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ANNO 2006 SOMMARIO NUMERO 450 Ludovico Guarneri, Medici incuranti e malati
consapevoli
I pazienti devono arrabbiarsi di
più, ribellarsi con i medici incuranti, far valere i propri diritti e
assieme ai loro familiari, anch’essi coinvolti nella catastrofe
economica e morale che provoca l’ammalarsi, stimolare le forze politiche
e istituzionali, rifiutando le ingiustizie della sanità e unendosi per
far valere quel diritto alla salute che è un capitolo fondamentale dei
diritti dell’uomo. Enzo Brogi, Avventure di
un malato esperto Un libro per riflettere sul rapporto paziente-medico e sulle difficili dinamiche innescate dalle situazioni esistenziali create dalle malattie. Nel "pluriverso" delle religioni. Sezione monotematica a cura di Federico Squarcini Aldo Tarquini, Il Dio della buona vita La consapevolezza che senza il dialogo l’umanità soffoca, il desiderio di pace, la sete di verità, il bisogno di giustizia, spingono ad andare avanti e a tentare di creare un mondo in cui le differenze non sono più viste come una minaccia ma come una ricchezza. Nicoletta Verna, Quasi un diario di bordo I sei Laboratori del progetto Guerre Sane, che si sono svolti in Toscana, tra Pisa, Firenze e Colle Val d’Elsa sul dialogo interreligioso, hanno avuto un’ampia partecipazione e risultati concreti che segnano l’inizio di un percorso ricco di feconde possibilità di ulteriore incontro. Luca Mori, Conflitti religiosi oltre i casi di cronaca. Fino a che punto e in che senso le diverse religioni, come sistemi di senso almeno parzialmente esclusivi, possono condividere qualcosa? Questa ed altre domande si pongono nel dialogo interreligioso, al cui interno già sarebbe tanto riuscire a riconoscere nell’altro una pari dignità. Forse l’unico modo per incontrarsi sarebbe istituire "cornici laiche" per esplorare quali territori sono percorribili insieme. Alfredo Jacopozzi, La profezia di Benedetto Calati Nel presente contesto di mondializzazione è difficile non accorgersi che vi sono valori veri e positivi anche al di fuori della propria religione. Si tratta però di ricreare il linguaggio a partire da esperienze religiose diverse, dalla loro dimensione mitica e narrativa, scommettendo sulla fecondità della dimensione simbolica intima ad ogni religione. Valentina Dolara Gli universi degli esseri Per un dialogo efficace c’è bisogno di una coerente armonizzazione di due aspetti: la potenziale finitezza dell’istituzione che crea regole e l’infinità dello spirito, che per definizione non ha barriere. Roberto Minganti Il dialogo non è una tecnica Dobbiamo ricordare che il dialogo interreligioso avviene tra esseri umani che condividono lo stesso destino e la religione dovrebbe aiutare a risvegliare la coscienza del valore delle relazioni e della dimensione comunitaria Mohammad Khalil, Mouhajer Zaoulai, Dar da bere al cane e al gatto Non solo tra le religioni, ma anche tra gli uomini in generale, bisogna rispettarsi l’uno con l’altro, anche nelle differenze, perché le differenze sono una ricchezza dell’umanità. Parabhakti Dasa, Non stare seduti in silenzio I seguaci delle diverse religioni non devono starsene seduti in silenzio di fronte alla rapida crescita di una società senza Dio. Il dialogo offre l’occasione di una sfida da raccogliere con uno sforzo comune: rafforzando la fede e il carattere dell'individuo, l'integrità delle varie istituzioni e l'apprezzamento nei confronti delle guide spirituali. Svamini Hamsananda Giri, L’indusimo e i diversi vasi per attingere al lago della verità Il dialogo serve per sviluppare sensibilità e amicizia capaci di affievolire il conflitto che l’uso strumentale dell’alterità può provocare. Favorisce l’incontro ma promuove anche l’approfondimento, la ricerca e la riflessione critica, dando dinamismo alla propria rappresentazione. Appendice, Guerre Sane. Manifesto del progetto Emanuele Bindi, Un discorso (preliminare) sul metodo Il progetto