scrittore iraniano Akbar Ganji, incarcerato e torturato, per le sue idee e la sua attività pubblicistica a favore della democrazia e della libertà, nel terribile carcere di Evin, da lui ribattezzato "casa dei fantasmi" Culture e Religioni Dietrich Bonhoeffer: un pensiero per il futuro Sezione monotematica per il 60° anniversario della scomparsa di Dietrich Bonhoeffer a cura di Andrea Bigalli e Lodovico Grassi Severino Saccardi, Dietrich Bonhoeffer: un pensiero per il futuro Il nostro mondo vive occasioni, contraddizioni e problemi (basti pensare a quelli dischiusi dalle biotecnologie) che ai tempi di Bonhoeffer erano inimmaginabili. E viviamo in un contesto che è, per certi versi, assai differente dall’"epoca adulta" preconizzata dal martire di Flossenbürg. Ma le intuizioni bonhoefferiane costituiscono ancora una "segnaletica" fondamentale (un vero "pensiero per il futuro") per leggere i controversi segni dei nostri tempi. Eraldo Affinati, La vita della generazione che viene Muovendo dall’"uomo dei limiti" introdotto da Bonhoeffer, una conseguente riflessione sui principi u443 444 pic.jpg (236867 byte)ltimi dell’azione pedagogica e sullo "scandalo" insito in essa. Andrea Bigalli, Un alfabeto di speranza per l’oggi Nella testimonianza e nelle parole di Bonhoeffer raccogliamo il dono di un alfabeto della speranza e di un respiro che orientano, in direzione dell’"osare per fede", la riflessione e l’azione nel travagliato oggi del mondo e della Chiesa. Alberto Conci, Una teologia per la pace, comandamento concreto di Dio Bonhoeffer ha elaborato, nella diffidenza generale delle Chiese, una teologia della pace basata sulla nonviolenza nella convinzione che il comandamento della pace rappresentava in quel momento di guerra mondiale il comandamento concreto di Dio. Questa elaborazione teorica lo spinse poi a sviluppare l’idea della responsabilità come assunzione su di sé del peso delle azioni di altri e ad aprirsi la strada all’impegno nella congiura contro Hitler Pietro L. Di Giorgi, Ripensare Bonhoeffer dopo la fine del "secolo breve" Il pensiero etico e politico di Bonhoeffer continua a parlare in modo straordinario al nostro presente, che, dopo le illusioni seguite al congedo dal "secolo breve", si sporge sull’abisso di una post- modernità non meno sconvolgente. Il circuito ermeneutico bonhoefferiano etica-politica solleva lo spazio di mondanità-laicità all’altezza di un dibattito teologico e politico che non annaspi nel vuoto e nell’astrattezza formale Lodovico Grassi, L’ultimo Bonhoeffer Negli ultimi mesi di carcerazione a Tegel, seguiti da sei mesi nel carcere della Gestapo, Bonhoeffer non molla il filo rosso del suo pensiero teologico. La preghiera e il lavoro sono ora la sua forma di resistenza, che si concretizza nel Progetto destinato a una "ripresa" di vasto respiro che il martirio spezza e ci consegna come eredità e interpellanza. Alfredo Jacopozzi Dio, che salva grazie alla libertà Una questione centrale riguarda l’"apriori religioso" che da diciannove secoli sta alla base dell’annuncio e della teologia cristiani e che Bonhoeffer pensa debba scomparire, perché la rivelazione non può essere una religione ma solo una fede, anche se una contrapposizione del genere non ha più senso in un mondo che ormai vive senza religione: nel mondo diventato adulto, l’immagine autentica di Dio è il Dio che "esiste-per-altri" e che ci salva grazie alla libertà con cui è andato sulla croce, nella sua debolezza e impotenza. Roberto Mancini, Memoria di Bonhoeffer nel tempo della cristianità mediatica La via del cristianesimo non religioso è la via del cristianesimo crocifisso, cioè disposto alla croce per amore; la via che sottraendosi alla prigionia delle relazioni di ostilità aiuta la Chiesa, in quanto comunità aperta, da un lato a non ricadere nelle forme religiose della potenza, del giudizio e del farsi nemici di qualcuno, dall’altro a non soccombere all’invadenza di una cristianità mediatica. Enzo Mazzi, Una sfida alta alle teologie cristiane Il fine della costituzione di una fede laica come necessità imprescindibile per l’umanità muovendo dal riconoscimento dell’onnipotenza di Dio proprio nel momento in cui Egli si mostra impotente di fronte a Gesù crocifisso. "Come se Dio non ci fosse" resta una delle sfide più alte mai mosse alla teologia cattolica e a quella protestante. Serena Noceti, Se la Chiesa è integralmente "per altri" La profonda e appassionata ricerca sulla natura e la missione della Chiesa nella storia è stato il tema