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Volume speciale dedicato a
Ernesto Balducci
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elaborazione
grafica
e strutturale
sito
a cura di:
Bianca Maria Bassetti
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ANNO 2005
SOMMARIO NUMERO
443/444
Il Tema Stefano Marcelli,
Gli occhi di Akbar nella casa dei fantasmi Un
appello per la liberazione del giornalista scrittore iraniano Akbar Ganji,
incarcerato e torturato, per le sue idee e la sua attività pubblicistica
a favore della democrazia e della libertà, nel terribile carcere di Evin,
da lui ribattezzato "casa dei fantasmi" Culture e Religioni
Dietrich Bonhoeffer: un pensiero per il futuro Sezione monotematica
per il 60° anniversario della scomparsa di Dietrich Bonhoeffer a cura di
Andrea Bigalli e Lodovico Grassi Severino Saccardi, Dietrich
Bonhoeffer: un pensiero per il futuro Il nostro mondo vive occasioni,
contraddizioni e problemi (basti pensare a quelli dischiusi dalle
biotecnologie) che ai tempi di Bonhoeffer erano inimmaginabili. E
viviamo in un contesto che è, per certi versi, assai differente dall’"epoca
adulta" preconizzata dal martire di Flossenbürg. Ma le intuizioni
bonhoefferiane costituiscono ancora una "segnaletica"
fondamentale (un vero "pensiero per il futuro") per leggere i
controversi segni dei nostri tempi. Eraldo
Affinati, La vita della generazione che viene
Muovendo dall’"uomo dei limiti" introdotto da Bonhoeffer,
una conseguente riflessione sui principi u ltimi dell’azione pedagogica e
sullo "scandalo" insito in essa. Andrea Bigalli, Un
alfabeto di speranza per l’oggi Nella testimonianza e nelle parole
di Bonhoeffer raccogliamo il dono di un alfabeto della speranza e di un
respiro che orientano, in direzione dell’"osare per fede", la
riflessione e l’azione nel travagliato oggi del mondo e della Chiesa. Alberto
Conci, Una teologia per la pace, comandamento
concreto di Dio Bonhoeffer ha elaborato, nella
diffidenza generale delle Chiese, una teologia della pace basata sulla
nonviolenza nella convinzione che il comandamento della pace rappresentava
in quel momento di guerra mondiale il comandamento concreto di Dio. Questa
elaborazione teorica lo spinse poi a sviluppare l’idea della
responsabilità come assunzione su di sé del peso delle azioni di altri e
ad aprirsi la strada all’impegno nella congiura contro Hitler Pietro
L. Di Giorgi, Ripensare Bonhoeffer dopo la fine del "secolo
breve" Il pensiero etico e politico di Bonhoeffer continua a
parlare in modo straordinario al nostro presente, che, dopo le illusioni
seguite al congedo dal "secolo breve", si sporge sull’abisso
di una post- modernità non meno sconvolgente. Il circuito ermeneutico
bonhoefferiano etica-politica solleva lo spazio di mondanità-laicità all’altezza
di un dibattito teologico e politico che non annaspi nel vuoto e nell’astrattezza
formale Lodovico Grassi, L’ultimo Bonhoeffer Negli ultimi
mesi di carcerazione a Tegel, seguiti da sei mesi nel carcere della
Gestapo, Bonhoeffer non molla il filo rosso del suo pensiero teologico. La
preghiera e il lavoro sono ora la sua forma di resistenza, che si
concretizza nel Progetto destinato a una "ripresa" di
vasto respiro che il martirio spezza e ci consegna come eredità e
interpellanza. Alfredo Jacopozzi Dio, che salva grazie alla
libertà Una questione centrale riguarda l’"apriori religioso"
che da diciannove secoli sta alla base dell’annuncio e della teologia
cristiani e che Bonhoeffer pensa debba scomparire, perché la rivelazione
non può essere una religione ma solo una fede, anche se una
contrapposizione del genere non ha più senso in un mondo che ormai vive
senza religione: nel mondo diventato adulto, l’immagine autentica di Dio
è il Dio che "esiste-per-altri" e che ci salva grazie alla
libertà con cui è andato sulla croce, nella sua debolezza e impotenza. Roberto
Mancini, Memoria di Bonhoeffer nel tempo della cristianità
mediatica La via del cristianesimo non religioso è la via del
cristianesimo crocifisso, cioè disposto alla croce per amore; la via che
sottraendosi alla prigionia delle relazioni di ostilità aiuta la Chiesa,
in quanto comunità aperta, da un lato a non ricadere nelle forme
religiose della potenza, del giudizio e del farsi nemici di qualcuno, dall’altro
a non soccombere all’invadenza di una cristianità mediatica. Enzo
Mazzi, Una sfida alta alle teologie cristiane Il fine della
costituzione di una fede laica come necessità imprescindibile per l’umanità
muovendo dal riconoscimento dell’onnipotenza di Dio proprio nel momento
in cui Egli si mostra impotente di fronte a Gesù crocifisso. "Come
se Dio non ci fosse" resta una delle sfide più alte mai mosse alla
teologia cattolica e a quella protestante. Serena Noceti, Se
la Chiesa è integralmente "per altri" La
profonda e appassionata ricerca sulla natura e la missione della Chiesa
nella storia è stato il tema che ha accompagnato tutto il pensare e
vivere teologico di Bonhoeffer: al pensare la Chiesa si unisce l’agire
"come Chiesa", in un intreccio vitale tra cristologia,
ecclesiologia, etica Michele Pifferi,
"Pellegrini che amano la terra che li porta" Nel
dibattito su come vivere la laicità da parte dei credenti è utile
la lezione di Bonhoeffer che ci suggerisce di pensare atteggiamenti capaci
di vivificare con la fede ogni relazione sociale, di realizzare il Regno
di Dio sulla terra, mescolandosi con gli altri, calandosi nelle
contraddizioni del nostro tempo. Essere pienamente laici, ma essere anche
sempre per l’altro: un modo di vivere la fede che diviene
accettazione di un impegno senza riserve ed esalta la responsabilità
personale nel prendersi cura di ogni persona. Paolo Ricca, Lettere
alla fidanzata – cella 92 Il pastore Bonhoeffer ha sperimentato la
vita quasi monastica di Finkenwalde, ma ha vissuto in pienezza – e con
cuore indiviso! – l’amore ricambiato per una donna giovanissima:
voleva che il loro matrimonio fosse "un sì alla terra di Dio".