Guerre Sane ha permesso il confronto tra persone di diverse religioni utilizzando una serie di strumenti con cui oltre che rilevare dati e informazioni si poteva interagire e realizzare pratiche di dialogo. Alessandro Checcucci, Lavoro o famiglia?: un problema per le donne (già composto) In una società in cui la famiglia sta assumendo nuovi caratteri, nel campo del lavoro, nonostante qualche difformità che ribadisce l’antica sudditanza delle donne rispetto agli uomini, siamo di fronte ad una grande trasformazione a favore di un maggior inserimento femminile, mentre si constata una sostanziale immodificabilità della distribuzione delle attività all’interno delle famiglie, dove i lavori domestici e la cura dei figli sono ancora quasi esclusivamente a carico delle donne. Vittorio Biotti, Terrorismo e Psicoanalisi: Alle radici dell’odio In un convegno milanese, una riflessione di carattere psicoanalitico sul problema del terrorismo: di fronte ai gravi rischi "pantoclastici" che tornano ad attraversare il mondo, di fronte alle "isole psicotiche della storia", occorre una "accensione d’anima" che può nascere da un senso di integrale responsabilità individuale verso le cose del mondo, la natura e gli uomini, solo valore etico perseguibile nelle sue potenzialità di "compassione" e di perdono. L’indimenticabile 1956: una lezione storica (a cura di Mary Malucchi e Severino Saccardi) Severino Saccardi, 1956: una lezione per l’oggi A partire da una rilettura dei molti ed interessanti studi che sono tornati ad occuparsi del drammatico ed indimenticabile 1956, è possibile non solo tornare a far memoria delle premesse, della sostanza profonda e delle conseguenze della sollevazione ungherese e della repressione che ne seguì, ma ragionare senza remore sugli insegnamenti che è possibile trarne, mezzo secolo dopo, in piena età della mondializzazione. Marcello Flores, 1956 e dintorni Il 1956 è stato una svolta che ha definito con chiarezza i nuovi equilibri postbellici e della guerra fredda Alessandro Michelucci, Da Budapest a Vienna Durante il mezzo secolo della guerra fredda l’Austria ha svolto un prezioso ruolo di ponte culturale fra le due parti del continente in piena solitudine, mentre nella parte occidentale l’interesse per la cultura ungherese o slovacca è stato soffocato nel nome dell’anticomunismo. Beatrice Tottossy, Ungheria: Dal noir al cangiante groviglio della realtà Il difficile rapporto tra letteratura e memoria storica a proposito del ’56 ungherese Enrico Cecchetti, La Toscana con l’Africa che vuole cambiare Una nuova associazione, Kòmera Onlus, promossa dai consiglieri regionali toscani per raccogliere finanziamenti per i progetti di cooperazione in Africa. Enrico Cecchetti, Komera:operare da società civile nel cuore delle istituzioni intervista a cura di Mary Malucchi Il presidente dell’associazione Komera spiega origini, finalità, modo di operare di un’originale associazione di "secondo grado" nata all’insegna di un "amore per l’Africa" nutrito di forti motivazioni politiche e culturali. Luca Lenzini, Materiali resistenti. Rileggendo Fortini Una serie di libri su Franco Fortini ci aiutano a riscoprire una volta di più un grande intellettuale interprete della propria epoca, capace di anticipare di decenni gli sviluppi della società contemporanea Mary Malucchi, Insegnare la vita pubblica Nell’epoca dell’individuo ripiegato sul proprio interesse privato senza orizzonti globali, senza collettività, senza mondo comune, è necessario che la scuola, il luogo educativo e comunitario per eccellenza, trasmetta il senso di un’etica civile e democratica. Insegnare la vita pubblica di Rosaria Parri affronta il problema e lancia la grande sfida di domani. Giovanni Allegretti, Architettura a Venezia: la Biennale più bella La crescita d’interesse del pubblico ‘non specializzato’ per le mostre che hanno celebrato il decennale della Biennale d’Architettura di Venezia si spiega con la grande capacità comunicativa di un’edizione che ha saputo "prendere posizione" sui temi trattati e non limitarsi a dar conto in maniera acritica del panorama architettonico contemporaneo. SOMMARIO NUMERO 449 Severino Saccardi, Oriana Fallaci e Tiziano