che ha accompagnato tutto il pensare e vivere teologico di Bonhoeffer: al pensare la Chiesa si unisce l’agire "come Chiesa", in un intreccio vitale tra cristologia, ecclesiologia, etica Michele Pifferi, "Pellegrini che amano la terra che li porta" Nel dibattito su come vivere la laicità da parte dei credenti è utile la lezione di Bonhoeffer che ci suggerisce di pensare atteggiamenti capaci di vivificare con la fede ogni relazione sociale, di realizzare il Regno di Dio sulla terra, mescolandosi con gli altri, calandosi nelle contraddizioni del nostro tempo. Essere pienamente laici, ma essere anche sempre per l’altro: un modo di vivere la fede che diviene accettazione di un impegno senza riserve ed esalta la responsabilità personale nel prendersi cura di ogni persona. Paolo Ricca, Lettere alla fidanzata – cella 92 Il pastore Bonhoeffer ha sperimentato la vita quasi monastica di Finkenwalde, ma ha vissuto in pienezza – e con cuore indiviso! – l’amore ricambiato per una donna giovanissima: voleva che il loro matrimonio fosse "un sì alla terra di Dio". Il loro epistolario lascia un segno umano e teologico di sorprendenti rarità e attualità. Armido Rizzi, Per una teologia del penultimo La novità di Bonhoeffer a proposito dell’attenzione cristiana per il "penultimo" sta nel considerare i beni terreni non soltanto in funzione di mezzi, per essere usati, ma pure come fini, per essere goduti. E’ questa una lezione che il cristiano deve riapprendere dall'Antico Testamento: il tempo della vita terrena non va sacrificato in vista dell’eternità, ma ha, dentro il disegno divino di creazione e di salvezza, una sua intrinseca dimensione spirituale. Franco Toscani, Restituire un ruolo effettivo all’etica L’etica della responsabilità di Bonhoeffer va oltre quelle di Weber e di Jonas e insieme oltre le etiche dell’intenzione in quanto fondata e strutturata come etica responsoriale della conformità a Cristo e come richiesta, nel bene, di una totalità che esige, oggi, un ripensamento alla luce della nuova situazione storica, con la restituzione all’etica di un ruolo effettivo e oltre le formulazioni consolidate o scettiche. Giuseppe Vettori, Libertà e responsabilità in Dietrich Bonhoeffer La concezione teologica di Bonhoeffer è ricca di indicazioni per affrontare il difficile rapporto fra la ricerca di un’identità ispirata dal messaggio cristiano e le scelte etiche, politiche e sociali che il presente ci impone. Infatti la centralità della persona, che Bonhoeffer ripropone in modo netto, non esige affatto l’esaltazione della natura divina dei diritti fondamentali. Alberto Gallas, La croce sul Golgota e la croce nella storia Assumendo la struttura paradossale della theologia crucis come struttura portante delle sue tesi sul mondo adulto, Bonhoeffer fornisce alla sua innovativa teologia la solidità di un ancoraggio alla tradizione mutandone, però, profondamente la prospettiva. Con lui si apre un nuovo capitolo della theologia crucis, ancora oggi ben lontano dall’esser stato scritto per intero Polis Simone Siliani, Un’idea dell’Italia La crisi culturale e politica in cui versa l’Italia non può prescindere dal contesto più vasto della crisi degli stati nazione, e dell’Occidente in genere. Vannino Chiti e Michele Ciliberto ne discutono apertamente in un libro ricco di riferimenti storico-culturali e di spunti interessanti per la comprensione del tempo in cui viviamo. Uomo Planetario Renza Marchi, Il Sudafrica dopo il crollo del muro di Berlino La fine dell’apartheid in Sudafrica è legata alla fine della guerra fredda e oggi il paese africano, terminata la fase della ricerca della verità e della conciliazione, si avvia a ricercare forme di democrazia sempre più ampie e un suo ruolo internazionale. Leonardo Ferri, Sull’autobus a Kathmandu La mancanza di un interesse internazionale e la debolezza dei partiti locali impedisce al Nepal di uscire da una situazione di guerra strisciante tra una monarchia assoluta e repressiva e gruppi di ribelli di ispirazione maoista: a farne le spese sono i contadini, le donne e la parte più debole del paese immerso nella povertà e nel terrore Emmanuele Giaccherini, Nepal: una tragedia sconosciuta Attraverso un lavoro di documentazione emerge tutta la drammaticità della situazione in Nepal, un Paese martoriato da una guerra civile che vede atrocità da entrambi i fronti Società civile Severino Saccardi, Mauro Martini, "uomo di confine" Giornalista e studioso, commentatore per molte testate, esperto delle realtà dell’Europa