Il loro epistolario lascia un segno umano e teologico di
sorprendenti rarità e attualità. Armido Rizzi, Per una
teologia del penultimo La novità di Bonhoeffer a proposito dell’attenzione
cristiana per il "penultimo" sta nel considerare i beni terreni
non soltanto in funzione di mezzi, per essere usati, ma pure come fini,
per essere goduti. E’ questa una lezione che il cristiano deve
riapprendere dall'Antico Testamento: il tempo della vita terrena non va
sacrificato in vista dell’eternità, ma ha, dentro il disegno divino di
creazione e di salvezza, una sua intrinseca dimensione spirituale. Franco
Toscani, Restituire un ruolo effettivo all’etica L’etica
della responsabilità di Bonhoeffer va oltre quelle di Weber e di Jonas e
insieme oltre le etiche dell’intenzione in quanto fondata e strutturata
come etica responsoriale della conformità a Cristo e come richiesta, nel
bene, di una totalità che esige, oggi, un ripensamento alla luce della
nuova situazione storica, con la restituzione all’etica di un ruolo
effettivo e oltre le formulazioni consolidate o scettiche. Giuseppe
Vettori, Libertà e
responsabilità in Dietrich Bonhoeffer La
concezione teologica di Bonhoeffer è ricca di indicazioni per affrontare
il difficile rapporto fra la ricerca di un’identità ispirata dal
messaggio cristiano e le scelte etiche, politiche e sociali che il
presente ci impone. Infatti la centralità della persona, che Bonhoeffer
ripropone in modo netto, non esige affatto l’esaltazione della natura
divina dei diritti fondamentali. Alberto Gallas, La croce sul
Golgota e la croce nella storia Assumendo la struttura paradossale
della theologia crucis come struttura portante delle sue tesi sul
mondo adulto, Bonhoeffer fornisce alla sua innovativa teologia la
solidità di un ancoraggio alla tradizione mutandone, però, profondamente
la prospettiva. Con lui si apre un nuovo capitolo della theologia
crucis, ancora oggi ben lontano dall’esser stato scritto per intero Polis
Simone Siliani, Un’idea dell’Italia La crisi culturale e
politica in cui versa l’Italia non può prescindere dal contesto più
vasto della crisi degli stati nazione, e dell’Occidente in genere.