Terzani:
due vite Roberto Barzanti, Penelope e il Nulla Oriana Fallaci ha vissuto alcune delle più tormentate vicende dei nostri anni cercando di penetrarle in prima persona, per poi riferirne secondo le modalità e i vezzi del grande giornalismo non disgiunti però da una tensione morale entro cui il suo lavoro ed i suoi eccezionali servizi acquistavano senso e finalità. Enzo Brogi, Anam e l’accettazione serena della morte Tiziano Terzani, da poco scomparso, ci ha lascito un grande esempio nella lotta contro la guerra e nell’accettazione serena della morte. La sua è stata una vita incredibile, piena di coraggio e di ricerca della libertà: libertà personale e libertà dal potere e dal bisogno di compiacere i potenti di turno. Alfredo Jacopozzi Il dialogo interreligioso dopo Ratisbona Se papa Giovanni Paolo II aveva come preoccupazione primaria quella di evitare lo scontro di civiltà e auspicava che le comunità religiose potessero lavorare insieme per la pace e la convivenza, papa Ratzinger ha come obiettivo principale l’identità cristiana dell’Europa e soltanto attraverso la rivitalizzazione delle radici cristiane è possibile il dialogo con le altre culture e religioni. Bisogna però stare attenti ai pericoli di una prospettiva globale e universale in cui domini ancora il paradigma della mentalità coloniale che tende all’unificazione. Franco Toscani, Il calcio e il ‘sogno di una cosa’ Nelle vicende di "Calciopoli" siamo tutti coinvolti e rischiamo di essere tutti perduti come persone: la posta in gioco non è infatti solo calcistica, ma etica e riguarda il nostro intero modo d’essere e di vivere. Il "sogno di una cosa" è allora il calcio sottratto all’idiozia calcistica, alla corruzione e all’inquinamento che minacciano di soffocarlo, concepito in armonia con le altre attività e sfere dell’esistenza, ricondotto nuovamente alla sua fonte originaria, al suo essere gioco carico di avventura e divertimento. Roberto Barzanti, Piero Calamandrei: politico, fiorentino, europeista A cinquant’anni dalla morte, Piero Calamandrei può essere considerato una figura insolita di studioso e di politico non allineato, di stampo illuminista, che coniugava creativamente liberalismo e socialismo. Sezione monotematica: TEHERAN, BEIRUT, GERUSALEMME: CITTA’ "SOSPESE" A cura di Sevrino Saccardi Severino Saccardi, La "dinamica virtuosa" pace-democrazia: un’ipotesi di lavoro La crisi mediorientale si inserisce ormai in una concatenazione "allargata" e perversa di dinamiche conflittuali, qui evidenziata dal riferimento a tre grandi città-simbolo: Teheran, Beirut e Gerusalemme. In tutta l’area tendenzialmente coinvolta in un possibile ed esteso conflitto, si tratta di favorire la pace con l’azione della diplomazia, l’iniziativa della comunità internazionale e la ripresa di un percorso per la reale soluzione dello storico contenzioso israeliano-palestinese. Ma è anche importante sostenere la società civile di paesi che sembrano pregiudizialmente esclusi dalla pratica della democrazia. Bijan Zarmandili, Quegli scioperi a Teheran Intervista a cura di Severino Saccardi In una crisi con dinamiche sempre più "allargate", la storica crisi israeliano-palestinese rischia drammaticamente e paradossalmente di passare in secondo piano.Lo scenario si fa molto più ampio, coinvolgendo, come è evidente, il Libano e l’Iran. Ma da quest’ultimo paese potrebbero venire inaspettate sorprese: come attestano i movimenti e i fermenti di una società non domata e non rassegnata Ali Rashid, Diritto internazionale: sola una fioca entità? Bisogna mettere la questione palestinese al centro di qualsiasi iniziativa in Medio Oriente, per arrivare ad una soluzione vera e giusta in modo che il diritto internazionale cessi di essere