dell’Est, Mauro Martini è stato per noi un amico e un prezioso collaboratore che andava in profondità e ci ha aiutato a spingere lo sguardo oltre i confini conosciuti nella crescente complessità del mondo contemporaneo. Adriano Sofri, Mauro Martini: una generosità piena di affetto Intervista a cura di Severino Saccardi Un originale intellettuale dal percorso e dai modi non ortodossi ma pieno di temperamento, intelligenza e di disponibilità Wlodek Goldkorn, Non lontano da Brodskij Intervista a cura di Mary Malucchi Un ritratto di Mauro Martini, studioso appassionato, atipico e non accademico, formatosi sul campo come "polonista" e tendente, poi, a guardare senza pregiudizi alla Russia, che era giunto nei suoi studi più recenti a rimettere in discussione la vecchia distinzione fra "occidentalisti" e "slavofili, travolta da Internet e dalla postmodernità Mauro Martini, Russia e dintorni: piccola Antologia di testi In due brevi contributi (tratti da testi pubblicati su "Testimonianze") di Mauro Martini alcune delle problematiche più significative dei rapporti tra Unione Europea e paesi dell’aria ex-sovietica. Multimedia Mary Malucchi, Memorie di un ebreo toscano La pubblicazione di un libro rivela la storia di un altro "eroe" nascosto che ha aiutato gli ebrei in Italia contro le persecuzioni naziste

 

SOMMARIO NUMERO 442

Il tema Alessandro Checcucci,   Morfologia ragionata della Destra USA Le vicende attuali del conservatorismo americano possono essere colte in misura non banale solo se iscritte in un processo di sviluppo che si protrae per oltre un secolo. Processo che riguarda non solo l’evoluzione delle élites culturali che hanno percorso la storia del pensiero repubblicano e della provenienza geografica dei personaggi che si sono succeduti alla guida dello storico  partito della destra americana, ma anche gli sviluppi della cultura civica statunitense, e dei suoi molteplici modi di stare a destra, anche non votando repubblicano. Culture e religioni Marilena442 piccola.jpg (5867 byte) Pasquali, Jean-Michel Folon a Firenze (intervista con a cura di Roberto Mosi) Il successo della manifestazione sottolinea il legame dell’artista, da poco scomparso, con Firenze, e ci comunica un messaggio sereno che fa di questa una mostra di gioia. Vincenzo Arnone, L’anima di Papini Papini è stato un uomo invadente, scontroso, acceso polemista, amante della autoesaltazione, del ruolo di profeta e di giudice spietato. Eppure sotto questo burbero personaggio c’è un’anima di poeta e un divoratore di libri. Dovere del critico è trovare quest’anima, qua e là, nelle sue opere, per una equilibrata riconsiderazione. Polis Per Alex Langer (a cura di Severino Saccardi) Mario Lupi, Era tra i pochi a pensare europeo Un ricordo del politico, dell’amico, dell’uomo Alex Langer, nel decimo anniversario dalla sua drammatica scomparsa. Ma anche un invito a predisporre gli strumenti per la concreta realizzazione di una società di tolleranza e di convivenza profonda e concreta, obiettivo in cui Langer non ha mai smesso di credere, ma del quale certamente ha sofferto il peso dell’apparente irrealizzabilità. Enzo Mazzi, Il paradigma morte-resurrezione nella vita di Alex Langer Un ricordo della collaborazione di Langer all’esperienza dell’Isolotto a Firenze: la positività di quel gruppo di giovani, che per generare ha bisogno di passare attraverso il conflitto e in qualche modo la morte, è non solo metafora del ’68 ma di tutta la storia umana Claudio Del Lungo, La speranza di un cambiamento L’esperienza politica di Langer è attraversata dal desiderio di stimolare percorsi nuovi, creare collaborazione e convergenze tra persone diverse, perseguire obiettivi non facili come il dialogo interetnico e una nuova mentalità ecologista. Andrea Bigalli, Avevo un fratello Alex Langer è stato una di quelle persone che costituiscono dei compagni di viaggio, dei fratelli che ci accompagnano per la via e che ad un tratto scompaiono creando un vuoto e sconcerto reso più drammatico dal mistero di una fine anzitempo.Adriano Sofri, Far di se stesso ponte fra due sponde Intervista con Adriano Sofri a cura di Severino Saccardi Adriano Sofri ricorda di Alex Langer l’importanza che, nel suo percorso, ebbero simboli importanti, come la figura di S. Cristoforo (traghettatore o portatore di speranza, che rischia di essere sopraffatto dal peso dell’impresa) e i temi ed i termini della conversione (anziché della semplice riconversione) ecologica e di tutto un modo di impostare la vita