Vannino Chiti e Michele Ciliberto ne discutono apertamente in un libro
ricco di riferimenti storico-culturali e di spunti interessanti per la
comprensione del tempo in cui viviamo. Uomo
Planetario Renza Marchi, Il Sudafrica dopo il
crollo del muro di Berlino La fine dell’apartheid in Sudafrica è
legata alla fine della guerra fredda e oggi il paese africano, terminata
la fase della ricerca della verità e della conciliazione, si avvia a
ricercare forme di democrazia sempre più ampie e un suo ruolo
internazionale. Leonardo Ferri, Sull’autobus a Kathmandu La
mancanza di un interesse internazionale e la debolezza dei partiti locali
impedisce al Nepal di uscire da una situazione di guerra strisciante tra
una monarchia assoluta e repressiva e gruppi di ribelli di ispirazione
maoista: a farne le spese sono i contadini, le donne e la parte più
debole del paese immerso nella povertà e nel terrore Emmanuele
Giaccherini, Nepal: una tragedia sconosciuta Attraverso
un lavoro di documentazione emerge tutta la drammaticità della situazione
in Nepal, un Paese martoriato da una guerra civile che vede atrocità da
entrambi i fronti Società civile Severino Saccardi,
Mauro Martini, "uomo di confine" Giornalista e
studioso, commentatore per molte testate, esperto delle realtà dell’Europa
dell’Est, Mauro Martini è stato per noi un amico e un prezioso
collaboratore che andava in profondità e ci ha aiutato a spingere lo
sguardo oltre i confini conosciuti nella crescente complessità del mondo
contemporaneo. Adriano Sofri,
Mauro Martini: una generosità piena di affetto Intervista a cura
di Severino Saccardi Un originale intellettuale dal percorso e dai
modi non ortodossi ma pieno di temperamento, intelligenza e di
disponibilità Wlodek Goldkorn, Non
lontano da Brodskij Intervista a cura di Mary
Malucchi Un ritratto di Mauro Martini, studioso appassionato, atipico e
non accademico, formatosi sul campo come "polonista" e tendente,
poi, a guardare senza pregiudizi alla Russia, che era giunto nei suoi
studi più recenti a rimettere in discussione la vecchia distinzione fra
"occidentalisti" e "slavofili, travolta da Internet e dalla
postmodernità Mauro Martini, Russia e dintorni:
piccola Antologia di testi In due brevi contributi (tratti da testi
pubblicati su "Testimonianze") di Mauro Martini alcune delle
problematiche più significative dei rapporti tra Unione Europea e paesi
dell’aria ex-sovietica. Multimedia Mary Malucchi, Memorie
di un ebreo toscano La pubblicazione di un libro rivela la storia di
un altro "eroe" nascosto che ha aiutato gli ebrei in Italia
contro le persecuzioni naziste
SOMMARIO NUMERO 442
Il tema Alessandro Checcucci,
Morfologia ragionata della Destra USA Le
vicende attuali del conservatorismo americano possono essere colte in
misura non banale solo se iscritte in un processo di sviluppo che si
protrae per oltre un secolo. Processo che riguarda non solo l’evoluzione
delle élites culturali che hanno percorso la storia del pensiero
repubblicano e della provenienza geografica dei personaggi che si sono
succeduti alla guida dello storico partito della destra americana,
ma anche gli sviluppi della cultura civica statunitense, e dei suoi
molteplici modi di stare a destra, anche non votando repubblicano. Culture
e religioni Marilena Pasquali,
Jean-Michel Folon a Firenze (intervista con a cura di Roberto Mosi)
Il successo della manifestazione sottolinea il
legame dell’artista, da poco scomparso, con Firenze, e ci comunica un
messaggio sereno che fa di questa una mostra di gioia. Vincenzo
Arnone, L’anima di Papini Papini
è stato un uomo invadente, scontroso, acceso polemista, amante della
autoesaltazione, del ruolo di profeta e di giudice spietato. Eppure sotto
questo burbero personaggio c’è un’anima di poeta e un divoratore di
libri. Dovere del critico è trovare quest’anima, qua e là, nelle sue
opere, per una equilibrata riconsiderazione. Polis
Per Alex Langer (a cura di
Severino Saccardi) Mario Lupi, Era
tra i pochi a pensare europeo Un ricordo del
politico, dell’amico, dell’uomo Alex Langer, nel decimo anniversario
dalla sua drammatica scomparsa. Ma anche un invito a predisporre gli
strumenti per la concreta realizzazione di una società di tolleranza e di
convivenza profonda e concreta, obiettivo in cui Langer non ha mai smesso
di credere, ma del quale certamente ha sofferto il peso dell’apparente
irrealizzabilità. Enzo Mazzi, Il
paradigma morte-resurrezione nella vita di Alex Langer Un
ricordo della collaborazione di Langer all’esperienza dell’Isolotto a
Firenze: la positività di quel gruppo di giovani, che per generare ha
bisogno di passare attraverso il conflitto e in qualche modo la morte, è
non solo metafora del ’68 ma di tutta la storia umana Claudio
Del Lungo, La speranza di un cambiamento L’esperienza
politica di Langer è attraversata dal desiderio di stimolare percorsi
nuovi, creare collaborazione e convergenze tra persone diverse, perseguire
obiettivi non facili come il dialogo interetnico e una nuova mentalità
ecologista. Andrea Bigalli, Avevo
un fratello Alex Langer è stato una di quelle
persone che costituiscono dei compagni di viaggio, dei fratelli che ci
accompagnano per la via e che ad un tratto scompaiono creando un vuoto e
sconcerto reso più drammatico dal mistero di una fine anzitempo.Adriano
Sofri, Far di se stesso
ponte fra due sponde Intervista con Adriano
Sofri a cura di Severino Saccardi Adriano Sofri
ricorda di Alex Langer l’importanza che, nel suo percorso, ebbero
simboli importanti, come la figura di S. Cristoforo (traghettatore
o portatore di speranza, che rischia di essere sopraffatto dal peso
dell’impresa) e i temi ed i termini della conversione (anziché
della semplice riconversione) ecologica e di tutto un modo di
impostare la vita di relazione Pietro Del Zanna,
Parole che sento anche mie In
forma di lettera, un grato ricordo (di un "uomo che si è fatto