una fioca entità a cui si fa blandamente riferimento e si tutelino in modo fattivo i diritti umani e civili, per contrastare la creazione di un mondo dove la forza è l'unica fonte di legalità Stefano Marcelli, Libano: l’"unità nazionale" e i diciotto nomi di Dio La strategia americana non fa altro che alimentare la formazione di stati islamici di orientamento sciita in una ideale "Mezzaluna Sciita": è una scelta folle a cui si deve resistere e in Libano è necessario che rimanga in carica l’attuale schieramento che tiene lontano Hezbollah Janiki Cingoli, Quali strade per un dialogo israeliano-palestinese Israeliani e palestinesi stanno vivendo una difficile transizione interna, i palestinesi per superare il conflitto interno e trovare un accordo, gli israeliani per assorbire gli effetti della guerra in Libano. Per riempire il vuoto di questa fase, accanto ai lavori preparatori e ai canali da costruire per trovare le soluzioni legate al Final Status, potrebbe essere utilizzata la strada di procedere ad "atti unilaterali, paralleli e (di fatto) concordati", utili per ristabilire la fiducia fra i due popoli, gravemente compromessa da questi anni di violenza. Ahmad Rafat L’inquietante prospettiva della "mezzaluna sciita" I rapidi cambiamenti in Medio Oriente hanno portato a favorire la politica egemone dell’Iran nella regione: l’unico modo che l’Europa ha per contrastare una deriva autoritaria consiste in pressioni mirate, come per esempio condizionare ogni futura collaborazione nel campo economico al rispetto dei diritti umani, e il rispetto delle regole minime del gioco democratico. Luca Zevi, Città "sospese" Attraverso alcuni ritratti delle grandi capitali del Medio Oriente uno sguardo sulle difficili realtà di quei paesi G. Della Pergola, L’ingestibile eredità lasciataci da Sharon Solo un ripensamento e un inversione di tendenza della politica israeliana che porti Israele a porre termine alla sua pluriennale politica espansionistica, riconoscendo il dettame dell’ONU del 1948-49, favorendo il rientro dei profughi palestinesi nei confini legittimi di uno Stato palestinese, che non può affatto coincidere con il piano di Sharon di mangiarsi l’85% dell’anguria e lasciarne il 15% ai palestinesi, potrebbe condurre piano piano ad una soluzione dei grandi problemi del Medio Oriente Renza Marchi, Il Cairo nell’era del libero mercato I problemi del Medio Oriente non possono essere compresi del tutto senza tener conto delle dinamiche complesse del grande stato africano che è da sempre compartecipe delle tensioni dell’area Riccardo Nencini, Volontariato: un ruolo sempre più centrale per ''respirare l' umano'' Al centro della Festa della Toscana di questo anno è stato posto il tema del "volontariato" prendendo spunto dalla ricorrenza di quell’esempio che fu dato nel ’66 da tanti giovani, "angeli del fango", giunti da ogni parte del mondo per aiutare Firenze Erasmo D’Angelis, Angeli del fango Sono trascorsi quarant’anni ma sembra ieri quando tanti giovani giunsero da tutto il mondo per aiutare Firenze immersa dal fango dell’alluvione del 1966: un evento che va ricordato all’insegna della valorizzazione del volontariato, per continuare l’opera per la tutela dell’ambiente e per l’aiuto nelle calamità naturali Roberto Mosi, "N - Io e Napoleone": uno sguardo ravvicinato al mondo del potere Il film di Paolo Virzì getta uno sguardo sul tema del potere e del rapporto ambiguo tra chi lo esercita e chi lo subisce Giovanni Allegretti, La mostra del cinema di Venezia: declino o rinascita? La mostra di Venezia non ha fornito un alto livello qualitativo sia per la concorrenza con la Festa del Cinema di Roma sia per un panorama internazionale poco ricco. Stefano Beccastrini, Roberto Rossellini: un centenario per ricordare Un omaggio a un grande cineasta, a un grande pensatore, a un grande italiano di statura europea e mondiale nel centenario della nascita Mary Malucchi, La scuola dei giochi e il gioco della vita La scuola dovrebbe recuperare il senso vero del gioco come strumento di apprendimento e ristabilire la giusta connessione con la vita SOMMARIO NUMERO 447/448 Antonio Cassese, <<Una