di relazione Pietro Del Zanna, Parole che sento anche mie In forma di lettera, un grato ricordo  (di un "uomo che si è fatto attraversare dalle contraddizioni cercando una via d'uscita vera") che è anche la ricostruzione di un cammino che negli ultimi dieci anni si è snodato anche a partire dall'eredità, umana e politica, lasciata da Alex Langer. Uomo Planetario Alexander Langer traghettatore di speranze Sezione monotematica in omaggio ad Alex Langer a cura di Christine Stufferin e Edi Rabini Atti del Convegno della Fondazione langer: Euromediterranea 2005. Alexander Langer: Lentius, profundius, suavius. Srebrenica: Le ferite del silenzio. Bolzano 1-2 luglio 2005 Introduzione a cura della Fondazione, Alex e Srebrenica: 10 anni I. L’Europa muore o rinasce a Sarajevo? Irfanka Pašagić, Un premio che è un impegno Ricevere il premio Alexander Langer è un grande impegno ma anche un riconoscimento dell’attività dell’associazione "Tuzlanska Amica" per un ritorno ad una pacifica convivenza che superi ogni distinzione etnica Nataša Kandić, Srebrenica, simbolo di verità e di giustizia Le questione più importante oggi nell’area balcanica sta nel come mettere in atto la legalità e la giustizia, e l’Europa, a lungo solo spettatrice, può avere un ruolo positivo importante se smette di tirarsi indietro e prende posizione decisa contro i criminali di guerra. Vjosa Dobruna, La gente europea dei Balcani La gente dei Balcani sente di avere una forte identià europea e di poter dare un grande contributo all’Europa comune. E’ interesse dell’Europa favorire un processo di integrazione sempre più ampio prendendo insegnamento dalle vicende balcaniche Massimo Cacciari La lezione di un uomo dell’apocalisse Un’Europa che si chiama fuori dall’essere protagonista nei grandi conflitti politici, nelle grandi contraddizioni politiche della sua epoca, a un certo momento decade anche come potenza economica, mentre invece dovrebbe agire a testa alta di fronte all’egemonia americana. E l’Europa si unisce intorno all’idea di "bene comune", che trascende i singoli che unisce in un luogo-non-luogo dove si sta insieme perché si è capaci di elaborare una meta comune. Francesco Palermo, La linfa vitale della complessità In un’Europa, che per ora rimane un concetto nebuloso, i rapporti con le nazioni dell’est sono un banco di prova per l’(auto)affermazione sia sul fronte della politica interna che su quello dei rapporti di carattere mondiale. 
II. La conversione ecologica Wolfgang Sachs,
Un’estetica della misura Il benessere andrebbe concepito in modo da poter risultare equo e così democratico che tutti al mondo possano parteciparvi senza mandare la biosfera alla sua rovina definitiva. Oggigiorno chi vuole salvare il proprio volere, ha bisogno di un’estetica della misura, perché è circondato dalla sovrabbondanza. Giuseppina Ciuffreda, La nostalgia del Paradiso e la conversione ambientalista Il crescente aggravarsi della situazione ambientale non va di pari passo con la sensibilizzazione al problema. Solo un cambiamento di mentalità e abitudini profondo può invertire questo processo. Guido Viale, Alex per parole chiave Un’interpretazione della conversione ecologica desiderata da Langer: è nei nostri comportamenti, nella capacità di creare un contesto più favorevole a una vita meno dipendente dallo spreco di risorse, meno governata dall’aggressività, più propensa ad uno spirito comunitario che possiamo trovare le condizioni per una azione politica per la trasformazione della società. III. Tentativo di decalogo per la convivenza interetnica Gad Lerner, Vite diverse ma vicine Le difficoltà nel vivere la propria identità tra manie egocentriche, razzismi, flessibilità e tradimenti. Un confronto tra due esperienze di vita diverse ma vicine: quella di un ebreo filopalestinese italiano di incerta origine e quella di un tirolese italiano Guido Denicolò, Della fatica di costruir ponti A partire dal dibattito lacerante sullo status del Sudtirolo, Langer ha iniziato la sua lotta per stabilire dei ponti, un dialogo, tra chi non vuole comunicare, per superare il sistema della separazione sperimentato nella sua regione Riccardo Dello Sbarba, Reggersi in bilico su un cippo di frontiera
La ricerca di un dialogo interetnico pone domande sul senso dell’"etnicità", una dimensione ambigua che divide e dunque fare "interetnicità" significa operare costantemente per far devolvere l’etnicità dalla forma più violenta alla più mite: dalla violenza alla politica, dalla politica alla cultura.