attraversare dalle contraddizioni cercando una via d'uscita vera")
che è anche la ricostruzione di un cammino che negli ultimi dieci anni si
è snodato anche a partire dall'eredità, umana e politica, lasciata da
Alex Langer. Uomo Planetario Alexander
Langer traghettatore di speranze Sezione
monotematica in omaggio ad Alex Langer a cura di Christine Stufferin e Edi
Rabini Atti del Convegno della Fondazione langer: Euromediterranea
2005. Alexander Langer: Lentius, profundius, suavius. Srebrenica: Le
ferite del silenzio. Bolzano 1-2 luglio 2005 Introduzione
a cura della Fondazione,
Alex e Srebrenica: 10 anni I. L’Europa
muore o rinasce a Sarajevo? Irfanka
Pašagić, Un
premio che è un impegno Ricevere il premio
Alexander Langer è un grande impegno ma anche un riconoscimento dell’attività
dell’associazione "Tuzlanska Amica" per un ritorno ad una
pacifica convivenza che superi ogni distinzione etnica Nataša
Kandić, Srebrenica, simbolo di
verità e di giustizia Le questione più
importante oggi nell’area balcanica sta nel come mettere in atto la
legalità e la giustizia, e l’Europa, a lungo solo spettatrice, può
avere un ruolo positivo importante se smette di tirarsi indietro e prende
posizione decisa contro i criminali di guerra. Vjosa
Dobruna, La gente europea dei Balcani La
gente dei Balcani sente di avere una forte identià europea e di poter
dare un grande contributo all’Europa comune. E’ interesse dell’Europa
favorire un processo di integrazione sempre più ampio prendendo
insegnamento dalle vicende balcaniche Massimo
Cacciari La lezione di un uomo dell’apocalisse
Un’Europa che si chiama fuori dall’essere
protagonista nei grandi conflitti politici, nelle grandi contraddizioni
politiche della sua epoca, a un certo momento decade anche come potenza
economica, mentre invece dovrebbe agire a testa alta di fronte all’egemonia
americana. E l’Europa si unisce intorno all’idea di "bene
comune", che trascende i singoli che unisce in un luogo-non-luogo
dove si sta insieme perché si è capaci di elaborare una meta comune. Francesco
Palermo, La linfa vitale della complessità In
un’Europa, che per ora rimane un concetto nebuloso, i rapporti con le
nazioni dell’est sono un banco di prova per l’(auto)affermazione sia
sul fronte della politica interna che su quello dei rapporti di carattere
mondiale.
II. La conversione ecologica Wolfgang Sachs,
Un’estetica della misura Il benessere andrebbe
concepito in modo da poter risultare equo e così democratico che tutti al
mondo possano parteciparvi senza mandare la biosfera alla sua rovina
definitiva. Oggigiorno chi vuole salvare il proprio volere, ha bisogno di
un’estetica della misura, perché è circondato dalla sovrabbondanza. Giuseppina
Ciuffreda, La nostalgia del Paradiso e la
conversione ambientalista Il crescente
aggravarsi della situazione ambientale non va di pari passo con la
sensibilizzazione al problema. Solo un cambiamento di mentalità e
abitudini profondo può invertire questo processo. Guido
Viale, Alex per parole chiave Un’interpretazione
della conversione ecologica desiderata da Langer: è nei nostri
comportamenti, nella capacità di creare un contesto più favorevole a una
vita meno dipendente dallo spreco di risorse, meno governata dall’aggressività,
più propensa ad uno spirito comunitario che possiamo trovare le
condizioni per una azione politica per la trasformazione della società. III.
Tentativo di decalogo per la convivenza interetnica Gad
Lerner, Vite diverse ma
vicine Le difficoltà nel vivere la propria
identità tra manie egocentriche, razzismi, flessibilità e tradimenti. Un
confronto tra due esperienze di vita diverse ma vicine: quella di un ebreo
filopalestinese italiano di incerta origine e quella di un tirolese
italiano Guido Denicolò,
Della fatica di costruir ponti A partire dal
dibattito lacerante sullo status del Sudtirolo, Langer ha iniziato la sua
lotta per stabilire dei ponti, un dialogo, tra chi non vuole comunicare,
per superare il sistema della separazione sperimentato nella sua regione Riccardo
Dello Sbarba, Reggersi in bilico su un cippo
di frontiera
La ricerca di un dialogo interetnico pone domande sul senso dell’"etnicità",
una dimensione ambigua che divide e dunque fare "interetnicità"
significa operare costantemente per far devolvere l’etnicità dalla
forma più violenta alla più mite: dalla violenza alla politica, dalla
politica alla cultura. Fabio Levi,
Una vita "nel vortice" Non
sarebbe giusto conservare di Alex Langer l’immagine un po’ oracolare
dell’"uomo savio". La sua storia evidenzia la capacità di
vivere "nel vortice" dei cambiamenti, riuscendo talora a
trovarsi anche fisicamente nei luoghi dei grandi cambiamenti storici,
vivendo e sentendo dall’interno le contraddizioni e la sproporzione fra
l’impegno generoso del singolo e le rigidità delle realtà
etnico-culturali ed economico-politiche Virgilio
Dastoli, Gli ideali di
Alex e quelli di Altiero Spinelli Bisogna
riflettere sull’opera di Langer anche nel difficile cammino di
unificazione e integrazione europea e "continuare in quello che è
giusto" come egli diceva. Società civile Severino
Saccardi, La massima di Epicuro e il
Consiglio regionale (intervista a cura di Tommaso Ferraresi) Politica
istituzionale e valori, principi ed atti concreti. Il direttore di
"Testimonianze" illustra la sua personale visione della
rappresentanza e il rapporto che essa ha con i valori di cui egli è
portatore e con la sua esperienza nel mondo dell’insegnamento. Multimedia
Giovanni Allegretti; Venezia
62: diversità in dialogo La LXII Mostra d’Arte
Cinematografica di Venezia – ribattezzata il "festival della tigre
asiatica" per la massiccia presenza di film orientali nelle diverse
sezioni parallele – si è distinta dalle precedenti per la perfetta
gestione logistica e per l’apparato di sicurezza che l’ha circondata.