minuscola onda di speranza>> Di fronte a tante ingiustizie,
orrori, violenze non possiamo che ammirare l’opera di coloro che si
oppongono all’oppressione. Anche l’esempio di Akbar Ganji è per noi di
grande speranza, perché è grazie a persone come lui che la lotta per i
diritti umani ogni tanto registra qualche piccola vittoria. Akbar Ganji, Cittadino di Firenze, cittadino del mondo La prolusione pronunciata da Akbar Ganji in Palazzo Vecchio il 12 giugno 2006 in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria di Firenze al coraggioso intellettuale iraniano, che proclama la sua appartenenza ad una più larga cittadinanza mondiale come base per il dialogo e il rispetto tra uomini di ogni parte del pianeta. Severino Saccaridi, In difesa dei prigionieri di coscienza Intervento in occasione del conferimento del "Gonfalone d’argento" del Consiglio Regionale della Toscana ad Akbar Ganji, testimone dei prigionieri di coscienza e cittadino del mondo. Akbar Ganji, Informazione: un’arma di libertà, Intervista a cura di Leonardo Ferri Dal clima degli anni della rivoluzione nel 1979, fino alla "primavera della stampa" a cavallo fra gli anni 90 e il 2000, Akbar Ganji dipinge il percorso di un Paese quale l’Iran attraverso la sua vita da giornalista dissidente sempre volto alla pratica della libertà e alla lotta per i diritti di tutti. Generazioni a confronto: sezione monografica a cura di Severino Saccardi I. In forma di analisi Severino Saccardi, Dopo una rivoluzione Decenni dopo il sogno rivoluzionario del ’68 (su cui i giovani di oggi hanno nozioni assai vaghe), c’è una "rivoluzione" di tutt’altro segno che si è universalmente affermata. E’ la rivoluzione della tecnologia e delle nuove forme di comunicazione. I giovani sperimentano inedite opportunità e vivono preoccupanti forme di marginalità, mentre le due opposte e complementari "ali estreme" della società (le generazioni più recenti e gli anziani) vivono i contraccolpi della nuova situazione demografica e sociale dell’età della "globalizzazione". Sono trasformazioni, e contraddizioni, che chiamano in causa le responsabilità della politica e della cultura. Claudio Riva, Passaggio delle sementi Nel confronto dialettico fra diverse identità c’è la fonte di un’evoluzione positiva. Ridurre ad uguale ciò che è diverso produce sicuramente un impoverimento: appare utile e forse necessario far rivivere simbolicamente il passaggio delle sementi che nei popoli che vivevano di agricoltura segnava il riconoscimento dei vecchi nei "confronti" dei "giovani". Pierangelo Pedani, La storia non insegna niente? Nonostante le differenza tra generazioni si può notare che certi valori, certe tradizioni, e la storia sedimentata, non si possono dimenticare. Qualcosa passa e qualcosa resta. Qualcosa si vuole trasmettere e qualcosa si trasmette nonostante la volontà di rimozione. Alessandro Checcucci, Due età scomode La vecchiaia è una malattia? E cosa avvicina i giovani, in equilibrio fra progetti per il futuro e vita reale, agli anziani in una società il cui primo compito è la produzione? Un’analisi delle condizioni degli anziani, che non hanno speranze, e dei giovani che le vedono frustrate. Giampaolo Di Piazza, Non ci resta che comunicare Uno dei problemi più importanti nella relazione interpersonale tra padri e figli è senz’altro quello della difficile comunicazione che si intreccia con nuovi stili di vita e di considerazione reciproca. Stefano Santini, L’onda di ricordi Attraverso la ricostruzione delle esperienze degli anni Sessanta una riflessione sul <<come eravamo>> e sul <<come sono>> i giovani di oggi. Attilio Monasta, Distanza e speranza Nelle nostre scuole si nota la contraddittorietà ci un luogo privilegiato di incontro tra generazioni dove però fra i soggetti in gioco rimane