Fabio Levi, Una vita "nel vortice" Non sarebbe giusto conservare di Alex Langer l’immagine un po’ oracolare dell’"uomo savio". La sua storia evidenzia la capacità di vivere "nel vortice" dei cambiamenti, riuscendo talora a trovarsi anche fisicamente nei luoghi dei grandi cambiamenti storici, vivendo e sentendo dall’interno le contraddizioni e la sproporzione fra l’impegno generoso del singolo e le rigidità delle realtà etnico-culturali ed economico-politiche Virgilio Dastoli, Gli ideali di Alex e quelli di Altiero Spinelli Bisogna riflettere sull’opera di Langer anche nel difficile cammino di unificazione e integrazione europea e "continuare in quello che è giusto" come egli diceva. Società civile Severino Saccardi, La massima di Epicuro e il Consiglio regionale (intervista a cura di Tommaso Ferraresi) Politica istituzionale e valori, principi ed atti concreti. Il direttore di "Testimonianze" illustra la sua personale visione della rappresentanza e il rapporto che essa ha con i valori di cui egli è portatore e con la sua esperienza nel mondo dell’insegnamento. Multimedia Giovanni Allegretti; Venezia 62: diversità in dialogo La LXII Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia – ribattezzata il "festival della tigre asiatica" per la massiccia presenza di film orientali nelle diverse sezioni parallele – si è distinta dalle precedenti per la perfetta gestione logistica e per l’apparato di sicurezza che l’ha circondata. Ma non è stata la mostra dell’arroccamento, bensì la mostra del "meticciato": una straordinaria occasione di dialogo e confronto tra culture e diversità. Tante le pellicole dai contenuti impegnati, persino nella sezione del concorso: ma il cinema italiano in gara non si è discostato dalle recenti tendenze intimistico/minimaliste.

 

SOMMARIO NUMERO 441

Renu Sharma, Diritti umani e diritti delle donne in Nepal intervista a cura di Leonardo Ferri.Roberto Taioli, Sul crinale: speranza, responsabilità, apocalisse nel pensiero del Novecento Escatologia ed apocalittismo attraversano a vario modo il pensiero del Novecento, ma anche il fiorire di nuove speranze e l’avanzare faticoso di un’idea nuova dell’umanità unificata dal senso di una speranza e dall’affermarsi di nuovi diritti. Dubbi e risposte attraverso una rivisitazione del pensiero di Ernst Bloch, Hans Jonas, Gunther Anders.Mary Malucchi, Nicola Badaloni: un libero pensatore dei nostri tempi. Nicola Badaloni, recentemente scomparso, costituisce una figura di primo piano della cultura italiana, capace di coniugare impegno politico con lo studio e l’elaborazione intellettuale. E’ stato un maestro ineguagliabile per quella parte di mondo che continuerà a cercare un orizzonte più giusto e più libero, grazie soprattutto alla sua generosa disponibilità con cui ascoltava ogni richiesta e alla straordinaria passione con cui affrontava le vicende politiche del mondo.Velio Abati, Ken Bugul: una scrittrice dall’altra parte del cielo La Fondazione Bianciardi ha permesso l’incontro tra la scrittrice senegalese Ken Begul e i cittadini della Maremma in un’esperienza ricca di sorprese e insegnamenti.. Reporters di guerra testimoni di paceAtti del 1° Colloquio di Santa Fiora su pace, diritti, nonviolenza a cura di Severino Saccaridi e Lucio Niccolai (24/4/2005). Severino Saccardi, L’impegno per la libertà di informazione nei "punti caldi" del pianetaIl reporter di guerra rappresenta una figura importante per l’affermazione della libertà e la democrazia: far conoscere la verità sui fronti di guerra è un contributo fondamentale per combattere ogni violenza e stare dalla parte degli oppressi. Loris Campetti, Le bugie di guerra Oggi è sempre più difficile svolgere il lavoro del giornalista che deve liberarsi dalle bugie costruite appositamente dai politici e dalle veline degli Stati Maggiori. Massimo Bordin, Antonio Russo: un modo diverso di fare il giornalista Un esempio di giornalismo libero che legge i fatti dalla parte delle vittime. La triste ma esemplare vicenda di un giornalista che ha pagato con la vita la sua fedeltà alla verità e agli oppressi. Paolo Serventi Longhi, Raccontare la verità laddove è nascosta Bisogna collegare la battaglia per la libertà d’informazione con la più generale lotta per la difesa di tutti i diritti democratici e della Costituzione: una lotta che interessa non solo i giornalisti ma tutti i cittadini. Mariano Benni, La mela velenosa dell’informazione distorta Esistono grandi laboratori dell’informazione che condizionano la diffusione delle notizie e avvelenano la verità. Stefano Marcelli, Se vuoi la pace informa Aumenta il numero dei giornalisti uccisi e questo è un pericolo per la democrazia e per la pace che ha bisogno dell’informazione, di sapere