Ma non è stata la mostra dell’arroccamento, bensì la mostra del "meticciato":
una straordinaria occasione di dialogo e confronto tra culture e
diversità. Tante le pellicole dai contenuti impegnati, persino nella
sezione del concorso: ma il cinema italiano in gara non si è discostato
dalle recenti tendenze intimistico/minimaliste.
SOMMARIO NUMERO 441
Renu
Sharma, Diritti umani e diritti delle donne in Nepal intervista a
cura di Leonardo Ferri.Roberto Taioli,
Sul crinale:
speranza, responsabilità, apocalisse nel pensiero del Novecento
Escatologia ed apocalittismo attraversano a vario modo il
pensiero del Novecento, ma anche il fiorire di nuove speranze e l’avanzare
faticoso di un’idea nuova dell’umanità unificata dal senso di una
speranza e dall’affermarsi di nuovi diritti. Dubbi e risposte attraverso
una rivisitazione del pensiero di Ernst Bloch, Hans Jonas, Gunther Anders.Mary Malucchi,
Nicola
Badaloni: un libero pensatore dei nostri tempi. Nicola Badaloni,
recentemente scomparso, costituisce una figura di primo piano della
cultura italiana, capace di coniugare impegno politico con lo studio e l’elaborazione
intellettuale. E’ stato un maestro ineguagliabile per quella parte di
mondo che continuerà a cercare un orizzonte più giusto e più libero,
grazie soprattutto alla sua generosa disponibilità con cui ascoltava ogni
richiesta e alla straordinaria passione con cui affrontava le vicende
politiche del mondo.Velio Abati, Ken Bugul: una
scrittrice dall’altra parte del cielo La Fondazione Bianciardi ha
permesso l’incontro tra la scrittrice senegalese Ken Begul e i cittadini
della Maremma in un’esperienza ricca di sorprese e insegnamenti..
Reporters di guerra testimoni di paceAtti del 1°
Colloquio di Santa Fiora su pace, diritti, nonviolenza a cura di Severino
Saccaridi e Lucio Niccolai (24/4/2005).
Severino
Saccardi, L’impegno per la libertà di informazione nei
"punti caldi" del pianetaIl
reporter di guerra rappresenta una figura importante per l’affermazione
della libertà e la democrazia: far conoscere la verità sui fronti di
guerra è un contributo fondamentale per combattere ogni violenza e stare
dalla parte degli oppressi.
Loris
Campetti, Le bugie di guerra Oggi è sempre più difficile
svolgere il lavoro del giornalista che deve liberarsi dalle bugie
costruite appositamente dai politici e dalle veline degli Stati Maggiori. Massimo Bordin,
Antonio Russo: un modo diverso di fare il giornalista Un esempio di
giornalismo libero che legge i fatti dalla parte delle vittime. La triste ma
esemplare vicenda di un giornalista che ha pagato con la vita la sua fedeltà
alla verità e agli oppressi.
Paolo
Serventi Longhi, Raccontare la verità laddove è nascosta Bisogna
collegare la battaglia per la libertà d’informazione con la più
generale lotta per la difesa di tutti i diritti democratici e della
Costituzione: una lotta che interessa non solo i giornalisti ma tutti i
cittadini.
Mariano Benni,
La mela velenosa dell’informazione distorta Esistono grandi
laboratori dell’informazione che condizionano la diffusione delle
notizie e avvelenano la verità.
Stefano
Marcelli, Se vuoi la pace informa Aumenta il numero dei
giornalisti uccisi e questo è un pericolo per la democrazia e per la pace
che ha bisogno dell’informazione, di sapere come stanno le cose per
permettere a tutti di decidere e agire.