una incolmabile distanza. Giuliano Della Pergola, Resteranno pesci a sufficienza per le generazioni future? Oggi la staffetta tra le generazioni è minacciata ed è per questo che quelli che si preoccupano dei posteri pongono il problema della sostenibilità: la rottura intergenerazionale pone il tema di un cambiamento infinitamente complesso, che può sfuggire di mano a chi l’aveva avviato. Roberto Mosi, Pianeta anziani L’Italia risulta il paese con il maggior numero di anziani del mondo e ciò pone notevoli problemi di assistenza o integrazione, ma rappresenta anche un’impensabile risorsa ed uno stimolo per progettare in modo nuovo. II. Idee in circolo Forum al <<Balducci>>, a cura di Luisa Carparelli, Simona Giani e Severino Saccaridi Paul Nizan negli anni duemila Alcuni giovani dell’Istituto Superiore <<E. Balducci>> di Pontassieve (un paese alle porte di Firenze) rispondono alle sollecitazioni di Severino Saccardi, fino a poco tempo fa insegnante presso la stessa Scuola, di Simona Giani e di Luisa Carparelli, insegnanti dell’Istituto medesimo (che pongono le domande per conto di <<Testimonianze>>) riguardo a numerosi temi: memoria, politica, rapporto fra studio e lavoro, confronto con le altre generazioni, nuove tecnologie, sentimenti. Blog di <<Testimonianze>>; a cura di Mary Malucchi, Davide De Grazia e Leonardo Ferri Un dialogo aperto tra giovani e meno giovani Un confronto a distanza tra alcuni giovani e meno giovani attraverso un blog di <<Testimonianze>> su politica, lavoro e passioni. Riccardo Monni, Isole o arcipelaghi? Un gruppo di studenti universitari interpellati dal loro professore manifestano la tensione a sentire-soffrire il problema della scarsa comunicazione non soltanto verso i genitori ma, in modo molto responsabile, anche nei confronti dei fratelli minori e degli anziani. III. Fra memoria e futuro Giulia Bondi, 180 pagine di eredità L’esperienza di un libro nato dal dialogo tra generazioni: il nonno protagonista della Resistenza e la nipote, giovane di oggi. Mary Malucchi, Viaggio nella memoria Ermanno Corrieri, testimone della Resistenza e storico esponente del cattolicesimo democratico, ripercorre le vicende di quel grande movimento di liberazione umana e sceglie di farlo con sua nipote, che di questa storia sa solo quello che ha letto sui libri. Due generazioni si confrontano in maniera lucida e critica su un evento chiave della nostra storia, che ha contribuito alla formazione di una società più giusta e libera. Vittorio Martinelli, Potrà un libro contribuire a ‘salvare il mondo’ ? Attraverso il libro Chi vuol salvare il mondo? (curato da un giovanissimo scrittore) un appello a tutti, giovani e adulti a ricordare che bisogna percorrere la strada del cambiamento per poter sopravvivere: tutti noi dobbiamo capire che la via della salvezza è percorribile, ma il tempo a disposizione non è molto. Franco Di Giorgi, Il lavoro nella Costituzione: un’istanza "kantiana". A partire dalla filosofia di Kant una rilettura del concetto di lavoro nella Costituzione italiana. Giuliano Della Pergola, Scandalo calcio: come ingannare le masse. Tra le recenti vicende calcistiche di corruzione e il sistema politico italiano ci sono delle relazioni: vi si ritrova una stessa strategia del sovvertimento delle regole positive e la loro sostituzione con altre regole, legate alla figura del dominus, capace di imporre al disopra delle parti la sua autorità. Andrea Giuntini, Capitani coraggiosi: come la sinistra italiana ancora fatica a comprendere il capitalismo. Le vicende relative al caso Consorte-Unipol e ai <<furbetti del quartierino>> vanno lette all’interno di un contesto di storica arretratezza della sinistra italiana a misurarsi con il capitalismo. Gabriele Smussi, Randa: la storia segreta La tragica guerra civile in Randa tra tutsi e hutu (1990-2001) raccontata in un libro da un testimone che denuncia gli orrori da entrambe le parti. Giovanni Allegretti, Ancora sulle città: il vertice