come stanno le cose per permettere a tutti di decidere e agire. Mimmo Candito, L’enfasi dell’apparenza e il riconoscimento della realtà. Oggi sembra non esserci più una frontiera fra percorsi della pace e percorsi della guerra e non vi è più identità e certezza su ciò che è vero e ciò che è falso.Il dovere del giornalista allora sarà quello di avviare un racconto che sia il più vicino possibile al riconoscimento della realtà cercando di superare quelle difficoltà che sono identiche sia in guerra sia nel lavoro giornalistico in qualsiasi tempo. Paolo Beni, La guerra mediatica Oggi le guerre non si fanno se non sono preparate da una grande campagna mediatica, sembra quasi che non si facciano per vincere, ma per convincere, per costruire consenso. Fulvio Fammoni, La memoria come valore fondativo di un paese Non si può dimenticare il passato e riscrivere la storia in cui non ci sono più distinzioni tra oppressi e oppressori, come non si può imbavagliare il diritto all’informazione. Attualità di quel lontano 25 aprileCommemorazione del 60° anniversario della Liberazione a Santa Fiora. Lio Scheggi. Quel lontano 25 aprile La pietà nei confronti di tutti i morti è dovuta, è un atto di civiltà, ma la consapevolezza storica della differenza di chi è morto per darci la libertà o per tentare di procrastinare le dittature del nazismo e del fascismo deve essere altrettanto netta.Giovanni Gozzini. Una lunga scia di sangue Rendere memoria di Niccioleta e degli eccidi del passato è significativo per poter continuare a denunciare ancora ogni violazione dei diritti umani, affermando che i crimini contro l’umanità non cadono mai in prescrizione. Ali Rashid, La grande strada del sogno La Resistenza italiana costituisce una tappa di quella grande strada del sogno per la realizzazione della libertà, dell’uguaglianza e della fine di ogni oppressione. Pierluigi Di Piazza, Tradimenti e fedeltà Essere coerenti con i valori della Resistenza vuol dire combattere contro ogni ingiustizia, contro le guerre, contro intolleranza e chiusura e portare avanti una disobbedienza resistente nella fedeltà alla verità. Luciano Silvestri, Il diritto di costruire il proprio futuro Bisogna costruire un futuro di libertà attraverso una solidarietà tra generazioni che saldi i valori della Resistenza con le esigenze della società attuale. Annarita Bramerini, Attualità della Resistenza Un appello per lavorare costantemente con le scuole e con i giovani sui temi di "educazione civica", perché i valori della Resistenza, così bene espressi nella nostra Carta costituzionale, non vengano traditi. Lucio Niccolai, La memoria di Niccioleta I minatori uccisi nel 1944 a Niccioleta erano persone semplici, umili, che sono fonte di ispirazione ed esempi preziosi, che danno un senso alla "fedeltà al vero" di cui parlava Balducci, e di quegli ideali che richiamano l’immenso sogno di pace della Resistenza che, idealmente, si ricollega oggi al nostro impegno di pace per l’uomo planetario, per la cultura della non violenza e dei diritti. Presentazione dell’Associazione "Uomo Planetario" Atti dell’incontro del 23 aprile 2005 a Santa Fiora Lucio Niccolai e Renzo Verdi, Uomo planetario: un’associazione per la pace e la non violenza La nascita dell’associazione "Uomo Planetario" è legata alla volontà di fare di Santa Fiora un luogo simbolo della cultura della pace e della nonviolenza Severino Saccardi, Gli "scrigni" di Santa Fiora In un tempo in cui "globale " e "locale" sembrano toccarsi, la valorizzazione di un luogo-simbolo come Santa Fiora, nel Sud amiatino della Toscana (che è "terra di campanili", ma anche e non contraddittoriamente "terra del mondo"), può dischiudere ad occasioni importanti di riflessione sui grandi temi del nostro tempo. E’ con questo spirito che nasce l’Associazione "Uomo Planetario", sviluppando un’idea già vigorosamente appoggiata un anno fa dallo scomparso presidente dell’ ARCI Tom Benetollo e riferendosi idealmente alla figura di un grande "figlio dell’Amiata" come Balducci, al "profeta dei poveri" Davide Lazzaretti, ai martiri del lavoro fucilati, nel 1944, dai nazisti a Niccioleta. Vincenzo Striano, I percorsi non facili del pacifismo L’iniziativa di Santa Fiora nasce dal forte impegno di Tom Benetollo di radicare il pacifismo nella politica superando le reticenze di un realismo miope che rinuncia al cambiamento Claudio Franci, Eredità e futuro dell’Uomo Planetario La nuova associazione Uomo Planetario che nasce sull’Amiata riprende l’eredità di grandi uomini che in queste terre hanno lasciato un messaggio di lotta e di pace e si proietta nel futuro affinché il nuovo mondo si affermi e ancora una volta utopia e concretezza possano camminare di pari passo. Claudio Martini, Un’ottica