Mimmo Candito,
L’enfasi dell’apparenza e il riconoscimento della realtà. Oggi
sembra non esserci più una frontiera fra percorsi della pace e percorsi
della guerra e non vi è più identità e certezza su ciò che è vero e
ciò che è falso.Il dovere del giornalista allora sarà quello di avviare
un racconto che sia il più vicino possibile al riconoscimento della
realtà cercando di superare quelle difficoltà che sono identiche sia in
guerra sia nel lavoro giornalistico in qualsiasi tempo.
Paolo
Beni, La guerra mediatica Oggi le guerre non si fanno se non
sono preparate da una grande campagna mediatica, sembra quasi che non si
facciano per vincere, ma per convincere, per costruire consenso.
Fulvio Fammoni,
La memoria come valore fondativo di un paese Non si può
dimenticare il passato e riscrivere la storia in cui non ci sono più
distinzioni tra oppressi e oppressori, come non si può imbavagliare il
diritto all’informazione. Attualità
di quel lontano 25 aprileCommemorazione
del 60° anniversario della Liberazione a Santa Fiora. Lio
Scheggi. Quel lontano 25 aprile
La pietà
nei confronti di tutti i morti è dovuta, è un atto di civiltà, ma la
consapevolezza storica della differenza di chi è morto per darci la
libertà o per tentare di procrastinare le dittature del nazismo e del
fascismo deve essere altrettanto netta.Giovanni Gozzini.
Una
lunga scia di sangue Rendere memoria di Niccioleta e degli eccidi del
passato è significativo per poter continuare a denunciare ancora ogni
violazione dei diritti umani, affermando che i crimini contro l’umanità
non cadono mai in prescrizione.
Ali Rashid, La grande strada
del sogno La Resistenza italiana costituisce una tappa di quella
grande strada del sogno per la realizzazione della libertà, dell’uguaglianza
e della fine di ogni oppressione.
Pierluigi Di Piazza, Tradimenti
e fedeltà Essere coerenti con i valori della Resistenza vuol dire
combattere contro ogni ingiustizia, contro le guerre, contro intolleranza
e chiusura e portare avanti una disobbedienza resistente nella fedeltà
alla verità. Luciano
Silvestri, Il diritto di costruire il proprio
futuro Bisogna costruire un futuro di libertà attraverso una
solidarietà tra generazioni che saldi i valori della Resistenza con le
esigenze della società attuale.
Annarita
Bramerini, Attualità della Resistenza Un appello per lavorare
costantemente con le scuole e con i giovani sui temi di "educazione
civica", perché i valori della Resistenza, così bene espressi nella
nostra Carta costituzionale, non vengano traditi.
Lucio
Niccolai, La memoria di Niccioleta I minatori uccisi nel 1944 a
Niccioleta erano persone semplici, umili, che sono fonte di ispirazione ed
esempi preziosi, che danno un senso alla "fedeltà al vero" di
cui parlava Balducci, e di quegli ideali che richiamano l’immenso sogno
di pace della Resistenza che, idealmente, si ricollega oggi al nostro
impegno di pace per l’uomo planetario, per la cultura della non violenza
e dei diritti.
Presentazione
dell’Associazione "Uomo Planetario"
Atti dell’incontro
del 23 aprile 2005 a Santa Fiora Lucio
Niccolai e Renzo Verdi, Uomo planetario: un’associazione per la
pace e la non violenza La nascita dell’associazione "Uomo
Planetario" è legata alla volontà di fare di Santa Fiora un luogo
simbolo della cultura della pace e della nonviolenza
Severino
Saccardi, Gli "scrigni" di Santa Fiora In un tempo in
cui "globale " e "locale" sembrano toccarsi, la
valorizzazione di un luogo-simbolo come Santa Fiora, nel Sud amiatino
della Toscana (che è "terra di campanili", ma anche e non
contraddittoriamente "terra del mondo"), può dischiudere ad
occasioni importanti di riflessione sui grandi temi del nostro tempo. E’
con questo spirito che nasce l’Associazione "Uomo Planetario",
sviluppando un’idea già vigorosamente appoggiata un anno fa dallo
scomparso presidente dell’ ARCI Tom Benetollo e riferendosi idealmente
alla figura di un grande "figlio dell’Amiata" come Balducci,
al "profeta dei poveri" Davide Lazzaretti, ai martiri del lavoro
fucilati, nel 1944, dai nazisti a Niccioleta.
Vincenzo
Striano, I percorsi non facili del pacifismo L’iniziativa di
Santa Fiora nasce dal forte impegno di Tom Benetollo di radicare il
pacifismo nella politica superando le reticenze di un realismo miope che
rinuncia al cambiamento
Claudio
Franci, Eredità e futuro dell’Uomo Planetario La nuova
associazione Uomo Planetario che nasce sull’Amiata riprende l’eredità
di grandi uomini che in queste terre hanno lasciato un messaggio di lotta
e di pace e si proietta nel futuro affinché il nuovo mondo si affermi e
ancora una volta utopia e concretezza possano camminare di pari passo.