ONU di Vancouver Nuove prospettive per affrontare il grande sviluppo urbano di questi ultimi tempi si sono delineate a Vancouver al terzo vertice Worl Urban Forum dell’ONU: è necessario mobilitarsi contro la precarietà dell’habitat, la povertà urbana, la distruzione dell’ambiente. Franco Di Giorni, Ricordando Anna Cerchi: perché il mondo non saprà mai abbastanza La scomparsa di una testimone delle persecuzioni naziste ci invita a non dimenticare l’orrore di quell’evento unico e assoluto che è stato il sistema dei Lager nazisti Stefano Beccastrini, Qual è il nesso tra comunicazione e percezione del rischio? Si dovrebbe considerare la percezione sociale del rischio come una fonte di utili notizie sul mondo, sulla gente, su se stessi, soprattutto da parte di tutti quegli <<scienziati sociali>> che sono impegnati nella promozione della salute e nella protezione dell’ambiente. Un processo rigoroso di comunicazione rappresenta il percorso stesso tramite cui la valutazione del rischio si costruisce socialmente. Jacopo Mazzantini, Verità della Chiesa e principi dello Stato Nel volume di Luciano Canotti, La sana democrazia si affronta il difficile rapporto tra la Chiesa cattolica e il sistema democratico. Da una parte c’è l’esigenza di una concezione di laicità più matura e dall’altra parte c’è il bisogno di una riforma dell’istituzione ecclesiastica che la porti ad un rinnovamento interno in senso democratico. Roberto Barzanti, Rossana Rossanda, ragazza del secolo scorso Le memorie di Rossana Rossanda più che una ricostruzione fedele di un periodo storico rappresentano il punto di vista molto particolare di un’appassionata e generosa protagonista di avvenimenti coinvolgenti, che si affida talora più ai ricordi e alle proprie valutazioni che alla distaccata ricostruzione del passato ed al rigore storico. Mary Malucchi,Senza bussola né ormeggi Il tema dell’instabilità fa da sfondo alla crisi della politica e del mondo. Tramontato l’antico <<cielo delle stelle fisse>> sembra non esistere più protezione, né luogo di riparo. L’instabilità sembra quindi l’orizzonte in relazione al quale dobbiamo inventarci un modo di esistere, di relazionarsi con gli altri, di gestire un mondo comune: nel maggio scorso, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma si è svolto il primo Festival Internazionale di Filosofia di Roma, dedicato proprio all’Instabilità. Ludovico Grassi, una bussola per navigare nella teologia cristiana Un nuovo strumento per lo studio e il lavoro teologico: il Dictionnaire critique de Thèologie diretto da Jean-Yves La coste in edizione italiana: l’edizione italiana non è solo la traduzione dal francese: alcune integrazioni alle voci più impegnative così come l’aggiunta di nuove voci contestualizzano l’opera nell’attuale vivace fase della tradizione teologica italiana, anche con contributi innovativi. Roberto Taioli, Il senso della gratuità in Maurice Bellet Una riflessione sul senso della gratuità partendo dall’analisi di Maurice Bellet. Ci sono beni fuori prezzo, che sono assolutamente trascendentali, e che operano nella natura profonda dell’uomo. Nella gratuità l’uomo è davvero creativo, mentre nella mercificazione è ripetitivo.
SOMMARIO NUMERO 446 Giuliano
Della Pergola,
Oltre l’età del petrolio Le risorse
energetiche tradizionali sono destinate a finire e questa tendenza, insieme
alla crescita economica di India e Cina appare uno scenario a breve termine:
è necessario quindi che la ricerca di forme alternative di energia venga
potenziata da subito Franco Di Giorgi,
Giobbe: un esempio biblico di méros
Per Kant Giobbe è il simbolo
e una delle figure più rappresentative del dover essere mentre
per Primo Levi è il «giusto oppresso dall’ingiustizia», ma ad
un’analisi più attenta emerge una figura ipocrita, attaccata al suo
intere
SOMMARIO NUMERO 445 Tommaso Ferraresi, Riforma elettorale: addio al bipolarismo? La riforma elettorale .
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