planetaria che nasce da una dimensione locale La qualità della riflessione e l’importanza di iniziative come quella di Santa Fiora e dell’"Uomo Planetario", che costituiscono un simbolo di pace ma anche un’occasione di riflessione permanente, hanno l’apprezzamento e l’appoggio della Regione Toscana Tommaso Ferraresi, Marcello Flores: tutta la violenza di un secolo Attraverso il libro di Marcello Flores una riflessione sui caratteri, le cause, gli interrogativi sulle violenze del Novecento, secolo paradigmatico dell’uso della violenza organizzata. Andrea Bigalli, La piccola Lola: la ricerca di un figlio Attraverso l’ultimo film di Bertrand Tavernier una riflessione sul problema delle adozioni internazionali

SOMMARIO NUMERO 440

In morte di papa Wojtyla, Forum di "Testimonianze" a cura di Maurizio Bassetti. Aspetti positivi e limiti, luci e ombre, elementi controversi e forti stimoli innovativi nel pontificato di Papa Wojtyla inquadrati attraverso le o440.jpg (204834 byte)pinioni di alcuni membri della Redazione di "Testimonianze"   Roberto Mosi, Mario Luzi o della "tensione verso la semplicità" Un ricordo del poeta fiorentino recentemente scomparso, amato da giovani e meno giovani per il suo impegno civile e il legame con la sua terra.Simone Tanturli, Cosa leggeva il giovane Milani. Un'indagine sulle prime letture (da Bernanos a Henry Godin) in seminario di don Lorenzo Milani, da cui forse ricava l'attenzione ai poveri, alla classe proletaria, alla necessità di separare messaggio cristiano dalla cultura dominante che lo allontana dalle classi popolari.

Laicità e cultura della convivenza negli anni 2000 (Sezione monografica a cura di Severino Saccardi) Franco Toscani, il valore pià prezioso (e incerto) dell'Occidente. La laicità, concepita come apertura alla verità inesauribile e all'infinita ricchezza del mondo, senso del dubbio e dei limiti, esercizio del pensiero critico, fiducia nella coscienza, disposizione all'autocritica, gusto della ricerca e del libero cammino, è ancora ben lungi dall'essere un saldo possesso, ma è il valore più prezioso dell'Occidente, uno dei migliori frutti della sua cultura, che apre l'orizzonte di una possibile convivenza fruttuosa fra culture e popoli diversi. Bruno Di Porto, Il principio di laicità nell'ottica delle minoranze. La vera laicità genera un clima storico, culturale, giuridico favorevole alla generale convivenza delle culture e delle religioni: in una situazione in cui le minoranze stanno crescendo, il criterio di fondo in un sistema democratico e laico è di contemperare la loro integrazione nel tessuto nazionale e sociale con il rispetto delle loro identità specifiche.

Federico Squarcini, Secular e religious: appunti critici a partire dal paese "più religioso del mondo ". Laicismo e religione hanno molti punti in comune: mentre lo stato laico e la religione ufficiale sono entrambi concepiti per orientare la gestione della cosa pubblica, la cultura laica e la religione popolare fungono ipoteticamente da parametro per la direzione delle scelte e delle pratiche personali dei soggetti. Ciò è particolarmente significativo  nell'India di oggi dove è difficile pensare di poter analiticamente separare il secular dal religious, gli atteggiamenti e le sensibilità religiose da quelle culturali e, in certo senso, laiche, a tal punto da rendere difficile cogliere legittimamente la linea di confine fra religione e politica.Andrea Bigalli, La parola "laico". La vita di Gesù ci presenta la sua volontà di diminuire la distanza tra realtà sacrale e vita comune, tra gli specialisti del sacro e la gente comune: d'altra parte la dialettica con il razionale è fondamentale per il pensiero religioso, ma anche i sistemi umani di pensiero si impoveriscono se non riescono a confrontarsi con il Trascendente, comunque lo si voglia intendere. Filippo Gentiloni, Interloquire alla pari. Nella nuova società "globalizzata" bisogna parlare di dialogo assai più che di laicità. "Laicità" suppone un "valore" da cui in qualche modo si prendono le distanze. Dialogo, invece, suppone una interlocuzione alla pari in cui nessuno dei due è più "sacro" o più "vero" dell'altro.Mauro Sbordoni, La strada dei sette ponti. Attraverso alcuni luoghi simbolo di fede (come Medjugorje, la moschea di Damasco e il Monastero di Vallombrosa) una riflessione su sincretismo e convivenza, separazione tra Cielo e Terra e collaborazione tra fedi, tra laici e religiosi, segno di un nuovo umanesimo, di una umanità che continua a vivere ad essere attiva presenza in grado non solo di aprirsi alla contemporaneità ma anche di intessere fecondi rapporti culturali con gli altri.Renzo Bonaiuti, "Aziende" di percorsi formativi? Oggi c'è il pericolo che possano