Claudio
Martini, Un’ottica planetaria che nasce da una dimensione locale La
qualità della riflessione e l’importanza di iniziative come quella di
Santa Fiora e dell’"Uomo Planetario", che costituiscono un
simbolo di pace ma anche un’occasione di riflessione permanente, hanno l’apprezzamento
e l’appoggio della Regione Toscana
Tommaso
Ferraresi, Marcello Flores: tutta la violenza di un secolo Attraverso
il libro di Marcello Flores una riflessione sui caratteri, le cause, gli
interrogativi sulle violenze del Novecento, secolo paradigmatico dell’uso
della violenza organizzata.
Andrea Bigalli,
La piccola Lola: la ricerca di un figlio Attraverso l’ultimo
film di Bertrand Tavernier una riflessione sul problema delle adozioni
internazionali
SOMMARIO NUMERO 440
In morte di papa Wojtyla, Forum di "Testimonianze" a cura
di Maurizio Bassetti. Aspetti positivi e limiti, luci e ombre, elementi
controversi e forti stimoli innovativi nel pontificato di Papa Wojtyla
inquadrati attraverso le o pinioni di alcuni membri della Redazione di
"Testimonianze" Roberto
Mosi, Mario Luzi o della "tensione verso
la semplicità" Un ricordo del poeta fiorentino recentemente
scomparso, amato da giovani e meno giovani per il suo impegno civile e il
legame con la sua terra.Simone
Tanturli, Cosa leggeva il giovane Milani. Un'indagine sulle
prime letture (da Bernanos a Henry Godin) in seminario di don Lorenzo
Milani, da cui forse ricava l'attenzione ai poveri, alla classe
proletaria, alla necessità di separare messaggio cristiano dalla cultura
dominante che lo allontana dalle classi popolari.
Laicità e
cultura della convivenza negli anni 2000 (Sezione monografica a
cura di Severino Saccardi) Franco
Toscani, il valore pià prezioso (e incerto) dell'Occidente. La
laicità, concepita come apertura alla verità inesauribile e all'infinita
ricchezza del mondo, senso del dubbio e dei limiti, esercizio del pensiero
critico, fiducia nella coscienza, disposizione all'autocritica, gusto
della ricerca e del libero cammino, è ancora ben lungi dall'essere un
saldo possesso, ma è il valore più prezioso dell'Occidente, uno dei
migliori frutti della sua cultura, che apre l'orizzonte di una possibile
convivenza fruttuosa fra culture e popoli diversi. Bruno
Di Porto, Il principio di laicità nell'ottica delle minoranze.
La vera laicità genera un clima storico, culturale, giuridico favorevole
alla generale convivenza delle culture e delle religioni: in una
situazione in cui le minoranze stanno crescendo, il criterio di fondo in
un sistema democratico e laico è di contemperare la loro integrazione nel
tessuto nazionale e sociale con il rispetto delle loro identità
specifiche.
Federico
Squarcini, Secular e religious: appunti critici a partire dal paese
"più religioso del mondo ". Laicismo e religione hanno
molti punti in comune: mentre lo stato laico e la religione ufficiale sono
entrambi concepiti per orientare la gestione della cosa pubblica, la
cultura laica e la religione popolare fungono ipoteticamente da parametro
per la direzione delle scelte e delle pratiche personali dei soggetti.
Ciò è particolarmente significativo nell'India di oggi dove è
difficile pensare di poter analiticamente separare il secular dal
religious, gli atteggiamenti e le sensibilità religiose da quelle
culturali e, in certo senso, laiche, a tal punto da rendere difficile
cogliere legittimamente la linea di confine fra religione e politica.Andrea
Bigalli, La parola "laico". La vita di Gesù ci
presenta la sua volontà di diminuire la distanza tra realtà sacrale e
vita comune, tra gli specialisti del sacro e la gente comune: d'altra
parte la dialettica con il razionale è fondamentale per il pensiero
religioso, ma anche i sistemi umani di pensiero si impoveriscono se non
riescono a confrontarsi con il Trascendente, comunque lo si voglia
intendere. Filippo
Gentiloni, Interloquire alla pari. Nella nuova società "globalizzata"
bisogna parlare di dialogo assai più che di laicità.
"Laicità" suppone un "valore" da cui in qualche modo
si prendono le distanze. Dialogo, invece, suppone una interlocuzione alla
pari in cui nessuno dei due è più "sacro" o più
"vero" dell'altro.Mauro Sbordoni, La strada dei sette ponti. Attraverso alcuni luoghi
simbolo di fede (come Medjugorje, la moschea di Damasco e il Monastero di
Vallombrosa) una riflessione su sincretismo e convivenza, separazione tra
Cielo e Terra e collaborazione tra fedi, tra laici e religiosi, segno di
un nuovo umanesimo, di una umanità che continua a vivere ad essere attiva
presenza in grado non solo di aprirsi alla contemporaneità ma anche di
intessere fecondi rapporti culturali con gli altri.Renzo
Bonaiuti, "Aziende" di percorsi formativi? Oggi c'è
il pericolo che possano passare, attraverso scelte culturali, politiche,
legislative atteggiamenti e pratiche che tendono a considerare la scuola
non come un'istituzione pubblica nazionale a servizio di tutti i cittadini
ma una pluralità di "aziende" differenziate ognuna con una
propria "offerta formativa" da porre sul mercato. L'approccio
culturale ed educativo più attento richiede invece che la scuola di tutti
debba costituire il luogo privilegiato in cui si educa al confronto e al
dialogo religioso nella pluralità delle sue espressioni per
l'acquisizione critica di strumenti basilari che la scuola deve essere in
grado di offrire a tutti.Vittoria
Franco. Se viene messa sotto assedio la laicità. Ciò che
distingue il laico è la convinzione che non esista una sola forma
gerarchica dei valori e che sia accettabile qualsiasi stile di vita frutto
di una scelta libera: di fronte alle nuove tecnologie riproduttive è
necessario che le scelte politiche e legislative trovino un equilibrio
fra sfera pubbblica e sfera privata appellandosi non semplicemente
al principio della libertà di coscienza ma soprattutto al principio di
responsabilità, nella ricerca di un equilibrio fra la libertà e il
limite dello stesso legislatore.Giuseppe
Vettori, Persona e laicità: un terreno di intesa. Nella nostra
legislazione il rifiuto di posizioni assolute tiene conto di ogni valore
ed offre un terreno di intesa e di cofronto a chi muove da posizione anche
lontane, usando un metodo che non procede ad una astratta gerarchia
piramidale dei valori ma procede invece al loro bilanciamento secondo
criteri ordinanti ma non assoluti. La legge sulla fecondazione assistita
(n. 40 del 2004) assicurando diritti a "tutti i soggetti coinvolti,
compreso il concepito", propone uno spirito ideologico che non
risolve alcun problema e complica inutilmente il sistema normativo.
Erwin Lazlo, Emergenze del nostro tempo. Intervista a cura
di Severino Saccardi. La storia pone oggi delle sfide decisive: la
conservazione della biosfera, la questione ecologica, la questione della
sicurezza, della pace, delle grandi migrazioni. Solo se non affrontiamo
tutto questo all'interno di una logica della cultura della pace, della
nonviolenza e della solidarietà possiamo evitare che il mondo vada in
rovina.Emanuele
Ciabattini, Polonia: il tragico 1944 di una Resistenza
"diversa" Il 1 agosto del 2004 si è celebrato a Varsavia e
in tutta la Polonia il sessantesimo anniversario dell0insurrezione della
città contro i nazisti finita tragicamente per il mancato intervento
sovietico le cui responsabilità non sono state ancora riconosciute dai
russi. Franco
di Giorgi. A scuola da Liana Millu. Una classe si reca a Genova
per incontrare e ascoltare la voce di una testimone della Sho'ah. Liana
Millu, Una testimone della Sho'ah contro l'indifferenza, la
violenza e il disprezzo. Intervista a cura di David Dambitsch. Una
testimone della Sho'ah ci parla della sua esperienza non tanto nell'ottica
di ricostruire gli avvenimenti storici quanto piuttosto di indicare cosa
di essi è rimasto e ciò contro cui noi oggi dobbiamo ancora lottare. I
giovani di oggi crescono ancora in un clima di indifferenza, violenza e
disprezzo. Lo stesso vissuto da Liana Millu che ci mette in guardia perché
ce ne liberiamo. Mary Malucchi, La
mia guerra all'indifferenza. La mia guerra all'indifferenza è
l'autobiografia, intensa e graffiante, di un giovane funzionario dell'ONU,
ucciso a Baghdad. Un viaggio nella realtà di tante guerre dolorose. E' la
critica aspra e diretta alle ONG e all'ONU, per non continuare a fingere di
vivere nel migliore dei mondi possibili.Franco Di Giorgi, Gabriele Mandei e la bellezza del dio sufico. Un'analisi
del sufismo, via mistica dell'islam, attraverso l'opera di Gabriele Mandei
che mette in risalto come senza l'equilibrio il ritmo e la simmetria (ovvero
senza bellezza) non ci potrebbe essere universo con tutte le sue leggi che
lo regolano. Inoltre mentre l'islam o almeno il sufismo, accoglie la
molteplicità eterogenea delle teofanie e esalta il rapporto Io-Tu, come
ricchezza religiosa, al contrario il cristianesimo, in quanto otodossia, ha
sempre riservato un atteggiamento diffidente, refrattario e discriminatorio
verso ogni differenza.Giovanni
Allegretti e Giovanni Sammicheli, La IX Biennale d'Architettura di
Venezia: quando la speculazione architettonica si parla addosso. La IX
Biennale d'Architettura di Venezia, a causa della nuova legge che ne ha
modificato lo status, è stata più un "campionato espositivo" che
un luogo per dar spazio alla controinformazione e ad un approccio critico
all'architettura moderna, vitali per non ripetere errori come quello di
Barcellona.
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