passare, attraverso scelte culturali, politiche, legislative atteggiamenti e pratiche che tendono a considerare la scuola non come un'istituzione pubblica nazionale a servizio di tutti i cittadini ma una pluralità di "aziende" differenziate ognuna con una propria "offerta formativa" da porre sul mercato. L'approccio culturale ed educativo più attento richiede invece che la scuola di tutti debba costituire il luogo privilegiato in cui si educa al confronto e al dialogo religioso nella pluralità delle sue espressioni per l'acquisizione critica di strumenti basilari che la scuola deve essere in grado di offrire a tutti.Vittoria Franco. Se viene messa sotto assedio la laicità. Ciò che distingue il laico è la convinzione che non esista una sola forma gerarchica dei valori e che sia accettabile qualsiasi stile di vita frutto di una scelta libera: di fronte alle nuove tecnologie riproduttive è necessario che le scelte politiche e legislative trovino un equilibrio fra  sfera pubbblica e sfera privata appellandosi non semplicemente al principio della libertà di coscienza ma soprattutto al principio di responsabilità, nella ricerca di un equilibrio fra la libertà e il limite dello stesso legislatore.Giuseppe Vettori, Persona e laicità: un terreno di intesa. Nella nostra legislazione il rifiuto di posizioni assolute tiene conto di ogni valore ed offre un terreno di intesa e di cofronto a chi muove da posizione anche lontane, usando un metodo che non procede ad una astratta gerarchia piramidale dei valori ma procede invece al loro bilanciamento secondo criteri ordinanti ma non assoluti. La legge sulla fecondazione assistita (n. 40 del 2004) assicurando diritti a "tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito", propone uno spirito ideologico che non risolve alcun problema e complica inutilmente il sistema normativo. Erwin Lazlo, Emergenze del nostro tempo. Intervista a cura di Severino Saccardi. La storia pone oggi delle sfide decisive: la conservazione della biosfera, la questione ecologica, la questione della sicurezza, della pace, delle grandi migrazioni. Solo se non affrontiamo tutto questo all'interno di una logica della cultura della pace, della nonviolenza e della solidarietà possiamo evitare che il mondo vada in rovina.Emanuele Ciabattini, Polonia: il tragico 1944 di una Resistenza "diversa" Il 1 agosto del 2004 si è celebrato a Varsavia e in tutta la Polonia il sessantesimo anniversario dell0insurrezione della città contro i nazisti finita tragicamente per il mancato intervento sovietico le cui responsabilità non sono state ancora riconosciute dai russi.   Franco di Giorgi. A scuola da Liana Millu. Una classe si reca a Genova per incontrare e ascoltare la voce di una testimone della Sho'ah. Liana Millu, Una testimone della Sho'ah contro l'indifferenza, la violenza e il disprezzo. Intervista a cura di David Dambitsch. Una testimone della Sho'ah ci parla della sua esperienza non tanto nell'ottica di ricostruire gli avvenimenti storici quanto piuttosto di indicare cosa di essi è rimasto e ciò contro cui noi oggi dobbiamo ancora lottare. I giovani di oggi crescono ancora in un clima di indifferenza, violenza e disprezzo. Lo stesso vissuto da Liana Millu che ci mette in guardia perché ce ne liberiamo. Mary Malucchi, La mia guerra all'indifferenza. La mia guerra all'indifferenza è l'autobiografia, intensa e graffiante, di un giovane funzionario dell'ONU, ucciso a Baghdad. Un viaggio nella realtà di tante guerre dolorose. E' la critica aspra e diretta alle ONG e all'ONU, per non continuare a fingere di vivere nel migliore dei mondi possibili.Franco Di Giorgi, Gabriele Mandei e la bellezza del dio sufico. Un'analisi del sufismo, via mistica dell'islam, attraverso l'opera di Gabriele Mandei che mette in risalto come senza l'equilibrio il ritmo e la simmetria (ovvero senza bellezza) non ci potrebbe essere universo con tutte le sue leggi che lo regolano. Inoltre mentre l'islam o almeno il sufismo, accoglie la molteplicità eterogenea delle teofanie e esalta il rapporto Io-Tu, come ricchezza religiosa, al contrario il cristianesimo, in quanto otodossia, ha sempre riservato un atteggiamento diffidente, refrattario e discriminatorio verso ogni differenza.Giovanni Allegretti e Giovanni Sammicheli, La IX Biennale d'Architettura di Venezia: quando la speculazione architettonica si parla addosso. La IX Biennale d'Architettura di Venezia, a causa della nuova legge che ne ha modificato lo status, è stata più un "campionato espositivo" che un luogo per dar spazio alla controinformazione e ad un approccio critico all'architettura moderna, vitali per non ripetere errori come quello di Barcellona.

 

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